Testo dell'articoloVigente
Di solito si pensa alla trasformazione come al passaggio tra tipi societari (SNC in SRL, SRL in SPA). Ma il codice civile ammette anche un salto più profondo: trasformare una società in un ente di natura diversa — un consorzio, un’associazione, una fondazione — e viceversa. È la trasformazione eterogenea. Vediamo quando è possibile e con quali tutele.
Cos’è la trasformazione eterogenea
È la trasformazione che fa cambiare a un ente non solo il “tipo” ma la stessa natura (causa) dell’organizzazione: si passa, ad esempio, da una società di capitali con scopo di lucro a un ente con scopo mutualistico o ideale, o viceversa. Il codice la disciplina in due direzioni.
Le due direzioni (artt. 2500-septies e 2500-octies)
| Direzione | Da / verso | Norma |
|---|---|---|
| Da società di capitali | In consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni d’azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni | art. 2500-septies |
| In società di capitali | Da consorzi, società consortili, comunioni d’azienda, associazioni riconosciute e fondazioni | art. 2500-octies |
La trasformazione eterogenea da società di capitali (art. 2500-septies) richiede una maggioranza qualificata: il consenso dei due terzi degli aventi diritto al voto e, comunque, il consenso dei soci che assumono responsabilità illimitata. Per le fondazioni (art. 2500-octies) intervengono regole speciali e, in certi casi, l’autorità governativa.
La tutela dei creditori: opposizione (art. 2500-novies)
Proprio perché cambia la natura dell’ente (e talvolta il regime di responsabilità e la destinazione del patrimonio), la trasformazione eterogenea ha effetto solo dopo 60 giorni dall’ultimo adempimento pubblicitario, salvo che consti il consenso dei creditori o il pagamento di quelli che non hanno dato il consenso. Entro quel termine i creditori possono fare opposizione (art. 2500-novies c.c.).
Il vincolo sul patrimonio (il caso delle fondazioni)
Un punto delicato: quando si trasforma in fondazione, il patrimonio assume un vincolo di destinazione coerente con lo scopo. E la trasformazione di una società in associazione o fondazione non può aggirare i vincoli posti sui patrimoni con destinazione a scopi di pubblica utilità o mutualistici (si pensi al divieto, per le cooperative a mutualità prevalente, di distribuire le riserve indivisibili, che ne ostacola di fatto la trasformazione lucrativa).
Continuità dei rapporti
Come ogni trasformazione, anche quella eterogenea opera in continuità: l’ente conserva diritti e obblighi e prosegue nei rapporti anteriori (art. 2498). Non c’è estinzione e ricostituzione, ma mutamento dell’abito giuridico.
Spunti pratici
- Verifica le maggioranze: serve il consenso dei due terzi e dei soci che assumono responsabilità illimitata (art. 2500-septies).
- Pianifica i 60 giorni di opposizione dei creditori (art. 2500-novies).
- Attento ai vincoli patrimoniali: cooperative a mutualità prevalente e fondazioni hanno limiti specifici.
- Continuità: contratti e rapporti proseguono (art. 2498), nessun trasferimento di beni.
Esempio pratico
Una SRL che gestisce attività di interesse generale decide di trasformarsi in fondazione per stabilizzare lo scopo e il patrimonio. Si applica l’art. 2500-septies: serve la maggioranza qualificata e il patrimonio assume un vincolo di destinazione. I creditori sociali hanno 60 giorni per opporsi (art. 2500-novies); decorsi senza opposizione (o con consenso/pagamento), la trasformazione produce effetti in continuità con la SRL (art. 2498).
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
Domande frequenti