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La mobilità nel pubblico impiego è disciplinata dall’art. 30 D.Lgs. 165/2001: il dipendente può chiedere passaggio diretto a un’altra amministrazione previo assenso di entrambe. Il comando è temporaneo (fino 5 anni) e mantiene il rapporto con l’ente originario. Il distacco riguarda incarichi sindacali o speciali. Mobilità obbligatoria solo in casi limitati (eccedenze, ristrutturazione).
Tabella riepilogativa
| Tipo | Durata | Effetto giuridico |
|---|---|---|
| Mobilità volontaria art. 30 | Definitiva | Cambio amministrazione |
| Mobilità obbligatoria | Definitiva | Eccedenza, ristrutturazione |
| Comando | Fino 5 anni | Mantiene rapporto originale |
| Distacco sindacale | Per durata incarico | Retribuzione a carico OO.SS. |
| Distacco speciale | Per durata incarico | Es. PNRR, missione UE |
La mobilità volontaria ex art. 30
Il dipendente Funzioni Centrali può chiedere il passaggio diretto a un’altra amministrazione tramite l’art. 30 del D.Lgs. 165/2001.
Requisiti procedurali:
- Avviso di mobilità: pubblicato dall’amministrazione di destinazione (es. INPS cerca un funzionario contabile)
- Domanda: il dipendente partecipa specificando area, profilo e anzianità
- Assenso amministrazione di provenienza: il proprio ente deve autorizzare il rilascio
- Valutazione comparativa: la destinazione sceglie il candidato in base a criteri prefissati (titoli, anzianità, esperienza)
L’assenso dell’ente di provenienza è il punto critico: può essere negato se il dipendente ha competenze infungibili, se l’ente è sotto-organico o se entro 5 anni dal vincere il concorso.
Comando: assegnazione temporanea
Il comando è l’assegnazione temporanea di un dipendente a un’altra amministrazione, mantenendo il rapporto giuridico con l’ente originario.
Caratteristiche:
- Durata: di norma fino a 5 anni, rinnovabili
- Stipendio: a carico dell’amministrazione di destinazione
- Anzianità: continua a maturare nell’ente originario
- Pratica frequente: per Capi Gabinetto, dirigenti incaricati di progetti speciali, esperti PNRR
Il comando termina automaticamente con il rientro nell’ente di origine, senza necessità di concorso.
Distacco sindacale e missioni speciali
Il distacco sindacale permette a quadri sindacali eletti di prestare attività a tempo pieno presso le OO.SS. retribuiti dalla propria amministrazione (con rimborso parziale a carico monte ore nazionale ARAN).
Il distacco speciale riguarda missioni temporanee per: progetti PNRR, missioni UE, incarichi internazionali, supporto a enti emergenza (es. Protezione Civile in catastrofi).
Differenza chiave con il comando: il distacco non comporta lavoro stabile nell’ente di destinazione ma una missione finalizzata e a termine.
Casi pratici
Domande frequenti
Come funziona la mobilità art. 30 nel pubblico?
La mia amministrazione può negare l'assenso alla mobilità?
Qual è la differenza tra mobilità, comando e distacco?
Lo stipendio durante il comando è lo stesso?
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Centrali (Pubblico Impiego). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Come funziona la mobilità art. 30 nel pubblico?
Il dipendente partecipa a un avviso di mobilità pubblicato da un'amministrazione di destinazione. Serve assenso dell'amministrazione di provenienza. Valutazione comparativa per titoli ed esperienza. Passaggio definitivo.
La mia amministrazione può negare l'assenso alla mobilità?
Sì, in casi specifici: competenze infungibili, sotto-organico dell'ente, entro 5 anni dal concorso di assunzione, gravi esigenze di servizio motivate. Il diniego deve essere motivato e impugnabile al giudice del lavoro.
Qual è la differenza tra mobilità, comando e distacco?
Mobilità = passaggio definitivo a nuova amministrazione. Comando = assegnazione temporanea fino a 5 anni mantenendo rapporto originale. Distacco = missione speciale a termine (sindacato, PNRR, internazionale).
Lo stipendio durante il comando è lo stesso?
Può cambiare. L'amministrazione di destinazione paga lo stipendio, applicando la propria indennità di amministrazione (di norma più alta a PdC e Ministeri rispetto a Enti previdenziali). Tabellare e DSS restano invariati.
Vedi anche