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Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Prima degli esempi: prezzo meno valore fiscale

L’art. 86 TUIR disciplina le plusvalenze patrimoniali nel reddito d’impresa. Quando l’impresa vende, risarcisce, assegna o destina a finalità estranee un bene, bisogna confrontare corrispettivo e valore fiscale residuo.

L’errore pratico è considerare tassabile tutto il prezzo. In realtà il bene può avere un costo storico e ammortamenti già dedotti. La plusvalenza è legata alla differenza tra valore di realizzo e valore fiscalmente riconosciuto.

La verifica richiede registro cespiti, fatture di acquisto, ammortamenti, fattura di vendita e eventuali spese accessorie. Senza quadratura, il dato in dichiarazione diventa fragile.

Calcolo operativo

  • costo storico;
  • ammortamenti dedotti;
  • valore fiscale residuo;
  • prezzo vendita;
  • eventuale rateizzazione fiscale.

Caso 1: vendita furgone aziendale

Scenario. L’impresa vende un furgone a 18.000 euro, valore fiscale residuo 7.000 euro.

Come si legge in pratica. La plusvalenza indicativa è la differenza tra prezzo e valore residuo, da coordinare con fattura e registro cespiti.

Documenti

  • fattura acquisto;
  • scheda cespite;
  • ammortamenti;
  • fattura vendita;
  • incasso.

Caso 2: immobile strumentale ceduto

Scenario. Una società vende un capannone usato nell’attività.

Come si legge in pratica. Servono valori contabili e fiscali, eventuale quota terreno, ammortamenti, spese e regime dell’operazione.

Controlli

  • atto acquisto;
  • ammortamenti fabbricato;
  • valore terreno;
  • rogito vendita;
  • spese notarili.

Caso 3: bene assegnato al socio

Scenario. La SRL assegna un automezzo a un socio invece di venderlo a terzi.

Come si legge in pratica. Anche destinazioni non ordinarie possono generare effetti fiscali. Serve valutare valore normale e trattamento societario.

Prove

  • delibera;
  • valore di mercato;
  • scheda cespite;
  • posizione socio;
  • scritture contabili.

Quando chiedere una verifica

Per vendite asset, immobili o assegnazioni soci: verifica plusvalenze d’impresa.

Norme e fonti collegate

Art. 86 TUIR, art. 102 TUIR, art. 109 TUIR.

Fonti affidabili

Domande frequenti

La plusvalenza è tutto il prezzo?

No. Si confronta con il valore fiscale residuo.

Il registro cespiti serve?

Sì, è fondamentale per il calcolo.

Anche assegnazioni ai soci contano?

Possono generare effetti fiscali.

Quando pianificare?

Prima della vendita o assegnazione del bene.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, Antiriciclaggio, CCII, TUE, Accertamento, Successioni). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.