Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- L’art. 88 del TUIR definisce le sopravvenienze attive: proventi che emergono a fronte di costi dedotti in passato o per la sopravvenuta insussistenza di passività.
- Sono sopravvenienze anche i risarcimenti di danni diversi e i contributi e le liberalità ricevuti, salvo specifiche esclusioni.
- I contributi in conto esercizio concorrono al reddito nell’esercizio di incasso o in quote costanti, secondo le regole della norma.
- Per i debiti stralciati nelle procedure di crisi e ristrutturazione operano regimi di detassazione della sopravvenienza, entro limiti precisi.
La norma (art. 88, commi 1 e 3, TUIR)
«1. Si considerano sopravvenienze attive i ricavi o altri proventi conseguiti a fronte di spese, perdite od oneri dedotti o di passività iscritte in bilancio in precedenti esercizi e i ricavi o altri proventi conseguiti per ammontare superiore a quello che ha concorso a formare il reddito in precedenti esercizi, nonché la sopravvenuta insussistenza di spese, perdite od oneri dedotti o di passività iscritte in bilancio in precedenti esercizi. […] 3. Sono inoltre considerati sopravvenienze attive: […] b) i proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità […].»
| Provento | Trattamento |
|---|---|
| Insussistenza di passività dedotte | Sopravvenienza attiva imponibile |
| Contributi e liberalità | Imponibili (con eccezioni per beni ammortizzabili) |
| Risarcimenti di danni | Sopravvenienza imponibile |
| Debiti stralciati in procedure di crisi | Detassazione entro i limiti di legge |
Tre casi pratici
Debito che si prescrive
Un’impresa aveva iscritto un debito poi prescritto e non più dovuto.
Cosa fare: La sopravvenuta insussistenza della passività dedotta genera una sopravvenienza attiva imponibile: va rilevata a conto economico e tassata.
Stralcio del debito in concordato
Nell’ambito di una procedura di composizione della crisi una parte dei debiti viene falcidiata.
Cosa fare: La sopravvenienza da riduzione dei debiti beneficia della detassazione prevista per le procedure concorsuali e di ristrutturazione, nei limiti stabiliti dall’art. 88.
Contributo pubblico in conto esercizio
L’impresa riceve un contributo a fondo perduto legato all’attività.
Cosa fare: Il contributo in conto esercizio concorre al reddito; va imputato nell’esercizio di competenza secondo le regole, distinguendolo dai contributi per beni ammortizzabili.
Spunti pratici
- Distinguere i contributi in conto esercizio (imponibili) da quelli per l’acquisto di beni ammortizzabili (regime specifico).
- La detassazione dei debiti stralciati richiede il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla norma e dal Codice della crisi.
- Le rinunce dei soci ai crediti seguono regole proprie ai fini delle sopravvenienze.
- Verificare sempre se il provento era già stato tassato per evitare doppia imposizione.
Norme collegate
- Perdite su crediti (art. 101)
- Note di credito IVA e insolvenza (art. 26)
- Esdebitazione e crisi d’impresa
Fonti affidabili
- TUIR, DPR 917/1986, art. 88
- D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa)
- Agenzia delle Entrate, redditi d’impresa
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Domande frequenti
Cosa sono le sopravvenienze attive?
Proventi che emergono a fronte di costi dedotti in passato o per la sopravvenuta insussistenza di passività iscritte in bilancio.
I debiti stralciati sono tassati?
La sopravvenienza da stralcio dei debiti nelle procedure di crisi beneficia di una detassazione entro i limiti di legge.
I contributi pubblici sono imponibili?
I contributi in conto esercizio concorrono al reddito; quelli per l'acquisto di beni ammortizzabili seguono un regime specifico.