In sintesi
- Agevolazione per datori privati che assumono madri di almeno tre figli minorenni.
- La madre deve essere priva di impiego regolare da almeno sei mesi alla data di assunzione.
- Valgono anche figli adottivi, affidati o riconosciuti per il principio di non discriminazione.
- Non e richiesta la convivenza ne il mantenimento: rileva lo status giuridico di madre.
- La misura si applica alle assunzioni effettuate a partire dal 1 gennaio 2026.
Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026
Il comma 210 della L. 199/2025 riconosce ai datori di lavoro privati che assumono dal 1 gennaio 2026 donne madri di almeno tre figli minorenni, inoccupate da almeno sei mesi, un esonero contributivo sulle quote datoriali, in continuita con le precedenti agevolazioni per l’occupazione femminile.
Approfondimento normativo completo: Comma 210 LB26: esonero contributivo per assunzione di madri con.
Prima degli esempi: i requisiti precisi della norma
Il comma 210 della Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) introduce un esonero contributivo a favore dei datori di lavoro privati che assumono donne con uno specifico profilo: madre di almeno tre figli minorenni e priva di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. La misura si inserisce nel solco delle precedenti agevolazioni per l’occupazione femminile (L. 92/2012, L. 205/2017, L. 178/2020, L. 213/2023), con l’obiettivo di incentivare il rientro nel mercato del lavoro di donne con responsabilita familiari elevate.
I due requisiti soggettivi in capo alla lavoratrice sono cumulativi. Sul piano della maternita, la norma richiede uno status quantitativo (almeno tre figli) e qualitativo (tutti minorenni alla data dell’assunzione). In assenza di esclusioni espresse, si applica il principio di non discriminazione: sono assimilati ai figli biologici quelli adottivi, affidati o riconosciuti. Sul piano dell’inoccupazione, la formula impiego regolarmente retribuito esclude le collaborazioni occasionali e le attivita molto marginali, ma la definizione precisa sara in genere chiarita da circolari INPS.
Per il datore di lavoro, il beneficio si traduce in una riduzione delle quote contributive datoriali, con un abbattimento del costo del lavoro che puo essere significativo su contratti a tempo determinato o indeterminato. La circolare INPS attuativa definira la percentuale o l’importo massimo dell’esonero, le modalita di fruizione e gli obblighi di comunicazione preventiva, in linea con la prassi consolidata per le misure analoghe.
Checklist per il datore di lavoro che vuole fruire dell'esonero
- Verificare che la lavoratrice abbia almeno tre figli tutti minorenni alla data di assunzione;
- Accertare l’inoccupazione da almeno sei mesi con documentazione (DID, CPI, dichiarazione);
- Predisporre la comunicazione obbligatoria all’INPS prima o al momento dell’assunzione;
- Applicare le istruzioni operative della circolare INPS per la corretta fruizione in denuncia;
- Conservare la documentazione per eventuali verifiche ispettive nei termini di prescrizione.
Caso 1: assunzione a tempo indeterminato di Caia
Scenario. Caia, 38 anni, ha tre figli di 4, 8 e 12 anni. Ha smesso di lavorare quattro anni fa e non ha svolto attivita retribuite negli ultimi sei mesi. Un’impresa di servizi la assume il 15 febbraio 2026 con contratto a tempo indeterminato, 3 livello CCNL Commercio, RAL 22.000 euro.
Come si legge in pratica. Caia soddisfa entrambi i requisiti del comma 210: madre di tre figli tutti minorenni e inoccupata da oltre sei mesi. Il datore di lavoro puo fruire dell’esonero contributivo datoriale nella misura e per la durata che sara stabilita dalla norma attuativa INPS. Con una contribuzione datoriale indicativa del 23-24% sulla RAL, l’esonero potrebbe tradursi in un risparmio lordo considerevole su base annua.
Requisiti
- Certificati di nascita o stato di famiglia attestante i tre figli minorenni;
- Dichiarazione sostitutiva o documentazione CPI sull’inoccupazione da 6 mesi;
- Contratto di assunzione a tempo indeterminato con data dal 1 gennaio 2026;
- Comunicazione obbligatoria INPS per la fruizione dell’esonero;
- Codice fiscale della lavoratrice per la verifica anagrafica figli.
