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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

L’esdebitazione è la “seconda chance” prevista dalla legge: chi è stato travolto dai debiti, dopo una procedura, può essere liberato dal residuo non pagato e ripartire. Vediamo a chi spetta e a quali condizioni.

Cos’è l’esdebitazione

Disciplinata dagli artt. 278 e seguenti del Codice della crisi (D.Lgs 14/2019), l’esdebitazione è il beneficio con cui la persona fisica, al termine di una procedura concorsuale o di sovraindebitamento, viene liberata dai debiti residui rimasti insoddisfatti. I debiti verso i creditori concorsuali non pagati diventano inesigibili.

Quali debiti riguarda (e quali no)

L’esdebitazione rende inesigibili i debiti verso i creditori concorsuali non soddisfatti integralmente. Restano però esclusi alcuni debiti (art. 278, comma 3, CCII): gli obblighi di mantenimento e alimentari, i debiti da risarcimento per danni da fatto illecito extracontrattuale, le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario non accessorie a debiti estinti. Riguarda le persone fisiche, non le società (che si estinguono con la chiusura).

I requisiti di meritevolezza

L’esdebitazione presuppone la meritevolezza del debitore: non deve aver determinato o aggravato il dissesto con dolo o colpa grave, né aver compiuto atti in frode, distrazioni o false attestazioni. Il giudice valuta la condotta tenuta prima e durante la procedura; comportamenti fraudolenti precludono il beneficio.

L’esdebitazione del debitore incapiente

La novità più rilevante è l’esdebitazione del debitore incapiente (art. 283 CCII): la persona fisica meritevole che non è in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, neppure futura, può essere liberata dai debiti una sola volta, senza pagare nulla, con l’obbligo di destinare ai creditori le eventuali utilità sopravvenute nei quattro anni successivi, oltre una certa soglia. È una misura di forte impatto sociale.

Come si ottiene

A seconda della procedura, l’esdebitazione può essere concessa con il provvedimento di chiusura o su istanza del debitore, di regola decorso un certo periodo (per la liquidazione giudiziale e quella controllata è previsto un meccanismo anche “di diritto” a tre anni). È sempre il giudice a verificarne i presupposti.

Spunti pratici

Esempio pratico

Una persona fisica, dopo la liquidazione giudiziale della propria impresa, ha visto liquidare tutti i beni ma resta una parte di debiti non pagati. Essendosi comportata correttamente, ottiene l’esdebitazione: i debiti residui verso i creditori concorsuali diventano inesigibili e può ricominciare un’attività senza quel peso.

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Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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