Indice
La guida
In sintesi
- Che cos’è: un’imposta che lo Stato applica su atti, documenti e registri elencati nella tariffa allegata al DPR 642/1972. Se un documento non è in tariffa, il bollo non si paga.
- Due momenti: per gli atti della parte prima della tariffa il bollo è dovuto «fin dall’origine», quando il documento si forma; per quelli della parte seconda solo «in caso d’uso», cioè se vengono presentati per la registrazione (art. 2).
- Gli importi più comuni: 16 euro per foglio su istanze, certificati e contratti; 16 euro fissi per le istanze telematiche; 2 euro su fatture e ricevute senza IVA oltre 77,47 euro.
- Tre modi di pagamento: contrassegno telematico (la marca), marca digitale @e.bollo per i documenti telematici, bollo virtuale su autorizzazione (artt. 3 e 15).
- O IVA o bollo: le fatture per operazioni soggette a IVA sono esenti dal bollo (allegato B, art. 6).
- Sanzione: 80% dell’imposta non pagata, oltre all’imposta (art. 25, violazioni dal 1° settembre 2024).
Che cos’è l’imposta di bollo
L’imposta di bollo è un tributo sui documenti. Non colpisce un reddito o un acquisto: colpisce il fatto di formare, rilasciare o usare certi atti scritti. La disciplina è nel DPR 26 ottobre 1972, n. 642. L’elenco degli atti soggetti sta nella tariffa (allegato A), quello degli atti esenti nella tabella (allegato B).
La regola di partenza è nell’art. 2. Per gli atti della parte prima della tariffa (istanze, certificati, contratti, fatture) l’imposta è dovuta «fin dall’origine»: il bollo va assolto quando il documento nasce. Per gli atti della parte seconda è dovuta solo «in caso d’uso», cioè quando sono presentati all’ufficio per la registrazione.
L’imposta può essere fissa o proporzionale. È fissa nella grande maggioranza dei casi: 16 euro o 2 euro. È proporzionale, per esempio, sulle cambiali, dove si calcola in millesimi dell’importo. Quella proporzionale è dovuta in ogni caso nella misura minima di 1 euro, salvo cambiali e vaglia cambiari (art. 3, comma 3).
- Tutte le spese che riducono le imposte, con i tetti aggiornati
- Le 4 regole che fanno perdere le detrazioni (tracciabilit\xc3\xa0, tetto oltre 75.000 \xe2\x82\xac...)
- Documenti da preparare e date del 730/2026
Quanto costa: gli importi principali
| Documento | Importo | Riferimento |
|---|---|---|
| Istanze e ricorsi su carta a Stato, Regioni, Comuni, ASL | 16 euro per foglio (4 facciate) | Tariffa, art. 3 |
| Istanze inviate per via telematica alle stesse amministrazioni | 16 euro fissi, qualunque sia la lunghezza | Tariffa, art. 3, comma 1-bis |
| Atti e certificati rilasciati dalla PA a richiesta | 16 euro per foglio; 16 euro fissi se rilasciati per via telematica | Tariffa, art. 4 |
| Scritture private (contratti, accordi, dichiarazioni) | 16 euro per foglio | Tariffa, art. 2 |
| Fatture, ricevute, quietanze senza IVA | 2 euro per esemplare, se l’importo supera 77,47 euro | Tariffa, art. 13 |
| Estratti conto bancari e postali, libretti di risparmio | 34,20 euro all’anno per le persone fisiche, 118 euro per gli altri; niente bollo per le persone fisiche con giacenza media fino a 5.000 euro | Tariffa, art. 13, comma 2-bis |
| Cambiali emesse e pagabili in Italia | 12 per mille dell’importo | Tariffa, art. 6 |
| Cambiali emesse in Italia e pagabili all’estero | 9 per mille dell’importo | Tariffa, art. 6 |
| Atti notarili di trasferimento di immobili registrati per via telematica | 230 euro forfettari | Tariffa, art. 1, comma 1-bis |
Da dove arrivano i 16 e i 2 euro? Su Normattiva la tariffa riporta ancora le cifre in lire. L’art. 7-bis, comma 3, del D.L. 43/2013 ha stabilito che le misure fisse di 1,81 e 14,62 euro, «ovunque ricorrano», sono diventate 2 e 16 euro. La soglia di 77,47 euro è la vecchia soglia di 150.000 lire. L’Agenzia delle Entrate la usa nella guida sull’imposta di bollo sulle fatture elettroniche (giugno 2026).
