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Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

Il comma 214 della Legge di Bilancio 2026 introduce una nuova priorita’ di accesso al part-time per il lavoratore o la lavoratrice con almeno tre figli conviventi entro i dieci anni, integrandosi con il regime gia’ previsto dagli artt. 4-12 del D.Lgs. 81/2015.

Approfondimento normativo completo: Comma 214 LB26: priorità part-time per genitori con almeno tre f.

La priorita' al part-time per le famiglie numerose

La Legge di Bilancio 2026 amplia il catalogo delle priorita’ di accesso al lavoro a tempo parziale introdotte dal Jobs Act. Il comma 214, operando fermo restando quanto previsto dal capo II del D.Lgs. 81/2015, aggiunge una nuova categoria tutelata: il genitore con almeno tre figli conviventi. La scelta del legislatore e’ quella di integrare, non sostituire, il sistema esistente, preservando la coerenza con i meccanismi gia’ collaudati di richiesta, rifiuto motivato e reversibilita’.

Il presupposto soggettivo richiede la compresenza di tre elementi: il numero dei figli (almeno tre), lo status di figlio in senso ampio — biologici, adottivi o affidatari ai sensi della L. 184/1983 — e la convivenza, intesa come coabitazione effettiva verificabile dalla situazione anagrafica. In assenza di chiarimenti ministeriali, la convivenza andra’ coordinata con i criteri ISEE del DPCM 159/2013 e con la nozione di familiare a carico dell’art. 12 TUIR.

Il limite temporale — secondo la logica del comma 214 — e’ ancorato ai dieci anni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del terzo figlio. Trascorso tale periodo, il lavoratore perde la priorita’ specifica prevista dalla nuova norma, fermo restando che potrebbe comunque rientrare in una delle altre categorie protette (ad esempio figli con handicap grave ex L. 104/1992). La decorrenza della misura e’ fissata al 1° gennaio 2026.

Checklist prima della richiesta

  • Verificare di avere almeno tre figli con residenza anagrafica comune
  • Accertare che il terzo figlio non abbia ancora compiuto dieci anni
  • Predisporre lo stato di famiglia aggiornato (Comune o ANPR)
  • Indicare per iscritto l’orario part-time richiesto e la motivazione
  • Conservare copia della domanda inviata al datore di lavoro

Caso 1: lavoratrice con tre figli piccoli e datore favorevole

Scenario. Caia, impiegata amministrativa a tempo pieno (40 ore settimanali), ha tre figli di 8, 5 e 2 anni, tutti conviventi. Chiede la trasformazione in part-time verticale (20 ore, dal lunedi’ al giovedi’). Il datore, una societa’ con 50 dipendenti, valuta le esigenze organizzative e acconsente.

Come si legge in pratica. Caia soddisfa tutti e tre i requisiti: tre figli, tutti conviventi, il piu’ giovane ha 2 anni e il terzo ha 8 anni, ben al di sotto del limite decennale. La domanda scritta, corredata dallo stato di famiglia, attiva la priorita’ del comma 214. Il datore che acconsente non e’ tenuto a motivare la decisione; la priorita’ opera, in concreto, come diritto di corsia preferenziale rispetto ad altre richieste concorrenti.

Elementi chiave del caso

  • Tre figli conviventi: requisito soddisfatto
  • Figlio piu’ giovane: 2 anni (ben sotto i 10)
  • Riduzione richiesta: 50% dell’orario contrattuale
  • Procedura: domanda scritta con stato di famiglia allegato
  • Esito: trasformazione accordata senza necessita’ di ricorso

Caso 2: lavoratore con terzo figlio decenne e rifiuto datoriale

Scenario. Tizio, operaio metalmeccanico a tempo pieno, ha tre figli di 10, 7 e 4 anni. Il terzo figlio ha compiuto 10 anni tre mesi fa. Tizio chiede il part-time orizzontale (30 ore). Il datore rifiuta, richiamando esigenze di copertura del turno.

