Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 65 DPR 495/1992 – Attraversamenti ed occupazioni stradali in generale

Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

1. Gli attraversamenti e le occupazioni di strade, di cui all'articolo 25 del codice, possono essere realizzati a raso o mediante strutture sopraelevate o in sotterraneo. Essi… si distinguono in: a) attraversamenti trasversali se interessano in tutto o in parte la sezione della sede stradale e delle fasce di rispetto; b) occupazioni longitudinali se seguono parallelamente l'asse della strada entro i confini della sede stradale e delle fasce di rispetto; c) misti se si verificano entrambe le condizioni precedenti.

2. Nelle strade extraurbane principali e, di norma, nelle strade extraurbane secondarie, sono vietati attraversamenti a raso di linee ferroviarie e tranviarie di qualsiasi tipo e importanza.

3. Gli attraversamenti e le occupazioni stradali a raso sono consentiti quando non sussistono soluzioni alternative o queste comportano il superamento di particolari difficoltà tecniche. 4. La soluzione tecnica prescelta per la realizzazione degli attraversamenti e delle occupazioni deve tenere conto della sicurezza e fluidità della circolazione sia durante l'esecuzione dei lavori che durante l'uso dell'impianto oggetto dell'attraversamento e dell'occupazione medesimi, nonché della possibilità di ampliamento della sede stradale. In ogni caso sono osservate le norme tecniche e di sicurezza previste per ciascun impianto.

In sintesi

  • Gli attraversamenti e le occupazioni di strade, disciplinati in attuazione dell'art. 25 del Codice della Strada, si distinguono in trasversali, longitudinali e misti a seconda del rapporto geometrico con l'asse della sede stradale.
  • Nelle strade extraurbane principali e, di norma, in quelle extraurbane secondarie, sono vietati attraversamenti a raso di linee ferroviarie e tranviarie di qualsiasi tipo.
  • Gli attraversamenti a raso sono consentiti solo in assenza di soluzioni alternative o quando queste comportino difficoltà tecniche particolari.
  • La soluzione tecnica deve garantire sicurezza e fluidità della circolazione sia durante i lavori sia durante l'esercizio dell'impianto, tenendo conto anche di possibili ampliamenti della sede stradale.
  • Devono essere rispettate le norme tecniche e di sicurezza specifiche previste per ciascun tipo di impianto oggetto dell'attraversamento o dell'occupazione.
Indice dei contenuti

Il quadro normativo: l'art. 25 del Codice della Strada e la sua attuazione

L'articolo 65 del DPR 495/1992 costituisce la norma attuativa di dettaglio dell'art. 25 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), che disciplina gli attraversamenti e le occupazioni delle strade pubbliche. La disposizione regolamentare fornisce le definizioni geometriche delle diverse tipologie di intervento e i criteri tecnici fondamentali che devono guidare la scelta della soluzione realizzativa.

L'importanza pratica di questa norma è notevole: ogni qualvolta un soggetto privato o un ente pubblico intende installare sottoservizi (gasdotti, acquedotti, cavi elettrici o in fibra ottica, fognature) o opere sopraelevate che interferiscono con la sede stradale o le fasce di rispetto, l'art. 65 fornisce la classificazione di riferimento e i limiti entro i quali l'intervento è ammissibile.

Le tre tipologie di attraversamento e occupazione

Il comma 1 dell'articolo definisce le tre categorie fondamentali in cui si suddividono attraversamenti e occupazioni stradali. La distinzione ha rilevanza non solo classificatoria, ma anche procedurale e tecnica, poiché le modalità di progettazione, realizzazione e autorizzazione variano in funzione della tipologia.

Gli attraversamenti trasversali sono quelli che interessano in tutto o in parte la sezione della sede stradale e delle fasce di rispetto; tipicamente si tratta di tubazioni, cavi o strutture che «tagliano» trasversalmente la carreggiata, passando da un lato all'altro. Gli attraversamenti longitudinali, al contrario, si sviluppano parallelamente all'asse della strada entro i confini della sede stradale e delle fasce di rispetto; è il caso classico dei sottoservizi posati lungo il margine della carreggiata per lunghi tratti. Gli attraversamenti misti combinano entrambe le caratteristiche, con tratti sia trasversali sia longitudinali.

La norma precisa che gli attraversamenti possono essere realizzati «a raso», mediante strutture sopraelevate o in sotterraneo, dando così copertura a tutte le tecnologie possibili: dagli scavi tradizionali alla micro-tunnelling, dalla posa in trincea con ripristino superficiale ai viadotti e alle passerelle.

