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La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i tre conflitti di attribuzione promossi dalla Regione Emilia-Romagna contro lo Stato in merito al riparto degli oneri derivanti dalle sanzioni dell’Unione europea per la discarica Razzaboni.
Di cosa si tratta
La discarica «Razzaboni», nel Comune di San Giovanni in Persiceto, era oggetto di una procedura d’infrazione europea: l’Italia era stata condannata e poi sanzionata dalla Corte di giustizia UE per il ritardo nella bonifica. Lo Stato aveva adottato atti per ripartire l’onere economico di tali sanzioni anche a carico della Regione, che ha contestato questi atti con conflitti di attribuzione.
La questione di legittimità costituzionale
La Regione Emilia-Romagna ha promosso tre conflitti di attribuzione tra enti, nei confronti dello Stato, contro un d.P.C.m. del 26 novembre 2015 e due note ministeriali (del Ministero dell’ambiente e del Ministero dell’economia e delle finanze) relative al riparto degli oneri delle sanzioni europee per la discarica Razzaboni.
La decisione della Corte
Riuniti i giudizi, la Corte ha dichiarato inammissibili tutti e tre i conflitti di attribuzione promossi dalla Regione Emilia-Romagna, senza esaminare nel merito la questione del riparto degli oneri.
Il principio
Gli atti statali che ripartiscono gli oneri economici derivanti da sanzioni europee possono essere contestati con conflitto di attribuzione solo se ne ricorrono i presupposti: in mancanza, il conflitto è inammissibile e la Corte non si pronuncia sul merito del riparto.
Domande e risposte
Cos’è un conflitto di attribuzione tra enti?
È il giudizio con cui la Corte costituzionale risolve le controversie sulla titolarità delle competenze tra Stato e Regioni.
Da cosa nasceva la vicenda?
Dalle sanzioni inflitte all’Italia dalla Corte di giustizia UE per il ritardo nella bonifica della discarica Razzaboni.
Come ha deciso la Corte?
Ha dichiarato inammissibili i tre conflitti, senza pronunciarsi sul merito del riparto degli oneri tra Stato e Regione.
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