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In sintesi
- Codice utilizzo «1»: indica nel quadro B che l’immobile è la tua abitazione principale (o quella dei tuoi familiari).
- La rendita concorre al reddito complessivo, ma spetta una deduzione pari all’ammontare della rendita stessa: in pratica l’IRPEF sull’abitazione principale è zero.
- Pertinenze (box, cantina, ecc.) classificate C/2, C/6 o C/7: massimo una per categoria, trattamento analogo all’abitazione principale.
- Abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9): pagano l’IMU ma non l’IRPEF. Nella colonna 12 del quadro B va inserito il codice 2.
- Rendita rivalutata del 5%: non la calcoli tu, ci pensa chi presta l’assistenza fiscale (CAF o professionista).
- Ricovero permanente in istituto: continui ad avere diritto alla deduzione per abitazione principale, purché la casa non sia affittata.
Che cosa si dichiara nel quadro B per la casa in cui vivi
Se sei proprietario (o usufruttuario) della casa in cui abiti, devi indicarla nel quadro B del modello 730. Non perché tu debba pagare l’IRPEF su di essa, ma perché la legge vuole che la rendita catastale risulti nella dichiarazione, anche quando poi viene azzerata dalla deduzione.
La rendita catastale è il valore che il catasto attribuisce all’immobile: la trovi nella visura catastale o nell’atto di acquisto. Nel 730 la inserisci così com’è, senza rivalutarla: chi elabora la dichiarazione applicherà automaticamente la rivalutazione del 5%.
Il meccanismo è semplice: la rendita entra nel reddito complessivo, ma subito dopo viene dedotta per intero. Il risultato è che l’IRPEF sull’abitazione principale è sempre pari a zero, salvo che l’immobile sia classificato come ‘di lusso’ (categorie A/1, A/8, A/9): in quel caso paga l’IMU, e l’IRPEF non si applica per un motivo diverso.
Lo stesso trattamento vale per le pertinenze: il box, la cantina o il posto auto iscritti in catasto con una rendita propria. Puoi indicare come pertinenza dell’abitazione principale al massimo un’unità per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7.
| Situazione | Codice col. 2 | Codice col. 12 IMU | Effetto IRPEF |
|---|---|---|---|
| Abitazione principale ordinaria (non di lusso) | 1 | — (non si compila) | Deduzione integrale, IRPEF = 0 |
| Pertinenza con rendita autonoma (box, cantina) | 5 | — (non si compila) | Deduzione integrale, IRPEF = 0 |
| Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9) | 1 | 2 | Nessuna IRPEF, assoggettata a IMU |
| Pertinenza di abitazione principale di lusso | 5 | 2 | Nessuna IRPEF, assoggettata a IMU |
Esempio pratico
-
Tizio possiede un appartamento (categoria A/2) con rendita catastale di 600 euro. Nel quadro B indica: colonna 1 = 600, colonna 2 = codice ‘1’, colonna 3 = 365 giorni, colonna 4 = 100%. Chi elabora il 730 rivaluta la rendita del 5% (= 630 euro) e la deduce dal reddito complessivo: l’effetto netto sull’IRPEF è zero. Se Tizio avesse anche un box con rendita di 50 euro, indicherebbe un secondo rigo con colonna 2 = codice ‘5’: stessa deduzione, stessa conseguenza.
Documenti necessari
- Visura catastale dell’immobile (per leggere la rendita catastale e la categoria)
- Atto di compravendita o contratto di mutuo (per confermare la quota di possesso)
- Certificato di residenza o documentazione anagrafica (se la dimora abituale è dei familiari)
- Verbale di assegnazione, in caso di alloggio di cooperativa edilizia
Caso 1 — Tizio vive nella sua casa, nessuna particolarità
Scenario. Tizio è proprietario al 100% di un appartamento A/3 con rendita catastale di 450 euro, in cui risiede tutto l’anno con la famiglia.
Come si applica. Indica il codice ‘1’ nella colonna 2. La rendita entra nel reddito complessivo ma viene interamente dedotta: nessuna IRPEF da pagare sull’immobile. La colonna 12 rimane vuota.