Il divieto di attraversamenti a raso ferroviari e tranviari

Il comma 2 pone un divieto assoluto di particolare rilievo per la sicurezza della circolazione: nelle strade extraurbane principali (categoria B ai sensi dell'art. 2 del Codice) e, di norma, nelle strade extraurbane secondarie (categoria C), sono vietati gli attraversamenti a raso di linee ferroviarie e tranviarie di qualsiasi tipo e importanza.

La ratio del divieto è evidente: il passaggio a livello - che costituisce la forma tipica di attraversamento a raso ferroviario - è un punto di conflitto tra flussi di traffico eterogenei ad alta velocità, con rischi di incidente particolarmente gravi. Nelle strade a scorrimento veloce extraurbane tale rischio è ritenuto incompatibile con i livelli di sicurezza richiesti. La norma usa l'espressione «di norma» per le strade extraurbane secondarie, lasciando uno spazio per deroghe motivate da effettive impossibilità tecniche o economiche di realizzare soluzioni alternative.

Il principio di residualità degli attraversamenti a raso

Il comma 3 sancisce il principio di residualità degli attraversamenti a raso: sono consentiti solo quando non esistano soluzioni alternative o quando queste comportino il superamento di «particolari difficoltà tecniche». Si tratta di una clausola che impone al progettista e all'ente autorizzante una valutazione preventiva delle alternative disponibili - tunnel, ponte, sottopasso - prima di optare per la soluzione più semplice ma potenzialmente più pericolosa.

Nella prassi applicativa, tale principio è stato interpretato come obbligo di motivazione rafforzata: l'ente che autorizza un attraversamento a raso deve dare conto, nel provvedimento, delle ragioni per cui le soluzioni alternative sono state scartate. Una motivazione carente su questo punto può esporre l'autorizzazione a censure in sede di ricorso amministrativo.

I criteri tecnici per la soluzione progettuale

Il comma 4 enuncia i criteri che devono guidare la scelta e la progettazione della soluzione tecnica prescelta per l'attraversamento o l'occupazione. Tre sono i parametri fondamentali da considerare: la sicurezza e la fluidità della circolazione sia durante l'esecuzione dei lavori sia durante l'esercizio ordinario dell'impianto; la possibilità di futuro ampliamento della sede stradale, che non deve essere impedita o gravemente complicata dalla presenza del manufatto.

Il riferimento alla fase dei lavori è particolarmente rilevante: la realizzazione di attraversamenti trasversali richiede spesso la chiusura parziale o totale di una o più corsie, con impatto sulla circolazione che deve essere pianificato e minimizzato. Le norme tecniche richiamate dal comma 4 sono quelle specifiche per ciascun tipo di impianto - le norme CEI per gli impianti elettrici, le normative UNI-CIG per i gasdotti, le regole tecniche ANAS o regionali per gli acquedotti - che si affiancano alle disposizioni del regolamento stradale.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

Qual è la differenza tra attraversamento trasversale e occupazione longitudinale?

L'attraversamento trasversale taglia in tutto o in parte la sezione della sede stradale, come una tubazione che attraversa la carreggiata da lato a lato. L'occupazione longitudinale si sviluppa parallelamente all'asse della strada, come un cavo posato lungo il margine per un lungo tratto. Quando coesistono entrambe le caratteristiche, l'intervento è detto misto.

È sempre vietato realizzare un passaggio a livello su strade extraurbane?

Sulle strade extraurbane principali (categoria B) il divieto di attraversamenti a raso ferroviari e tranviari è assoluto. Sulle strade extraurbane secondarie (categoria C) il divieto vale 'di norma', ammettendo deroghe in presenza di effettive difficoltà tecniche che rendano impraticabili le soluzioni alternative.

Quando è consentito realizzare un attraversamento a raso?

Solo quando non esistano soluzioni alternative (tunnel, sottopasso, ponte) o quando queste comportino il superamento di particolari difficoltà tecniche. L'ente autorizzante deve motivare espressamente la scelta della soluzione a raso.

Quali criteri deve rispettare il progetto di un attraversamento stradale?

Il progetto deve garantire sicurezza e fluidità della circolazione sia durante i lavori sia durante l'esercizio dell'impianto, prevedere la possibilità di futuro ampliamento della sede stradale e rispettare le norme tecniche specifiche del tipo di impianto (elettrico, idrico, gas, ecc.).

Chi autorizza gli attraversamenti e le occupazioni stradali?

L'autorizzazione è rilasciata dall'ente proprietario della strada: il Comune per le strade comunali, la Provincia per quelle provinciali, la Regione o ANAS per le strade statali. La domanda deve contenere il progetto tecnico dell'attraversamento con la valutazione delle alternative.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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