Testo dell'articoloIn aggiornamento
📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale
La Corte costituzionale ha sospeso il giudizio e ha sottoposto alla Corte di giustizia dell’Unione europea questioni pregiudiziali sul rifiuto di consegna, nel mandato di arresto europeo, dei cittadini di Paesi terzi che risiedono o dimorano in Italia.
Di cosa si tratta
Il mandato di arresto europeo consente, in certi casi, di rifiutare la consegna di chi risiede o dimora nello Stato di esecuzione, per consentirgli di scontare la pena nel luogo in cui ha radicato la propria vita. La normativa italiana riservava questa possibilità ai soli cittadini italiani e dell’Unione, escludendo i cittadini di Paesi terzi.
La questione di legittimità costituzionale
La Corte d’appello di Bologna, sezione prima penale, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 18-bis, comma 1, lettera c), della legge 22 aprile 2005, n. 69, nella parte in cui escludeva dal rifiuto di consegna i cittadini di Paesi terzi residenti o dimoranti in Italia. La Corte ha ritenuto necessario interpellare la Corte di giustizia UE.
La decisione della Corte
La Corte ha disposto di sottoporre alla Corte di giustizia dell’Unione europea, in via pregiudiziale ai sensi dell’art. 267 TFUE, le questioni se la disciplina che preclude in modo assoluto e automatico il rifiuto della consegna dei cittadini di Paesi terzi sia compatibile con la decisione quadro sul mandato d’arresto e con la Carta dei diritti fondamentali UE; ha chiesto il procedimento accelerato e ha sospeso il giudizio.
Il principio
Quando la valutazione di legittimità costituzionale dipende dall’interpretazione del diritto dell’Unione europea, la Corte costituzionale può sollevare rinvio pregiudiziale dinanzi alla Corte di giustizia UE; il trattamento dei cittadini di Paesi terzi nel mandato d’arresto europeo va valutato alla luce della normativa e dei diritti fondamentali dell’Unione.
Domande e risposte
La Corte ha deciso sul rifiuto di consegna dei cittadini stranieri?
No. Ha sospeso il giudizio e ha rinviato le questioni alla Corte di giustizia dell’Unione europea per l’interpretazione del diritto UE.
Qual era il dubbio sulla normativa italiana?
Che escludesse in modo assoluto e automatico i cittadini di Paesi terzi residenti in Italia dalla possibilità di vedersi rifiutare la consegna, a differenza dei cittadini UE.
Perché la Corte si rivolge alla Corte di giustizia UE?
Perché la materia è disciplinata dal diritto dell’Unione e occorre chiarirne l’interpretazione prima di decidere sulla legittimità costituzionale.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.