Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 707 Codice della Navigazione – Determinazione delle zone soggette a limitazioni

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

Al fine di garantire la sicurezza della navigazione aerea, l'ENAC individua le zone da sottoporre a vincolo nelle aree limitrofe agli aeroporti e stabilisce le limitazioni relative agli ostacoli per la navigazione aerea ed ai potenziali pericoli per la stessa, conformemente alla normativa tecnica internazionale. Gli enti locali, nell'esercizio delle proprie competenze in ordine alla programmazione ed al governo del territorio, adeguano i propri strumenti di pianificazione alle prescrizioni dell'ENAC. Il personale incaricato dall'ENAC di eseguire i rilievi e di collocare i segnali può accedere nella proprietà privata, richiedendo, nel caso di opposizione dei privati, l'assistenza della forza pubblica. Le zone di cui al primo comma e le relative limitazioni sono indicate dall'ENAC su apposite mappe pubblicate mediante deposito nell'ufficio del comune interessato. Dell'avvenuto deposito è data notizia, entro dieci giorni, mediante avviso inserito nel Bollettino ufficiale della regione interessata. Il comune interessato provvede inoltre a darne pubblicità ai singoli soggetti interessati, nei modi ritenuti idonei. Nelle direzioni di atterraggio e decollo possono essere autorizzate opere o attivita compatibili con gli appositi piani di rischio, che i comuni territorialmente competenti adottano, anche sulla base delle eventuali direttive regionali, nel rispetto del regolamento dell'ENAC sulla costruzione e gestione degli aeroporti, di attuazione dell'Annesso XIV ICAO. Per gli aeroporti militari le funzioni di cui al presente articolo sono esercitate dal Ministero della difesa e disciplinate con decreto del Ministro della difesa.

In sintesi

  • ENAC individua le zone da sottoporre a vincolo nelle aree limitrofe agli aeroporti, stabilendo limitazioni agli ostacoli e ai potenziali pericoli per la navigazione aerea.
  • Gli enti locali devono adeguare i propri strumenti di pianificazione territoriale alle prescrizioni dell'ENAC.
  • Il personale ENAC può accedere alla proprietà privata per eseguire rilievi e collocare segnali, con possibilità di richiedere l'assistenza della forza pubblica in caso di opposizione.
  • Le zone e le limitazioni sono rese pubbliche tramite deposito di mappe presso i comuni interessati e avviso nel Bollettino ufficiale regionale.
  • Nelle direzioni di atterraggio e decollo possono essere autorizzate opere compatibili con i piani di rischio adottati dai comuni nel rispetto del regolamento ENAC sull'Annesso XIV ICAO.
  • Per gli aeroporti militari le funzioni sono esercitate dal Ministero della difesa con apposito decreto ministeriale.
Indice dei contenuti

Ratio e contesto normativo

L'articolo 707 del Codice della navigazione costituisce il perno della disciplina concernente la tutela degli spazi aerei nelle aree pericostale agli aeroporti. La norma persegue un duplice obiettivo: garantire la sicurezza della navigazione aerea attraverso la prevenzione di ostacoli fisici e pericoli potenziali, e al contempo assicurare la trasparenza verso i privati e gli enti locali circa i vincoli gravanti sui loro beni e territori. Il riferimento alla «normativa tecnica internazionale» rinvia in primo luogo agli standard elaborati dall'ICAO (Organizzazione internazionale per l'aviazione civile) e in particolare all'Annesso XIV della Convenzione di Chicago del 1944, che disciplina gli aeroporti e le superfici di protezione degli ostacoli. L'ENAC, quale autorità nazionale di regolamentazione tecnica dell'aviazione civile (istituita con D.Lgs. 250/1997), è il soggetto competente a declinare in sede regolamentare i requisiti tecnici internazionali nel contesto ordinamentale nazionale.

