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La scissione potrebbe sembrare un modo per “spostare” i debiti su una società e tenere gli asset su un’altra. La legge lo impedisce con una rete di sicurezza: la responsabilità solidale dell’art. 2506-quater c.c. Capirne il funzionamento e i limiti è decisivo sia per chi pianifica l’operazione sia per i creditori. Vediamolo.
Il principio: solidarietà nei limiti del patrimonio netto
Ciascuna società partecipante alla scissione è solidalmente responsabile, nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato o rimasto, dei debiti della società scissa non soddisfatti dalla società cui fanno carico (art. 2506-quater, comma 3, c.c.). In altre parole: il debito “segue” il ramo a cui è stato assegnato, ma se quella società non paga, le altre rispondono — entro il valore del netto ricevuto.
Come funziona in concreto
Si distinguono due livelli:
- Responsabilità principale: la società (beneficiaria o scissa) a cui il debito è stato assegnato nel progetto risponde per intero;
- Responsabilità solidale sussidiaria: le altre società rispondono solo per i debiti non soddisfatti dalla prima, e solo fino al valore del patrimonio netto loro assegnato o rimasto.
| Società | Risponde di quel debito | Limite |
|---|---|---|
| Quella a cui il debito è assegnato | Per l’intero | Nessun limite (è il suo debito) |
| Le altre (beneficiarie / scissa) | Solo se la prima non paga | Valore del patrimonio netto ricevuto/rimasto |
Gli elementi del passivo non assegnati
Se la destinazione di un elemento del passivo non è desumibile dal progetto di scissione, ne rispondono in solido: nella scissione totale, tutte le società beneficiarie; nella parziale, la società scissa e le beneficiarie (art. 2506-bis, comma 3). È un’ulteriore tutela contro le “zone grigie” del progetto.
Perché protegge i creditori
Questa disciplina impedisce di usare la scissione per frodare i creditori: anche se il debito viene assegnato a una società capiente solo sulla carta, i creditori possono rivolgersi alle altre società partecipanti, fino al valore del netto trasferito. Resta ferma, prima ancora, la possibilità di opposizione ex art. 2503 (richiamato dall’art. 2506-ter) nei 60 giorni.
Spunti pratici
- Assegna con chiarezza i debiti nel progetto: gli elementi non desumibili generano solidarietà piena (art. 2506-bis).
- Ricorda il limite del netto: la solidarietà delle altre società è circoscritta al patrimonio netto ricevuto.
- Se sei creditore: prima escuti la società assegnataria, poi agisci sulle altre nei limiti di legge.
- Pianificazione: la scissione non è uno scudo contro i debiti esistenti.
Esempio pratico
Gamma SRL si scinde in due beneficiarie: a Delta vengono assegnati gli immobili e un debito di 100.000 euro; a Epsilon il ramo operativo. Se Delta non paga il debito, il creditore può agire contro Epsilon, ma solo fino al valore del patrimonio netto che Epsilon ha ricevuto nella scissione (art. 2506-quater, c. 3). Così la divisione non danneggia il creditore.
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Domande frequenti