Come si paga
L’art. 3 del DPR 642/1972 prevede due strade: il pagamento a un intermediario convenzionato con l’Agenzia delle Entrate, che rilascia per via telematica un contrassegno, oppure il pagamento in modo virtuale.
- Contrassegno telematico: è la marca adesiva che si compra dal tabaccaio. Va applicata e annullata sul documento (art. 12). Dettagli e casi nella guida alla marca da bollo da 16 euro.
- Marca da bollo digitale @e.bollo: per le istanze trasmesse online alla PA e per i relativi atti. Si paga con pagoPA nei portali delle amministrazioni aderenti. Vedi la guida alla marca da bollo online.
- Bollo virtuale: su autorizzazione, per chi emette o riceve molti documenti; il documento riporta gli estremi dell’autorizzazione (art. 15). Vedi la guida al bollo virtuale.
- Fatture elettroniche: il bollo da 2 euro si versa all’Agenzia delle Entrate a trimestre. Vedi la guida al bollo sulla fattura elettronica.
O IVA o bollo: l’alternatività
Le fatture e gli altri documenti che riguardano corrispettivi di operazioni soggette a IVA sono esenti dal bollo (allegato B, art. 6). Se l’IVA non è evidenziata, l’esenzione vale solo se il documento indica che si tratta di operazioni soggette a IVA.
Il bollo da 2 euro riguarda quindi i documenti senza IVA: operazioni esenti, escluse o non soggette, e le fatture dei forfettari. Chi lo paga lo spiega la guida sul bollo in fattura del forfettario.
Le esenzioni più importanti
La tabella allegato B elenca gli atti esenti «in modo assoluto». Tra i più frequenti nella vita quotidiana:
- atti e documenti del procedimento penale, comprese le denunce (art. 3);
- dichiarazioni e atti presentati agli uffici fiscali, esclusi ricorsi e atti difensivi (art. 5);
- domande e documenti per pensioni, assicurazioni sociali obbligatorie e assegni familiari (art. 9);
- atti per l’iscrizione e la frequenza della scuola dell’obbligo, della materna e degli asili nido (art. 11);
- atti della tutela dei minori, dell’adozione e dell’affidamento (art. 13);
- contrassegno invalidi per la sosta (art. 13-bis): vedi la guida al contrassegno disabili;
- dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atto di notorietà (art. 14);
- passaporti e carte d’identità (art. 18);
- contratti di lavoro e quietanze di stipendi e pensioni (artt. 25 e 26);
- atti delle ONLUS e delle associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI (art. 27-bis).
Altre esenzioni stanno nelle note della tariffa. Esempi: le domande di concorso pubblico (art. 3, nota 2), i certificati di stato civile (art. 4, nota 2), le ricevute per le spese di condominio (art. 13, nota 3).
Esempio pratico
-
Tizio presenta al Comune una domanda su carta di 3 facciate: è un’istanza in tariffa, quindi paga una marca da 16 euro. Caio, forfettario, emette una fattura da 1.500 euro senza IVA: supera 77,47 euro e sconta il bollo da 2 euro. Sempronio, dipendente, firma la quietanza del proprio stipendio: è esente (allegato B, art. 26).
Documenti necessari
- DPR 642/1972: tariffa (allegato A) e tabella delle esenzioni (allegato B)
- Contrassegno telematico, oppure ricevuta della marca digitale @e.bollo
- Per il bollo virtuale: autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate e dichiarazione annuale
- Per le fatture elettroniche: prospetto trimestrale dell’Agenzia e modello F24
Sanzioni e regolarizzazione
Chi non paga, in tutto o in parte, l’imposta dovuta fin dall’origine paga una sanzione «pari all’ottanta per cento dell’imposta», oltre all’imposta (art. 25, comma 1). Per le cambiali la sanzione va da due a dieci volte l’imposta, con un minimo di 100 euro (art. 25, comma 2). Queste misure valgono per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024.