Le zone di vincolo e la competenza ENAC

Il primo comma attribuisce all'ENAC il potere di individuare le zone da assoggettare a limitazioni nelle aree limitrofe agli aeroporti. Tale individuazione non è discrezionale in senso pieno, essendo parametrata alla «normativa tecnica internazionale»: ciò significa che l'ENAC opera quale organo tecnico vincolato ai parametri ICAO, in particolare alle superfici di rispetto degli ostacoli (obstacle limitation surfaces) definite dall'Annesso XIV. Le limitazioni possono riguardare sia gli ostacoli fisici alla navigazione (costruzioni, alberature, rilievi orografici) sia i potenziali pericoli funzionali (attività che attraggono fauna selvatica, impianti che generano turbolenze o disturbi ai sistemi di navigazione). Il potere di determinazione dell'ENAC si esercita con provvedimento amministrativo di natura tecnica, soggetto all'ordinario regime di impugnazione davanti al giudice amministrativo.

Il coordinamento con la pianificazione urbanistica locale

Il secondo comma introduce un obbligo di conformazione a carico degli enti locali: nell'esercizio delle competenze in materia di programmazione e governo del territorio, essi devono adeguare i propri strumenti urbanistici alle prescrizioni ENAC. Si tratta di un vincolo di conformità che opera in senso verticale - dalla pianificazione aeronautica verso quella urbanistica - e che riflette la prevalenza dell'interesse alla sicurezza della navigazione aerea su quello alla libera determinazione urbanistica locale. In concreto, i comuni che intendano approvare o modificare piani regolatori, piani attuativi o varianti in aree limitrofe agli aeroporti devono verificare la compatibilità delle scelte pianificatorie con le mappe e le limitazioni ENAC. Il mancato adeguamento espone le delibere urbanistiche al rischio di illegittimità per violazione della normativa speciale aeronautica.

Accesso alla proprietà privata e procedura di pubblicità

Il terzo comma disciplina il potere di accesso alle proprietà private da parte del personale ENAC incaricato di eseguire rilievi e collocare segnali. Tale potere riflette il principio per cui l'interesse pubblico alla sicurezza aeronautica prevale sul diritto dominicale individuale, analogamente a quanto previsto per altre funzioni di pubblica utilità (servitù aeronautiche ex artt. 694 e ss.). In caso di opposizione dei privati, il personale ENAC può richiedere l'assistenza della forza pubblica, senza necessità di preventiva autorizzazione giudiziaria. Le zone delimitate e le relative limitazioni sono rese pubbliche mediante deposito di apposite mappe presso i comuni interessati; dell'avvenuto deposito è dato avviso nel Bollettino ufficiale della regione entro dieci giorni. Il comune provvede altresì a informare i singoli soggetti interessati con modalità ritenute idonee. Tale procedura di pubblicità svolge una funzione di garanzia: i privati sono messi nelle condizioni di conoscere i vincoli gravanti sui propri beni e di esercitare il diritto di opposizione previsto dall'art. 708.

Piani di rischio e aeroporti militari

Il quinto comma prevede che nelle direzioni di atterraggio e decollo - ovvero nelle aree di maggiore rischio in caso di incidente - possano essere autorizzate opere o attività compatibili con gli appositi «piani di rischio». Tali piani sono adottati dai comuni territorialmente competenti, anche sulla base di eventuali direttive regionali, nel rispetto del regolamento ENAC sulla costruzione e gestione degli aeroporti (che attua l'Annesso XIV ICAO). I piani di rischio costituiscono uno strumento di pianificazione preventiva che, valutando la probabilità e le conseguenze di incidenti aeronautici, individua le zone nelle quali l'insediamento di determinate attività (es. strutture ad alta densità di frequentatori, impianti industriali pericolosi) deve essere limitato o vietato. Il sesto comma, infine, riserva al Ministero della difesa le funzioni previste dall'articolo con riguardo agli aeroporti militari, da esercitarsi con decreto ministeriale: la specialità della disciplina militare impone una separazione di competenze rispetto a quella civile, in ragione delle esigenze di sicurezza nazionale.