Come si legge in pratica. Il primo nodo e’ temporale: se il comma 214 fissa il limite a dieci anni dalla nascita del terzo figlio, Tizio si troverebbe al limite o oltre la soglia, a seconda dell’interpretazione (data esatta del compimento dei dieci anni rispetto alla data di richiesta). Il rifiuto datoriale, per essere legittimo, deve essere motivato ai sensi dell’art. 8 D.Lgs. 81/2015, con riferimento alle concrete esigenze tecniche, organizzative o produttive. In caso di motivazione generica, Tizio puo’ impugnare il rifiuto davanti al giudice del lavoro.

Elementi chiave del caso

  • Terzo figlio al limite temporale dei 10 anni: situazione di confine
  • Rifiuto datoriale: deve essere motivato specificatamente
  • Motivazione generica: impugnabile davanti al giudice del lavoro
  • Diritto residuo: valutare priorita’ per figlio di 4 anni (art. 8, D.Lgs. 81/2015)
  • Azione consigliata: diffida scritta prima del ricorso giudiziario

Caso 3: genitore adottivo con tre figli affidatari

Scenario. Sempronio e il coniuge hanno adottato tre fratelli di 6, 4 e 3 anni, tutti inseriti nel nucleo familiare da 18 mesi. Sempronio lavora 38 ore settimanali e chiede il part-time a 25 ore. Il responsabile HR dubita che i figli adottivi rientrino nel perimetro del comma 214.

Come si legge in pratica. La norma parla di «figli conviventi» senza distinzione tra filiazione naturale e adottiva o affidataria. Il principio di non discriminazione e il rinvio implicito alla L. 184/1983 inducono a includere i figli adottivi e gli affidatari a lungo termine nel computo. Il limite decennale decorre dalla data di ingresso in famiglia (atto di adozione o decreto del tribunale dei minori), non dalla nascita. Sempronio puo’ dunque avanzare la richiesta con piena legittimazione, allegando i provvedimenti adottivi come prova della situazione familiare.

Elementi chiave del caso

  • Figli adottivi: inclusi nel perimetro del comma 214
  • Limite decennale: decorre dall’ingresso in famiglia, non dalla nascita
  • Documentazione: decreto di adozione o provvedimento del tribunale
  • Tre figli conviventi: requisito soddisfatto anche in forma adottiva
  • Esito atteso: richiesta ammissibile, salvo rifiuto motivato del datore

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Norme e fonti collegate

Domande frequenti

Cos'e' il part-time prioritario per i genitori con tre figli introdotto dalla LB 2026?

E’ una nuova forma di priorita’ di accesso al lavoro a tempo parziale prevista dal comma 214 della Legge di Bilancio 2026 per il lavoratore o la lavoratrice con almeno tre figli conviventi. Si affianca alle priorita’ gia’ esistenti per oncologici, caregiver ex L. 104/1992 e genitori di figli under 13, senza sostituirle.

Il datore di lavoro puo' rifiutare la richiesta di part-time prioritario?

Si’. L’art. 8 del D.Lgs. 81/2015 consente il rifiuto motivato, purche’ il datore adduca concrete ragioni tecniche, organizzative o produttive. Un rifiuto privo di motivazione specifica e’ impugnabile davanti al giudice del lavoro.

Il part-time prioritario vale anche per i figli adottivi o affidatari?

In assenza di esclusioni espresse, si ritiene applicabile anche ai figli adottivi e affidatari a lungo termine, in linea con il principio di non discriminazione e con la L. 184/1983. Il limite temporale dei dieci anni decorre dall’ingresso in famiglia.

Fino a quanti anni del figlio si puo' chiedere il part-time prioritario?

Il comma 214 ancora la tutela ai dieci anni dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del terzo figlio. Oltre tale soglia, il lavoratore perde la priorita’ specifica, salvo che rientri in un’altra categoria protetta dal D.Lgs. 81/2015.

Quali documenti servono per richiedere il part-time prioritario?

E’ sufficiente una domanda scritta indirizzata al datore di lavoro con indicazione dell’orario richiesto, corredata dallo stato di famiglia aggiornato (ottenibile presso il Comune o tramite ANPR) e, per i figli adottivi, dei provvedimenti giudiziari rilevanti.

Vedi anche: Esonero madri tre figli con contratto a tempo determinato, Esonero contributivo madri con tre figli, Congedo parentale, Mantenimento dei figli, Palestra e abbonamenti sportivi degli adulti e Spese istruzione scolastica figli.

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Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-29
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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