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Con questa ordinanza la Corte costituzionale corregge un semplice errore materiale contenuto nel dispositivo della propria sentenza n. 192 del 2019, sostituendo una data errata con quella corretta. Non si tratta di una decisione su una questione di legittimità costituzionale.
Di cosa si tratta
Nel dispositivo della sentenza n. 192 del 2019 era stata indicata una data errata per la legge della Regione Toscana oggetto di impugnazione: risultava la data «11 luglio 2018» in luogo di quella corretta «29 giugno 2018». La Corte è intervenuta per emendare tale svista.
La questione di legittimità costituzionale
Non vi è in questo caso alcuna questione di legittimità costituzionale: il giudizio riguarda esclusivamente la correzione dell’errore materiale ai sensi dell’art. 32 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.
La decisione della Corte
La Corte ha disposto che nel dispositivo della sentenza n. 192 del 2019, al capo numero 1), la data «11 luglio 2018» sia sostituita con quella corretta «29 giugno 2018».
Il principio
Gli errori materiali contenuti nei provvedimenti della Corte costituzionale — come date o estremi normativi inesatti — possono essere corretti con apposita ordinanza, senza incidere sul contenuto sostanziale della decisione.
Domande e risposte
Cos’è una correzione di errore materiale?
È un intervento con cui si emenda una svista evidente, come una data o un numero sbagliato, che non incide sul contenuto della decisione.
La sentenza n. 192 del 2019 cambia nel merito?
No. Cambia soltanto la data erroneamente riportata nel dispositivo; il contenuto della decisione resta invariato.
Su quale base la Corte corregge l’errore?
Sull’art. 32 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, che disciplina la correzione degli errori materiali.
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