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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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In un conflitto di attribuzione tra enti, la Corte stabilisce che non spettava all’Ordine dei medici di Bologna radiare dall’albo l’assessore regionale alla salute dell’Emilia-Romagna per un atto compiuto nell’esercizio delle sue funzioni politico-amministrative. La sanzione disciplinare viene annullata.

Di cosa si tratta

L’assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, anche medico, era stato radiato dall’albo dall’Ordine provinciale dei medici di Bologna per aver proposto e contribuito a formare una delibera regionale sull’impiego di personale infermieristico nel servizio di emergenza 118. La Regione ha sollevato conflitto di attribuzione, ritenendo lesa la sfera delle proprie funzioni.

La questione di legittimità costituzionale

Conflitto di attribuzione tra enti promosso dalla Regione Emilia-Romagna a seguito dell’atto della Commissione disciplinare dell’Ordine dei medici di Bologna del 30 novembre 2018 e del silenzio dello Stato sull’atto di significazione della Giunta regionale. Era in discussione se l’Ordine potesse sanzionare l’assessore per un’attività svolta nell’esercizio del mandato politico-amministrativo regionale.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato ammissibili gli interventi del dott. Venturi e dell’Ordine dei medici e ha statuito che non spettava allo Stato, e per esso all’Ordine dei medici di Bologna, adottare la sanzione della radiazione a carico dell’assessore per aver proposto e contribuito a formare la delibera regionale; ha quindi annullato la sanzione disciplinare.

Il principio

Gli atti compiuti da un amministratore regionale nell’esercizio delle proprie funzioni politico-amministrative non possono essere assoggettati al potere disciplinare dell’ordine professionale di appartenenza: una sanzione come la radiazione dall’albo, se colpisce quella attività istituzionale, invade la sfera di attribuzioni costituzionalmente garantita alla Regione.

Domande e risposte

Perché la Regione ha potuto difendere il proprio assessore?

Perché la sanzione colpiva un atto compiuto dall’assessore nell’esercizio delle funzioni regionali: la Regione poteva quindi far valere la lesione delle proprie attribuzioni davanti alla Corte.

Cosa comporta l’annullamento della radiazione?

La sanzione disciplinare cessa di avere effetto: il medico-assessore non risulta più radiato dall’albo in conseguenza di quell’atto.

Un ordine professionale non può mai sanzionare un proprio iscritto che ricopre cariche pubbliche?

Può farlo per condotte estranee al mandato; non può invece sanzionare l’attività svolta nell’esercizio delle funzioni politico-amministrative, che ricade nella sfera dell’ente di appartenenza.

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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