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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Disciplina principio dell'azione ambientale nella Parte Prima del Codice dell'Ambiente
  • Recepisce i principi eurounitari (artt. 191-193 TFUE)
  • Vincola il legislatore secondario e l'amministrazione ambientale
  • Funge da parametro interpretativo per le successive norme di settore
  • È invocata dalla giurisprudenza come criterio di legittimità degli atti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 3 Ter Cod. Amb. — Principio dell’azione ambientale

D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — testo aggiornato

1. La tutela dell’ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell’azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché al principio “chi inquina paga” che, ai sensi dell’articolo 174, comma 2, del Trattato delle unioni europee, regolano la politica della comunità in materia ambientale.

Commento

I principi generali del Codice dell'Ambiente costituiscono la cornice interpretativa dell'intera disciplina di tutela e ne orientano l'applicazione da parte di amministrazioni e operatori. Tali principi recepiscono nel diritto interno le indicazioni eurounitarie (artt. 191-193 TFUE) e i grandi assi della tutela ambientale: precauzione, prevenzione, correzione alla fonte e responsabilità di chi inquina. La disposizione in esame va letta in questo quadro sistematico.

Ratio del principio

La norma in tema di principio dell'azione ambientale trova la propria ratio nell'esigenza di dotare l'ordinamento ambientale di una cornice di principi capaci di orientare l'attività amministrativa e giurisdizionale. principi di precauzione, di azione preventiva, di correzione in via prioritaria alla fonte e 'chi inquina paga'. L'origine eurounitaria della disciplina (artt. 191-193 TFUE) ne valorizza il carattere trasversale: la Corte di giustizia ha più volte chiarito che i principi ambientali non sono mere enunciazioni programmatiche, bensì criteri di interpretazione vincolanti per gli Stati membri.

Effetti applicativi

Sul piano applicativo, il principio opera sia in fase di produzione normativa (vincolando il legislatore secondario e regionale al rispetto della sua portata), sia in fase di interpretazione delle disposizioni del codice. In linea generale, la giurisprudenza amministrativa ha richiamato i principi della Parte Prima per sindacare provvedimenti carenti sotto il profilo motivazionale o sproporzionati rispetto al risultato di tutela perseguito. La Corte costituzionale, per parte sua, ha ribadito a più riprese che la materia ambientale rientra nella competenza esclusiva statale ai sensi dell'art. 117, comma 2, lett. s) Cost., con conseguente limite all'intervento normativo regionale.

Coordinamento con la disciplina eurounitaria

L'art. 191 TFUE individua quattro principi fondamentali: precauzione, azione preventiva, correzione in via prioritaria alla fonte dei danni causati all'ambiente, principio 'chi inquina paga'. Tali principi, recepiti nella legislazione italiana attraverso il Codice dell'Ambiente, costituiscono parametro di legittimità delle scelte amministrative. La Commissione UE vigila sull'applicazione dei principi attraverso il monitoraggio sulle procedure di infrazione, e l'attuazione concreta è valutata anche dalla Corte di giustizia. ISPRA e MASE forniscono indicazioni operative in chiave applicativa.

Profili procedimentali

I principi della Parte Prima trovano applicazione nei procedimenti ambientali in vari modi: come criteri di valutazione delle alternative nella VAS, come parametri di motivazione del provvedimento di VIA, come fondamento delle prescrizioni nell'AIA. Il principio di precauzione, in particolare, è stato valorizzato dal Consiglio di Stato in numerose pronunce a supporto di provvedimenti restrittivi o cautelativi adottati in presenza di incertezza scientifica circa gli effetti di una determinata attività.

Connessioni con altre discipline

La disposizione si coordina con la Convenzione di Aarhus del 1998, con la direttiva 2003/4/CE sull'accesso alle informazioni ambientali e con la direttiva 2003/35/CE sulla partecipazione del pubblico, oltre che con la disciplina interna in materia di accesso (l. 241/1990 e d.lgs. 33/2013). Essa interagisce con le valutazioni della Parte Seconda (VAS, VIA, AIA), con la disciplina sui rifiuti (Parte Quarta) e sul danno ambientale (Parte Sesta), oltre che con le competenze residuali di ARPA, Regioni e Comuni.

Domande frequenti

Qual è la portata giuridica del principio espresso dall'articolo 3-ter?

Il principio non costituisce una mera enunciazione programmatica, ma criterio interpretativo vincolante per amministrazioni e operatori. La giurisprudenza, in linea generale, lo ha invocato per sindacare la legittimità di provvedimenti carenti sotto il profilo motivazionale o sproporzionati rispetto al risultato di tutela perseguito.

Qual è il rapporto con il diritto eurounitario?

La norma recepisce nel diritto interno i principi degli artt. 191-193 TFUE. Le Regioni e le amministrazioni sono tenute al rispetto di tali principi nell'esercizio delle loro funzioni, sotto la vigilanza anche della Commissione UE e della Corte di giustizia.

Il principio può fondare un autonomo ricorso al giudice?

Sì, nei limiti in cui la violazione del principio si traduca in un vizio di legittimità del provvedimento. Le associazioni ambientaliste e i singoli portatori di interessi qualificati possono dedurre in giudizio la violazione, secondo i consolidati orientamenti del giudice amministrativo.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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