Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

La scissione è l’operazione con cui una società assegna l’intero suo patrimonio a più società (scissione totale) oppure parte del patrimonio a una o più società (scissione parziale), beneficiarie preesistenti o di nuova costituzione, attribuendone le azioni o quote ai propri soci. È lo strumento opposto alla fusione: serve a dividere, riorganizzare o separare rami d’azienda. In questa guida vediamo le forme, il procedimento passo passo, il progetto, l’opposizione dei creditori, la responsabilità solidale per i debiti, gli effetti, l’invalidità e gli errori frequenti, con le norme commentate.

Cos’è la scissione e le sue forme

La scissione, disciplinata dagli artt. 2506 e seguenti del codice civile, consente di dividere il patrimonio di una società tra una o più beneficiarie. Si distinguono:

Le beneficiarie possono essere preesistenti (scissione per incorporazione) o di nuova costituzione. In entrambi i casi le azioni o quote delle beneficiarie sono assegnate ai soci della scissa (e non alla scissa stessa), secondo il rapporto di cambio. Esiste anche la scissione mediante scorporo, introdotta più di recente, in cui la società assegna parte del patrimonio a beneficiarie di nuova costituzione e riceve in cambio le partecipazioni (le quote vanno alla scissa, non ai soci): è un istituto a sé, da non confondere con la scissione proporzionale ordinaria.

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Il procedimento passo passo

La scissione segue, in larga parte, le regole della fusione, richiamate dall’art. 2506-ter.

  1. Progetto di scissione (art. 2506-bis): oltre al contenuto del progetto di fusione, indica l’esatta descrizione degli elementi patrimoniali da assegnare a ciascuna beneficiaria e i criteri di distribuzione delle azioni o quote. Se un elemento dell’attivo non è attribuito, nella scissione totale si ripartisce tra le beneficiarie in proporzione; nella parziale resta alla scissa.
  2. Situazione patrimoniale, relazioni e deposito (art. 2506-ter): si applicano gli artt. 2501-quater, 2501-quinquies, 2501-sexies e 2501-septies, con le semplificazioni e le possibili rinunce dei soci.
  3. Decisione di scissione (art. 2502): approvazione con le maggioranze delle modifiche statutarie.
  4. Atto di scissione (art. 2506-ter che richiama l’art. 2504): atto pubblico iscritto nel Registro delle imprese.

La responsabilità solidale per i debiti (art. 2506-quater)

È il profilo più importante per chi ha rapporti con la società. Ciascuna società beneficiaria è solidalmente responsabile, nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato (o rimasto, per la scissa), dei debiti della società scissa non soddisfatti dalla società cui fanno carico (art. 2506-quater, ultimo comma). In altri termini, il creditore individua anzitutto la società destinataria del debito secondo il progetto; se questa non paga, può rivolgersi alle altre, ma entro il tetto del netto loro assegnato. È la rete di protezione che impedisce alla scissione di disperdere la garanzia patrimoniale dei creditori.

L’opposizione dei creditori e la tutela

Profilo Regola Norma
Opposizione dei creditori Termine di 60 giorni dall’iscrizione della decisione; applicazione delle regole della fusione art. 2506-ter → art. 2503
Responsabilità per i debiti non soddisfatti Solidale tra beneficiarie e scissa, nei limiti del netto assegnato/rimasto art. 2506-quater, u.c.
Elementi del passivo non attribuiti Ne rispondono in solido la scissa (se sopravvive) o le beneficiarie art. 2506-bis, comma 3
Invalidità dell’atto Non più pronunciabile dopo le iscrizioni; salvo risarcimento art. 2506-ter → art. 2504-quater

Effetti, tempi e costi

La scissione ha effetto dall’ultima delle iscrizioni dell’atto presso il Registro delle imprese della beneficiaria; nella scissione mediante costituzione di società nuove può essere postdatata. Le partecipazioni delle beneficiarie sono assegnate ai soci della scissa. I tempi sono analoghi a quelli della fusione (alcuni mesi, con i 60 giorni per i creditori); i costi comprendono notaio, eventuali esperti, imposta di registro fissa e diritti. Sul piano fiscale la scissione è, in via di principio, operazione neutra, con prosecuzione dei valori fiscali e regole specifiche per perdite e riserve.

