Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Domande frequenti
  4. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Impianti Sportivi, Palestre e Fitness

Buoni pasto e mensa nel CCNL Impianti Sportivi, Palestre e Fitness: diritto e regime fiscale

Nei settori d’ufficio e dei servizi il buono pasto è il benefit più diffuso. Non è però un diritto automatico di legge: nasce dal CCNL o dall’accordo aziendale, e gode dell’esenzione fiscale solo entro soglie precise, diverse tra buono cartaceo ed elettronico.

In sintesi

Il buono pasto non è un diritto di legge: lo riconosce il CCNL o l’accordo aziendale. È esente da imposte e contributi fino a 4 €/giorno se cartaceo e 8 €/giorno se elettronico; l’eccedenza è imponibile. La mensa aziendale e le convenzioni sono invece integralmente esenti. Di norma spetta un solo beneficio per giornata.

Risorsa gratuita
Minimi CCNL 2026: il punto d'ingresso settore per settore (PDF)
  • Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
  • Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
Niente spam, solo lavoro e fisco utile. Inviando accetti la privacy policy. P.IVA 04180610133.

Dati contrattuali

Parti firmatarie
Associazione datoriale di categoria · CGIL · CISL · UIL di categoria
Istituti trattati
Buoni pasto cartacei ed elettronici · Mensa e convenzioni · Regime fiscale
Riferimenti
Art. 51, comma 2, TUIR (regime fiscale di mensa e buoni pasto) · CCNL per spettanza e importi
Fonte
Testo del CCNL depositato presso il CNEL

Le forme del servizio pasto a confronto

Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme principali, con trattamenti fiscali differenti. Il diritto al beneficio e il suo importo nascono dal CCNL o dall’accordo aziendale; le soglie di esenzione sono invece fissate dalla legge.

Servizio pasto — forme e regime fiscale (art. 51 TUIR)
Forma In che cosa consiste Regime fiscale
Mensa aziendale / convenzioni Somministrazione di vitto gestita dal datore o da terzi Non concorre al reddito (esente, senza limite)
Buono pasto cartaceo Ticket cartaceo spendibile nella ristorazione convenzionata Esente fino a 4,00 €/giorno; eccedenza imponibile
Buono pasto elettronico Ticket su card/app Esente fino a 8,00 €/giorno; eccedenza imponibile
Indennità sostitutiva di mensa Somma in denaro al posto del servizio Imponibile, salvo esenzione fino a 5,29 €/giorno per cantieri e zone prive di ristorazione
Di norma spetta un solo beneficio per giornata lavorativa. Gli importi e le condizioni di spettanza sono fissati dal CCNL e dagli accordi aziendali: per i valori esatti si rinvia al testo contrattuale vigente.

Buoni pasto: cartacei ed elettronici

Il buono pasto (ticket restaurant) è il benefit più comune negli uffici. La sua disciplina fiscale distingue nettamente due tipologie.

Le soglie di esenzione

Il buono pasto è esente da imposte e contributi fino a 4,00 € al giorno se in formato cartaceo e fino a 8,00 € al giorno se in formato elettronico; la parte eccedente concorre al reddito. La differenza incentiva l’uso del formato elettronico.

Le regole d’uso

I buoni pasto non sono cumulabili oltre un certo numero per singolo acquisto, non sono cedibili né convertibili in denaro e spettano per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dia titolo al pasto. Non maturano nei giorni di assenza, ferie o malattia.

Un diritto contrattuale

Il buono pasto non è previsto dalla legge come diritto generale: spetta se e nella misura in cui lo stabiliscono il CCNL o l’accordo aziendale. Per importo e condizioni si rinvia quindi al contratto applicato.

Un diritto contrattuale, non di legge

È bene chiarire un punto spesso frainteso: né il buono pasto né la mensa sono un diritto generale previsto dalla legge. La legge si limita a stabilire fino a quando questi benefici sono esenti da imposte; la loro spettanza dipende dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Vi sono quindi settori in cui il pasto è garantito e altri in cui non è previsto alcun beneficio. Dove esiste, il beneficio spetta di regola per le sole giornate di effettiva presenza con prestazione che dà titolo al pasto, e non matura nei giorni di assenza, ferie o malattia.

