Testo dell'articoloIn aggiornamento
La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione promossi da alcuni ex componenti del Consiglio della Regione Lazio nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri e della Procura della Repubblica di Roma.
Di cosa si tratta
Alcuni ex consiglieri regionali del Lazio avevano sollevato un conflitto di attribuzione lamentando una lesione delle prerogative connesse alla loro qualità, in relazione a una richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma nel 2016.
La questione di legittimità costituzionale
Il giudizio aveva ad oggetto un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promosso da C.U. P., T. D’A. e M. D.S. nella qualità di ex componenti del Consiglio della Regione Lazio, in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblica del 20 settembre 2016.
La decisione della Corte
Riuniti i giudizi, la Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione.
Il principio
Il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato richiede precisi presupposti soggettivi e oggettivi; in difetto di tali requisiti i ricorsi sono dichiarati inammissibili senza esame del merito.
Domande e risposte
Chi aveva proposto i ricorsi?
Tre ex componenti del Consiglio della Regione Lazio, agendo in tale qualità.
Contro chi erano diretti?
Contro il Presidente del Consiglio dei ministri e la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Roma.
Come si è conclusa la pronuncia?
Con una dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi, previa riunione dei giudizi.
📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.