In pratica
- Rendita da inserire in colonna 1: 450 euro (quella non rivalutata).
- Giorni di possesso: 365, quota: 100%.
- Nessun importo aggiuntivo da versare: la deduzione azzera l’imposta.
Caso 2 — Caio possiede un appartamento di lusso (categoria A/1)
Scenario. Caio abita in un immobile classificato A/1, che per legge è soggetto a IMU anche se è la sua abitazione principale.
Come si applica. Caio inserisce comunque il codice ‘1’ nella colonna 2, ma nella colonna 12 ‘Casi particolari IMU’ scrive il codice ‘2’. In questo modo il sistema sa che l’immobile paga l’IMU: non vengono calcolate né IRPEF né addizionali, e non spetta la deduzione.
In pratica
- Colonna 2 (Utilizzo): codice ‘1’.
- Colonna 12 (Casi particolari IMU): codice ‘2’.
- Risultato: zero IRPEF, ma l’IMU resta dovuta al Comune.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Devo dichiarare la mia abitazione principale anche se non pago IRPEF su di essa?
Sì. Va sempre indicata nel quadro B del 730: la rendita compare nel reddito complessivo ma viene poi azzerata dalla deduzione. L’obbligo di compilazione non dipende dall’imposta dovuta.
Quante pertinenze posso indicare come pertinenza dell'abitazione principale?
Al massimo una per ciascuna categoria catastale C/2 (cantine, soffitte), C/6 (box, rimesse) e C/7 (tettoie). Quindi potenzialmente tre unità in totale, una per categoria.
La deduzione spetta anche se vive in casa solo mio figlio e io abito altrove?
Sì, la deduzione spetta anche quando la casa è la dimora abituale di un familiare del contribuente (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado). In quel caso si usa ugualmente il codice ‘1’.
Cosa succede se sono in una casa di riposo e la mia casa è vuota?
Se sei trasferito permanentemente in un istituto di ricovero o sanitario e la casa non è affittata, hai ancora diritto alla deduzione per abitazione principale. La condizione è che l’immobile non sia locato.
Il mio CAF rivaluta la rendita o devo farlo io?
Non devi fare nulla: inserisci la rendita catastale così come appare nella visura. Chi presta l’assistenza fiscale (CAF, patronato o professionista) applica automaticamente la rivalutazione del 5%.
Posso avere la deduzione per due case?
No. La deduzione per l’abitazione principale spetta per una sola unità immobiliare: quella in cui dimori abitualmente. Se possiedi una seconda casa usata da un familiare, la deduzione compete solo per la tua.
Domande frequenti
Devo dichiarare la mia abitazione principale anche se non pago IRPEF su di essa?
Sì. Va sempre indicata nel quadro B del 730: la rendita compare nel reddito complessivo ma viene poi azzerata dalla deduzione. L'obbligo di compilazione non dipende dall'imposta dovuta.
Quante pertinenze posso indicare come pertinenza dell'abitazione principale?
Al massimo una per ciascuna categoria catastale C/2 (cantine, soffitte), C/6 (box, rimesse) e C/7 (tettoie). Quindi potenzialmente tre unità in totale, una per categoria.
La deduzione spetta anche se vive in casa solo mio figlio e io abito altrove?
Sì, la deduzione spetta anche quando la casa è la dimora abituale di un familiare del contribuente (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado). In quel caso si usa ugualmente il codice '1'.
Cosa succede se sono in una casa di riposo e la mia casa è vuota?
Se sei trasferito permanentemente in un istituto di ricovero o sanitario e la casa non è affittata, hai ancora diritto alla deduzione per abitazione principale. La condizione è che l'immobile non sia locato.
Il mio CAF rivaluta la rendita o devo farlo io?
Non devi fare nulla: inserisci la rendita catastale così come appare nella visura. Chi presta l'assistenza fiscale (CAF, patronato o professionista) applica automaticamente la rivalutazione del 5%.
Posso avere la deduzione per due case?
No. La deduzione per l'abitazione principale spetta per una sola unità immobiliare: quella in cui dimori abitualmente. Se possiedi una seconda casa usata da un familiare, la deduzione compete solo per la tua.
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