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Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale

Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Materia: Pubblico impiego — concorsi e giurisdizione · Riferimento: Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza 1° luglio 2019, n. 17123

In sintesi
  • Davanti al giudice amministrativo vanno le controversie sulla legittimità degli atti del concorso e degli atti di macro-organizzazione (dal bando all’approvazione della graduatoria).
  • Davanti al giudice ordinario (del lavoro) vanno le controversie sul diritto all’assunzione e allo scorrimento fondato direttamente sulla legge, una volta approvata la graduatoria.
  • Il discrimine è l’oggetto della domanda: si contesta un atto amministrativo o si fa valere un diritto soggettivo già sorto?

Il caso

Il tema è classico e ricorrente: un candidato collocato in graduatoria di un concorso pubblico pretende l’assunzione per scorrimento, oppure contesta le scelte dell’amministrazione su come e se utilizzare la graduatoria. Davanti a chi va proposta la causa: il giudice amministrativo (TAR) o il giudice ordinario del lavoro? La questione non è un cavillo: sbagliare giudice significa vedersi dichiarare il difetto di giurisdizione e perdere tempo prezioso.

La decisione

Le Sezioni Unite, alla luce dell’art. 63 del D.Lgs. 165/2001, fissano un criterio fondato sull’oggetto della domanda.

In sostanza, finché si discute della legittimità dell’azione amministrativa (bando, commissione, valutazioni comparative, approvazione della graduatoria) la giurisdizione è amministrativa; quando invece si rivendica un diritto già sorto in capo al singolo, la giurisdizione è del giudice del lavoro.

Il principio di diritto

Il riparto di giurisdizione sullo scorrimento delle graduatorie dipende dal petitum sostanziale: se la domanda investe la legittimità di atti amministrativi (anche di macro-organizzazione) la cognizione spetta al giudice amministrativo; se mira al riconoscimento di un diritto soggettivo all’assunzione fondato sulla legge, a graduatoria approvata, spetta al giudice ordinario.

Implicazioni pratiche

Prima di agire occorre qualificare con precisione che cosa si chiede. Impugnare il bando o un atto generale che disciplina l’uso delle graduatorie è materia da TAR, con i relativi termini di decadenza (di regola 60 giorni). Far valere il diritto all’assunzione a graduatoria ormai definita, contestando comportamenti datoriali, è materia del giudice del lavoro, con regole e termini diversi. La scelta dello strumento incide anche sui poteri del giudice (annullamento dell’atto davanti al TAR; accertamento del diritto e disapplicazione dell’atto presupposto davanti al giudice ordinario). Sul fondamento costituzionale dell’imparzialità e del concorso si veda la Costituzione.

Domande frequenti

Per essere assunto dalla graduatoria devo rivolgermi al TAR o al giudice del lavoro?

Dipende. Se contesti la legittimità di atti del concorso o di atti generali sulle graduatorie, la giurisdizione è del giudice amministrativo; se rivendichi il diritto all’assunzione già sorto, a graduatoria approvata, è del giudice ordinario.

Cosa sono gli atti di macro-organizzazione?

Sono atti con cui la P.A. esercita il potere di auto-organizzazione (ad esempio la disciplina generale delle graduatorie): non sono atti di gestione del rapporto e la loro legittimità è sindacata dal giudice amministrativo.

Fonti

Avvertenza. Contenuto informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale o tributaria. I principi giurisprudenziali vanno sempre verificati nella versione aggiornata e calati nel caso concreto con l’assistenza di un professionista abilitato.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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