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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 97/2023 la Corte costituzionale ha corretto un errore materiale contenuto in una propria precedente sentenza, la n. 5 del 2023, sostituendo un riferimento normativo errato con quello corretto.

Di cosa si tratta

Anche i provvedimenti dei giudici, comprese le sentenze della Corte costituzionale, possono contenere errori materiali: refusi, sviste, citazioni inesatte di numeri o riferimenti normativi, che non incidono sul contenuto della decisione ma sulla sua corretta formulazione. Per porvi rimedio esiste la procedura di correzione dell’errore materiale, che consente di emendare il testo senza modificare la sostanza di quanto deciso. In questo caso la Corte ha rilevato che nella propria sentenza n. 5 del 2023 era stato indicato erroneamente il numero di un regio decreto: il riferimento al regio decreto n. 733 del 1931 andava corretto in regio decreto n. 773 del 1931, cioè il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Si tratta di un intervento puramente formale, che assicura l’esattezza del testo della decisione senza intaccarne il significato. La vicenda illustra uno strumento di ordinaria manutenzione dei provvedimenti giudiziari.

La questione di legittimità costituzionale

In questo caso non si tratta di una questione di legittimità costituzionale, ma di un giudizio per la correzione di un errore materiale contenuto nella sentenza n. 5 del 2023 della stessa Corte costituzionale.

La decisione della Corte

La Corte ha disposto che, nella sentenza n. 5 del 2023, le parole «art. 38 del r.d. n. 733/1931» siano sostituite, nei punti indicati della motivazione e del dispositivo, dalle parole «art. 38 del r.d. n. 773/1931». Si tratta della correzione di un mero errore materiale, che non incide sul contenuto della decisione.

Il principio

Gli errori materiali contenuti nei provvedimenti della Corte costituzionale, come un riferimento normativo errato, possono essere corretti con apposita ordinanza, senza modificare la sostanza della decisione già assunta.

Domande e risposte

Che cos’è un errore materiale?

È un errore di scrittura o di calcolo, come un refuso o una citazione inesatta, che non riguarda il contenuto della decisione ma la sua formulazione. Può essere corretto senza riaprire il giudizio.

La correzione cambia l’esito della sentenza?

No. La correzione di un errore materiale non modifica la sostanza della decisione: serve solo a rendere il testo esatto e coerente, ad esempio indicando il corretto numero di un decreto.

Qual era l’errore corretto in questo caso?

Nella sentenza n. 5 del 2023 era citato il regio decreto n. 733 del 1931 al posto del regio decreto n. 773 del 1931, il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. La Corte ha sostituito il numero errato con quello esatto.

Norme collegate

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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