Testo dell'articoloVigente
Art. 353 DPR 495/1992 – Fermata e sosta dei veicoli
Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada
1. Non è consentito fermarsi per chiedere informazioni agli agenti del traffico, quando ciò possa causare intralcio o rallentamento alla circolazione.
2. Il conducente che lascia il veicolo in sosta nei casi consentiti, deve azionare il freno di stazionamento e, di regola, deve aver cura di inserire il rapporto più basso del cambio di velocità. Nelle strade a forte pendenza si deve, inoltre, lasciare in sosta il veicolo con le ruote sterzate, ed i veicoli di massa complessiva massima a pieno carico superiore a 3,5 t devono applicare i cunei bloccaruote.
3. Il veicolo in sosta deve avere il motore spento.
In sintesi
Indice dei contenuti
Inquadramento normativo e rapporto con il Codice della Strada
L'art. 353 del DPR 495/1992 è l'articolo di attuazione operativa della disciplina di sosta e fermata contenuta negli artt. 157 e 158 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992). Mentre il Codice stabilisce i divieti di fermata e sosta (dove, quando, in quali condizioni è vietato fermarsi o sostare), il regolamento - con l'art. 353 - si occupa delle modalità tecniche con cui il veicolo deve essere lasciato in sosta, indipendentemente dal luogo. Si tratta di prescrizioni di sicurezza attiva: servono a prevenire che un veicolo lasciato incustodito si metta in movimento incontrollato per effetto della pendenza, del vento o di urti accidentali.
L'art. 353, per la sua rilevanza pratica quotidiana (riguarda ogni automobilista ogni volta che parcheggia), è classificato come articolo pillar nel sistema editoriale: le sue prescrizioni si applicano a tutti i veicoli a motore, in ogni luogo, ogni giorno.
Il divieto di fermarsi per chiedere informazioni agli agenti
Il comma 1 introduce un divieto che può apparire insolito ma che risponde a una logica di fluidità del traffico. Gli agenti del traffico (vigili urbani, polizia stradale) svolgono la propria funzione in postazioni spesso situate in punti nevralgici della rete viaria (incroci, rotonde, restringimenti). Fermarsi accanto a loro per chiedere indicazioni stradali o informazioni può generare ingorghi, costringere i veicoli posteriori a decelerare bruscamente e creare situazioni di pericolo. Il divieto scatta solo quando la fermata «possa causare intralcio o rallentamento alla circolazione»: la norma non vieta di interloquire con gli agenti in assoluto, ma solo quando la fermata incida negativamente sul flusso del traffico. In concreto, il conducente che necessita di informazioni dagli agenti dovrebbe aspettare un momento di minore traffico o accostare in un punto sicuro prima di interpellare l'agente.
Il freno di stazionamento e il cambio in prima: la sosta sicura
Il comma 2 disciplina la sosta in modo prescrittivo ma differenziato. Quando il conducente lascia il veicolo in sosta (anche brevemente), deve:
1. Azionare il freno di stazionamento: obbligo assoluto, senza eccezioni. Il freno di stazionamento (comunemente chiamato «freno a mano» nei veicoli tradizionali, ma sempre più spesso sostituito da dispositivi elettrici «EPB» nei veicoli moderni) blocca meccanicamente le ruote e impedisce movimenti involontari del veicolo. La norma non distingue tra veicoli con freno a mano manuale ed elettrico: l'obbligo di attivazione è in ogni caso vincolante.
2. Inserire il rapporto più basso del cambio: questo obbligo è espresso «di regola», non in modo assoluto. L'inserimento della prima marcia (o della marcia indietro nel caso di parcheggio in discesa) crea una resistenza meccanica aggiuntiva alle ruote tramite il motore, che si somma all'azione del freno di stazionamento. È una misura di sicurezza complementare che riduce ulteriormente il rischio di movimento involontario. La formula «di regola» lascia uno spazio residuale per situazioni in cui questo non sia tecnicamente applicabile (ad esempio veicoli a cambio automatico senza modalità di blocco in marcia specifica, o veicoli con sistemi di stazionamento integrati). Tuttavia, per i veicoli con cambio manuale, l'inserimento della prima è la prassi corretta e raccomandata.
Le misure aggiuntive sulle strade a forte pendenza
Il comma 2, nella sua parte finale, prevede misure aggiuntive per la sosta su strade a forte pendenza:
Per tutti i veicoli: le ruote sterzanti devono essere lasciate in posizione inclinata verso il marciapiede o verso la carreggiata, a seconda della posizione del veicolo e del senso della pendenza. Questa tecnica - nota come «girare le ruote verso il ciglio» - è una misura di sicurezza consolidata: se il freno di stazionamento cedesse, il veicolo si sposterebbe lateralmente verso il marciapiede o verso il bordo della carreggiata anziché scivolare in linea retta lungo la pendenza, riducendo la distanza di corsa e il rischio di impatto con altri veicoli o pedoni.