Casi pratici

Caso 1: Costruzione di un capannone industriale in zona limitrofa all'aeroporto

Tizio intende costruire un capannone industriale di diciotto metri di altezza su un terreno di sua proprietà situato nell'area limitrofa a un aeroporto civile. Prima di richiedere il permesso di costruire al comune, deve verificare che l'opera non ricada nelle zone soggette a limitazioni individuate dall'ENAC e che rispetti le superfici di rispetto degli ostacoli: se il capannone supera le quote consentite dalle mappe ENAC, il comune non può rilasciare il titolo edilizio senza il preventivo nulla osta dell'autorità aeronautica.

Caso 2: Opposizione del privato all'accesso del personale ENAC

Caio, proprietario di un fondo agricolo situato nelle vicinanze di un aeroporto, si oppone all'accesso dei tecnici ENAC incaricati di eseguire rilievi topografici per l'aggiornamento delle mappe aeronautiche. Il personale ENAC, dopo aver documentato l'opposizione, richiede l'assistenza della forza pubblica per procedere ai rilievi: l'opposizione di Caio non può impedire l'attività istituzionale dell'autorità, in quanto la sicurezza della navigazione aerea prevale sul diritto di proprietà nelle modalità previste dalla legge.

Caso 3: Piano regolatore comunale in conflitto con le prescrizioni ENAC

Il comune in cui è situato l'aeroporto dove lavora Sempronio come controllore del traffico aereo adotta una variante al piano regolatore che prevede la costruzione di un quartiere residenziale in una zona classificata come area di atterraggio nelle mappe ENAC. Su segnalazione dell'ENAC, il TAR competente annulla la variante per violazione dell'obbligo di adeguamento degli strumenti urbanistici alle prescrizioni aeronautiche, rilevando che il comune avrebbe dovuto preventivamente verificare la compatibilità della nuova destinazione con i vincoli aeroportuali.

Domande frequenti

Chi ha il potere di stabilire le zone soggette a limitazioni attorno agli aeroporti?

L'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) individua le zone da sottoporre a vincolo nelle aree limitrofe agli aeroporti civili, conformemente alla normativa tecnica internazionale (in particolare all'Annesso XIV ICAO). Per gli aeroporti militari la competenza spetta al Ministero della difesa.

I comuni sono obbligati a rispettare i vincoli aeroportuali nei loro piani urbanistici?

Sì. L'art. 707, secondo comma, prevede che gli enti locali adeguino i propri strumenti di pianificazione alle prescrizioni dell'ENAC: le scelte urbanistiche nelle aree limitrofe agli aeroporti devono essere compatibili con le mappe e le limitazioni aeronautiche, pena l'illegittimità degli atti pianificatori.

Come vengono resi pubblici i vincoli aeroportuali?

Le zone soggette a limitazioni e le relative prescrizioni sono indicate su mappe depositate presso i comuni interessati. Dell'avvenuto deposito è data notizia entro dieci giorni tramite avviso nel Bollettino ufficiale della regione; il comune provvede inoltre a informare i singoli soggetti interessati.

Il personale ENAC può accedere ai terreni privati per effettuare rilievi?

Sì. Il personale incaricato dall'ENAC può accedere alle proprietà private per eseguire rilievi e collocare segnali. In caso di opposizione da parte dei proprietari, può richiedere l'assistenza della forza pubblica senza necessità di autorizzazione giudiziaria preventiva.

Cosa sono i piani di rischio aeroportuale e chi li adotta?

I piani di rischio sono strumenti di pianificazione preventiva che individuano, nelle direzioni di atterraggio e decollo, le attività e le opere compatibili con la sicurezza aeronautica. Sono adottati dai comuni territorialmente competenti, anche su direttive regionali, nel rispetto del regolamento ENAC che attua l'Annesso XIV ICAO.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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