Casi pratici

Tizio — buono pasto elettronico da 9 euro
Tizio riceve un buono pasto elettronico del valore di 9 € per ogni giorno lavorato. La quota fino a 8 € è esente; il restante 1 € concorre al reddito imponibile. Se il buono fosse cartaceo, l’esenzione si fermerebbe a 4 €.
Caia — part-time e diritto al buono pasto
Caia è part-time orizzontale e lavora solo il mattino, senza pausa pasto. Il diritto al buono pasto dipende da come il CCNL o l’accordo aziendale lo collegano alla presenza e alla pausa: se è previsto per le giornate con orario che dà titolo al pasto, va verificata la sua specifica articolazione oraria.

Domande frequenti

Il buono pasto spetta anche nei giorni di ferie o malattia?
No. Il buono pasto è collegato alla presenza effettiva e alla prestazione che dà titolo al pasto: non matura nelle giornate di assenza, ferie, malattia o permesso. Le regole di dettaglio sono fissate dal CCNL o dall’accordo aziendale.
Posso ricevere insieme mensa, buono pasto e indennità?
Di norma no: per ciascuna giornata lavorativa spetta un solo beneficio sostitutivo del pasto. Il CCNL o l’accordo aziendale individuano quale spetta in base alla sede e all’organizzazione del lavoro.
Il valore del buono pasto entra nel calcolo del TFR o della tredicesima?
No: i buoni pasto e i servizi sostitutivi del pasto hanno natura non retributiva e, di regola, non rientrano nella base di calcolo di TFR e mensilità aggiuntive. Fa eventualmente eccezione la quota imponibile eccedente le soglie, secondo la disciplina applicabile.
Qual è la differenza fiscale tra buono pasto cartaceo ed elettronico?
Il buono cartaceo è esente fino a 4 €/giorno, quello elettronico fino a 8 €/giorno. La parte eccedente concorre al reddito. Per questo molte aziende adottano il formato elettronico.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima, quattordicesima e premi 2024.

Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 51 TUIR). Per spettanza, importi e condizioni di mensa, buoni pasto e indennità sostitutiva si rinvia sempre al testo del CCNL vigente e agli accordi aziendali.

In sintesi

  • Il buono pasto non è un diritto di legge: nasce dal CCNL o dall'accordo aziendale, che ne fissano spettanza e importo.
  • L'esenzione fiscale e contributiva opera fino a 4,00 €/giorno per il buono cartaceo e 8,00 €/giorno per quello elettronico (art. 51, c. 2, TUIR); l'eccedenza è imponibile.
  • L'indennità sostitutiva di mensa in denaro è esente solo fino a 5,29 €/giorno e a condizioni stringenti; oltre concorre al reddito.
  • La mensa aziendale e le convenzioni dirette sono integralmente escluse da imposte e contributi, senza tetto.
  • Negli impianti sportivi prevalgono orari spezzati e turni: la spettanza del buono va letta in relazione alle giornate di effettiva presenza.
Indice dei contenuti

Nel CCNL Impianti Sportivi, Palestre e Fitness - il settore di centri sportivi, palestre e strutture per il fitness il pasto durante l'orario di lavoro è una voce di welfare tra le più sentite, ma anche tra le più fraintese. La confusione nasce dal sovrapporsi di due piani: da un lato il diritto al beneficio, che dipende interamente da ciò che prevede il CCNL o l'accordo aziendale; dall'altro il regime fiscale, che è invece fissato dalla legge, in particolare dall'art. 51, comma 2, del TUIR. Tenere distinti questi due piani è la chiave per leggere correttamente il cedolino.