Per i veicoli di massa complessiva massima a pieno carico superiore a 3,5 t: oltre alle misure precedenti, è obbligatoria l'applicazione di cunei bloccaruote. I cunei (o «fermaruote») sono dispositivi meccanici posizionati davanti o dietro le ruote per impedire fisicamente il rotolamento. Per i veicoli pesanti (autocarri, autobus, rimorchi, furgoni pesanti) il rischio di movimento incontrollato è maggiore sia per la massa in gioco sia per la maggiore sensibilità ai cedimenti del freno di stazionamento. Il cuneo è una garanzia meccanica aggiuntiva che non dipende dall'efficienza di nessun sistema del veicolo. I cunei devono essere disponibili a bordo del veicolo e utilizzati ogni qualvolta il veicolo in sosta supera le 3,5 t di massa complessiva.
Il motore spento: il comma 3 e la sua rilevanza ambientale e di sicurezza
Il comma 3 stabilisce un obbligo semplicissimo ma spesso violato: il veicolo in sosta deve avere il motore spento. La norma vieta dunque di lasciare il veicolo in sosta con il motore acceso senza che il conducente sia al volante. Le ragioni sono molteplici:
Dal punto di vista della sicurezza: un veicolo con motore acceso e conducente assente è esposto al rischio di movimento involontario (se un bambino tocca il cambio, se il freno di stazionamento cede su una pendenza, ecc.) con conseguenze potenzialmente gravi. Dal punto di vista ambientale: il motore acceso in sosta produce emissioni inquinanti inutili e aumenta il consumo di carburante. Dal punto di vista del codice, le norme anti-idling (divieto di tenere il motore acceso in sosta) si inseriscono nella disciplina generale della sosta e sono richiamate anche da disposizioni locali (ordinanze comunali in zone a traffico limitato o ZTL). La violazione del comma 3 può concorrere a configurare un comportamento negligente in caso di sinistro causato dal veicolo lasciato con motore acceso.
Sanzioni e responsabilità
Le sanzioni per la violazione delle norme di sosta sono disciplinate dal Codice della Strada agli artt. 157 e 158. Le prescrizioni tecniche dell'art. 353 del regolamento integrano quelle norme: la loro violazione (mancata attivazione del freno di stazionamento, motore non spento, assenza di cunei sui veicoli pesanti su pendenza) può rilevare sia come infrazione autonoma sia come elemento di colpa nel caso di incidente causato dal veicolo in sosta. Chi lascia un veicolo pesante senza cunei su una pendenza, e il mezzo si mette in moto causando danni, risponde civilmente e penalmente della propria negligenza, indipendentemente dall'integrazione formale di una specifica fattispecie sanzionatoria del Codice.
Casi pratici
Caso 1:
Caso 2:
Caso 3:
Domande frequenti
Devo mettere il freno a mano ogni volta che parcheggio, anche su strada pianeggiante?
Sì. L'art. 353, comma 2, impone l'azionamento del freno di stazionamento ogni volta che si lascia il veicolo in sosta, senza eccezioni legate alla pendenza della strada. Su strada pianeggiante il rischio è minore, ma l'obbligo rimane.
Quando devo usare i cunei bloccaruote?
Quando parcheggi un veicolo con massa complessiva massima a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate su una strada a forte pendenza. Per i veicoli di massa inferiore, i cunei non sono obbligatori per legge, ma l'uso della prima marcia abbinato al freno di stazionamento e alle ruote sterzate è la prassi corretta.
Posso lasciare il motore acceso in sosta per mantenere l'aria condizionata?
No. Il comma 3 dell'art. 353 stabilisce che il veicolo in sosta deve avere il motore spento. Non è prevista alcuna eccezione per esigenze di climatizzazione. Molti Comuni hanno inoltre adottato ordinanze specifiche che sanzionano il cosiddetto 'idling' (motore acceso in sosta).
Come devo girare le ruote quando parcheggio in discesa?
Le ruote devono essere sterzate verso il ciglio della strada (marciapiede o bordo). In questo modo, se il freno di stazionamento cedesse, il veicolo si sposterebbe lateralmente verso il margine e non procederebbe in linea retta lungo la pendenza, riducendo il rischio di investire altri veicoli o pedoni.
Posso chiedere informazioni a un vigile del traffico fermandomi brevemente?
Solo se la fermata non causa intralcio o rallentamento alla circolazione. Se l'agente è impegnato a dirigere il traffico in un incrocio o in un punto critico, fermarsi accanto a lui è vietato dall'art. 353, comma 1. In quel caso è necessario accostare in un luogo sicuro e chiedere informazioni in un momento meno critico per il traffico.