Caso 2: il figlio maggiore compie 18 anni a meta anno
Scenario. Sempronio titolare di un’impresa artigiana vuole assumere Caia il 1 marzo 2026. Caia ha tre figli: uno compie 18 anni il 30 giugno 2026, gli altri due hanno 10 e 14 anni.
Come si legge in pratica. Al momento dell’assunzione (1 marzo 2026), tutti e tre i figli di Caia sono ancora minorenni: il requisito del comma 210 e soddisfatto. Tuttavia, quando il primo figlio compie 18 anni, Caia non avra piu tre figli minorenni. La norma, in assenza di una disciplina esplicita della decadenza infrannuale, e ambigua: in via prudenziale, il datore dovrebbe verificare con la circolare INPS se il beneficio si calcola alla data di assunzione o deve permanere per tutta la durata.
Attenzione
- Data di nascita di ciascun figlio per calcolare la minore eta alla data di assunzione;
- Indicazioni della circolare INPS sulla durata dell’esonero e cause di decadenza;
- Eventuale proroga o riduzione del beneficio al compimento dei 18 anni;
- Comunicazione tempestiva all’INPS di eventuali variazioni della platea figli;
- Consulenza del lavoro preventiva per gestire il rischio di decadenza parziale.
Caso 3: madre con figli adottivi assunta da Tizio
Scenario. Tizio gestisce una PMI nel settore IT. Vuole assumere Caia, 42 anni, madre adottiva di tre bambini (6, 9 e 11 anni). Caia non lavora da 8 mesi dalla conclusione del percorso adottivo.
Come si legge in pratica. La norma non esclude espressamente i figli adottivi: per il principio di non discriminazione, i figli adottivi sono assimilati a quelli biologici. Caia soddisfa quindi entrambi i requisiti: tre figli (adottivi) minorenni e inoccupazione da almeno sei mesi. Tizio puo legittimamente fruire dell’esonero. E consigliabile documentare con cura lo status adottivo e verificare preventivamente con l’INPS la corretta qualificazione.
Documenti
- Decreto del tribunale per i minorenni che dichiara l’adozione;
- Stato di famiglia aggiornato con i tre figli adottivi;
- Documentazione inoccupazione (DID o dichiarazione sostitutiva);
- Contratto di assunzione con decorrenza dal 1 gennaio 2026 in poi;
- Eventuale parere preventivo INPS o consulenza del lavoro.
Quando conviene una verifica
L’esonero richiede documentazione precisa: affidati a un esperto Consulta un consulente del lavoro per verificare i requisiti.
Norme e fonti collegate
- Comma 210 LB26: esonero contributivo per assunzione di madri con (Legge in Chiaro)
- Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) su Normattiva
Domande frequenti
Cos'e l'esonero contributivo per madri con tre figli della LB 2026?
E un’agevolazione introdotta dal comma 210 della L. 30 dicembre 2025, n. 199, che riconosce ai datori di lavoro privati la riduzione delle contribuzioni previdenziali datoriali in caso di assunzione di donne madri di almeno tre figli tutti minorenni, prive di impiego regolare da almeno sei mesi, con decorrenza dal 1 gennaio 2026. L’esonero si inscrive nella tradizione delle agevolazioni per l’occupazione femminile gia sperimentate con le leggi 92/2012, 205/2017, 178/2020 e 213/2023.
Valgono anche i figli adottivi per raggiungere il requisito dei tre figli?
Si, in base al principio generale di non discriminazione, applicabile in assenza di esclusioni espresse nella norma: i figli adottivi, affidati o riconosciuti sono assimilati a quelli biologici ai fini del conteggio del requisito quantitativo.
Cosa si intende per priva di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi?
La formula indica una condizione di disoccupazione o inattivita protratta per almeno sei mesi precedenti l’assunzione. I dettagli su quali forme di lavoro marginale siano escluse dal computo saranno chiariti dalla circolare INPS attuativa.
Il beneficio si applica anche ai contratti a tempo determinato?
La norma parla genericamente di assunzione da parte di datori di lavoro privati, senza escludere esplicitamente i contratti a tempo determinato. La circolare INPS attuativa stabilira le tipologie contrattuali ammesse.
L'esonero contributivo e cumulabile con altri benefici?
Le regole di cumulabilita con altri benefici o detrazioni saranno definite dalla circolare INPS attuativa. In linea generale, le misure contributive agevolate sono soggette a limiti di cumulo definiti caso per caso, nel rispetto delle norme europee sugli aiuti di Stato.