Gli uffici pubblici non possono rifiutare un atto non in regola: lo ricevono e lo mandano a regolarizzare entro 30 giorni (art. 19). Chi sottoscrive, riceve o accetta un documento irregolare risponde in solido (art. 22). Chi riceve un atto irregolare che non ha contribuito a formare evita la sanzione se, entro 15 giorni, lo presenta all’ufficio e paga la sola imposta.
Cosa cambia dal 2027
Su Normattiva il DPR 642/1972 risulta in vigore fino al 31 dicembre 2026. La materia è stata riordinata nel testo unico dei tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025), che dedica un titolo all’imposta di bollo. Le regole descritte qui sono quelle in vigore nel 2026.
Le guide sul bollo
- Marca da bollo da 16 euro: quando serve e come si paga
- Marca da bollo online: @e.bollo e contrassegno telematico
- Marca da bollo per il passaporto: cosa si paga davvero
- Bollo su istanze e documenti alla PA
- Bollo su ricevute e quietanze
- Bollo da 2 euro in fattura
- Bollo sulla fattura elettronica
- Bollo in fattura del forfettario
- Bollo virtuale
- Bollo sulle cambiali
- Bollo su libri e registri contabili
- Bollo sul conto titoli
Fonti e approfondimenti
- DPR 26 ottobre 1972, n. 642, con tariffa e tabella delle esenzioni – Normattiva
- D.L. 26 aprile 2013, n. 43, art. 7-bis – Normattiva
- L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche, guida di giugno 2026 – Agenzia delle Entrate
- Servizio @e.bollo – Agenzia delle Entrate
- D.Lgs. 1 agosto 2025, n. 123 (testo unico dei tributi indiretti) – Normattiva
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Domande frequenti
Che cos'è l'imposta di bollo?
È un'imposta sui documenti: si paga su atti, documenti e registri elencati nella tariffa allegata al DPR 642/1972. Se il documento non è in tariffa, o è nella tabella delle esenzioni (allegato B), non si paga.
Quanto costa l'imposta di bollo?
Nella maggior parte dei casi è fissa: 16 euro per foglio su istanze, certificati e contratti, 16 euro fissi sulle istanze telematiche, 2 euro su fatture e ricevute senza IVA oltre 77,47 euro. Su alcuni atti, come le cambiali, è proporzionale.
Chi deve pagare l'imposta di bollo?
Nei rapporti con lo Stato l'imposta è a carico dell'altra parte, cioè del cittadino o dell'impresa, nonostante qualunque patto contrario (art. 8 DPR 642/1972). Inoltre chi sottoscrive, riceve, accetta o negozia un atto non in regola risponde in solido (art. 22).
Si paga il bollo se la fattura ha l'IVA?
No. Le fatture relative a operazioni soggette a IVA sono esenti dal bollo (allegato B, art. 6). Il bollo da 2 euro riguarda le fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro.
Come si paga l'imposta di bollo?
Con il contrassegno telematico acquistato dal tabaccaio, con la marca digitale @e.bollo sui portali delle PA aderenti a pagoPA, oppure in modo virtuale su autorizzazione. Per le fatture elettroniche si paga a trimestre con l'Agenzia delle Entrate.
Quanto è il bollo sull'estratto conto?
34,20 euro all'anno se il cliente è una persona fisica, 118 euro negli altri casi. Le persone fisiche non lo pagano se la giacenza media annua non supera 5.000 euro (tariffa, art. 13, comma 2-bis).
Qual è la sanzione se non si paga il bollo?
Una sanzione pari all'80% dell'imposta non pagata, oltre all'imposta (art. 25, comma 1, DPR 642/1972), per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per le cambiali va da due a dieci volte l'imposta, minimo 100 euro.
Le autocertificazioni pagano il bollo?
No. Le dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atto di notorietà sono esenti (allegato B, art. 14).
Il DPR 642/1972 vale anche nel 2027?
Normattiva lo indica in vigore fino al 31 dicembre 2026. La disciplina del bollo è stata riordinata nel testo unico dei tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025): le regole di questa guida sono quelle del 2026.