L’assegnazione di attivo e passivo non previsti

Una delle questioni più ricorrenti nella pratica è la sorte degli elementi patrimoniali che il progetto non abbia espressamente attribuito. L’art. 2506-bis, comma 3, detta una regola di chiusura: se un elemento dell’attivo non è desumibile dal progetto, nella scissione totale esso si ripartisce tra le beneficiarie in proporzione alla quota del patrimonio netto assegnato a ciascuna, mentre nella scissione parziale rimane in capo alla società scissa. Per gli elementi del passivo non attribuibili la regola è più severa, perché tocca i creditori: ne rispondono in solido, a seconda dei casi, la società scissa (se continua a esistere) e le società beneficiarie. È quindi indispensabile redigere un inventario completo e una descrizione analitica dei compendi assegnati, perché ogni omissione fa scattare meccanismi residuali e può generare contenzioso sull’imputazione dei debiti.

Continuità dei rapporti e profili pratici di gestione

Anche nella scissione opera una forma di continuità: le beneficiarie subentrano nei rapporti relativi al compendio assegnato. Contratti, crediti, debiti, rapporti di lavoro inerenti al ramo trasferito proseguono in capo alla beneficiaria, senza necessità di singoli atti di cessione, salvo le clausole contrattuali che prevedano effetti in caso di mutamento del titolare. È prudente, in concreto, comunicare ai principali contraenti l’avvenuta riorganizzazione, aggiornare le intestazioni di utenze, conti correnti, polizze e rapporti con la pubblica amministrazione, e verificare le autorizzazioni e licenze che richiedono volture. Sul piano dei soci, la scissione consente di realizzare con un’unica operazione obiettivi altrimenti complessi: separare attività eterogenee, isolare il rischio di un ramo, predisporre un passaggio generazionale o sciogliere consensualmente una compagine attribuendo a gruppi diversi di soci società distinte (scissione non proporzionale o asimmetrica), riducendo la conflittualità e i costi rispetto a una liquidazione.

Casi particolari

Spunti pratici

Esempio pratico

La Omega S.r.l., dei soci Tizio, Caio e Sempronio, gestisce due rami: produzione e immobiliare. Per separarli, delibera una scissione parziale: il ramo immobiliare passa alla nuova Omega Immobiliare S.r.l., mentre Omega prosegue con la produzione. Le quote di Omega Immobiliare sono assegnate ai tre soci in proporzione (scissione proporzionale). Un fornitore vantava un debito imputato, secondo il progetto, alla scissa Omega: se Omega non paga, il fornitore può agire anche contro Omega Immobiliare, ma solo entro il valore del patrimonio netto ad essa assegnato (art. 2506-quater). I creditori anteriori hanno avuto 60 giorni per opporsi (art. 2503); nessuno lo ha fatto e l’atto è stato iscritto.

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Domande frequenti

Che differenza c'è tra scissione totale e parziale?

Nella scissione totale la società scissa trasferisce l'intero patrimonio a due o più beneficiarie e si estingue; nella parziale ne trasferisce solo una parte e continua a esistere con il patrimonio residuo (art. 2506).

A chi vanno le quote delle società beneficiarie?

Nella scissione ordinaria le azioni o quote delle beneficiarie sono assegnate ai soci della società scissa, non alla scissa. Fa eccezione la scissione mediante scorporo, in cui le partecipazioni vanno alla società scissa.

Come funziona la responsabilità per i debiti dopo la scissione?

Ciascuna beneficiaria è solidalmente responsabile dei debiti della scissa non soddisfatti dalla società a cui fanno carico, ma nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato o rimasto (art. 2506-quater).

I creditori possono opporsi alla scissione?

Sì: si applicano le regole della fusione, quindi i creditori anteriori possono fare opposizione entro 60 giorni dall'iscrizione della decisione (art. 2506-ter che richiama l'art. 2503).

Si può annullare una scissione eseguita?

No: dopo le iscrizioni dell'atto l'invalidità non può più essere pronunciata (art. 2506-ter che richiama l'art. 2504-quater); resta salvo il diritto al risarcimento del danno.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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