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L’esdebitazione è la “seconda chance” prevista dalla legge: chi è stato travolto dai debiti, dopo una procedura, può essere liberato dal residuo non pagato e ripartire. Vediamo a chi spetta e a quali condizioni.
Cos’è l’esdebitazione
Disciplinata dagli artt. 278 e seguenti del Codice della crisi (D.Lgs 14/2019), l’esdebitazione è il beneficio con cui la persona fisica, al termine di una procedura concorsuale o di sovraindebitamento, viene liberata dai debiti residui rimasti insoddisfatti. I debiti verso i creditori concorsuali non pagati diventano inesigibili.
Quali debiti riguarda (e quali no)
L’esdebitazione rende inesigibili i debiti verso i creditori concorsuali non soddisfatti integralmente. Restano però esclusi alcuni debiti (art. 278, comma 3, CCII): gli obblighi di mantenimento e alimentari, i debiti da risarcimento per danni da fatto illecito extracontrattuale, le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario non accessorie a debiti estinti. Riguarda le persone fisiche, non le società (che si estinguono con la chiusura).
I requisiti di meritevolezza
L’esdebitazione presuppone la meritevolezza del debitore: non deve aver determinato o aggravato il dissesto con dolo o colpa grave, né aver compiuto atti in frode, distrazioni o false attestazioni. Il giudice valuta la condotta tenuta prima e durante la procedura; comportamenti fraudolenti precludono il beneficio.
L’esdebitazione del debitore incapiente
La novità più rilevante è l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII): la persona fisica meritevole che non è in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, neppure futura, può essere liberata dai debiti una sola volta, senza pagare nulla, con l’obbligo di destinare ai creditori le eventuali utilità sopravvenute nei quattro anni successivi, oltre una certa soglia. È una misura di forte impatto sociale.
Come si ottiene
A seconda della procedura, l’esdebitazione può essere concessa con il provvedimento di chiusura o su istanza del debitore, di regola decorso un certo periodo (per la liquidazione giudiziale e quella controllata è previsto un meccanismo anche “di diritto” a tre anni). È sempre il giudice a verificarne i presupposti.
Spunti pratici
- Comportati correttamente durante la procedura: la meritevolezza è la chiave.
- Ricorda i debiti esclusi: alimenti, danni da illecito e certe sanzioni non si cancellano.
- Anche senza patrimonio puoi ripartire: l’incapiente ha una chance, ma una sola.
Esempio pratico
Una persona fisica, dopo la liquidazione giudiziale della propria impresa, ha visto liquidare tutti i beni ma resta una parte di debiti non pagati. Essendosi comportata correttamente, ottiene l’esdebitazione: i debiti residui verso i creditori concorsuali diventano inesigibili e può ricominciare un’attività senza quel peso.
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