Il buono pasto non è un diritto automatico

Nessuna norma impone al datore di erogare buoni pasto. La fonte del diritto è il contratto: è il CCNL del CCNL Impianti Sportivi, Palestre e Fitness, o un accordo aziendale di secondo livello, a stabilire se il beneficio spetta, a chi, in quali giornate e per quale valore. Dove il CCNL tace, il buono può mancare del tutto senza che ciò costituisca inadempimento. Per questo i valori unitari del ticket non vanno cercati nella legge ma nelle tabelle del contratto applicato.

Le quattro forme del servizio pasto

Il servizio sostitutivo della mensa può assumere quattro forme: la mensa aziendale gestita dal datore o da terzi; le convenzioni con esercizi di ristorazione; il buono pasto, cartaceo o elettronico; e l'indennità sostitutiva in denaro. Ciascuna ha un trattamento fiscale proprio, e la scelta tra esse incide direttamente sulla quota che resta esente e su quella che invece entra nella busta paga come reddito imponibile.

Le soglie di esenzione fissate dalla legge

L'art. 51 TUIR esclude da imposte e contributi i buoni pasto fino a 4,00 € al giorno se cartacei e fino a 8,00 € al giorno se in formato elettronico; la parte eccedente queste soglie concorre al reddito di lavoro dipendente. La mensa aziendale e le convenzioni dirette sono invece integralmente esenti, senza limite di importo. Sono soglie di legge, certe e indipendenti dal settore: il CCNL può fissare un valore del buono superiore, ma l'eccedenza sarà comunque tassata.

L'indennità sostitutiva in denaro

Quando il pasto si traduce in una somma in denaro, il regime cambia: l'indennità sostitutiva di mensa è esente solo fino a 5,29 € al giorno e a condizioni precise, legate per esempio a particolari modalità organizzative del lavoro. È la forma fiscalmente meno conveniente, perché la soglia di esenzione è più bassa e oltre quel limite l'intero importo concorre al reddito. Nelle palestre e nei centri fitness, con turni frammentati, è frequente il ricorso al buono pasto più che alla mensa aziendale.

Una regola pratica: un solo beneficio al giorno

Di norma per ogni giornata di effettiva presenza spetta un solo beneficio pasto: non è ammesso cumulare, ad esempio, mensa e buono per la stessa giornata. Il buono è inoltre tipicamente personale, non cedibile e non monetizzabile, e va speso nei circuiti convenzionati. Eventuali deroghe o specificità (part-time, turni spezzati, trasferte) dipendono da quanto previsto dal contratto applicato.

Cosa verificare nel CCNL Impianti Sportivi, Palestre e Fitness

In concreto conviene controllare nel CCNL e negli accordi aziendali se il buono è previsto, il suo valore unitario, le giornate che danno diritto al beneficio e la forma scelta dall'azienda. Con i turni spezzati tipici del settore, va verificato se ogni frazione di giornata dà o meno diritto a un distinto beneficio pasto. Per gli importi esatti il riferimento resta sempre il testo del CCNL vigente, non stime di settore.

Domande frequenti

Nel CCNL Impianti Sportivi, Palestre e Fitness il buono pasto è obbligatorio?

No. Nessuna legge lo impone: il buono pasto spetta solo se previsto dal CCNL o da un accordo aziendale. Dove il contratto non lo prevede, il beneficio può legittimamente mancare.

Qual è la parte del buono pasto esente da tasse?

Fino a 4,00 € al giorno per il buono cartaceo e fino a 8,00 € al giorno per quello elettronico (art. 51 TUIR). La quota eccedente concorre al reddito ed è tassata in busta paga.

L'indennità sostitutiva in denaro è trattata come il buono pasto?

No. L'indennità sostitutiva di mensa è esente solo fino a 5,29 € al giorno e a condizioni stringenti; oltre quel limite concorre interamente al reddito. È la forma fiscalmente meno favorevole.

Posso ricevere mensa e buono pasto nello stesso giorno?

Di regola no: per ogni giornata spetta un solo beneficio pasto. Il cumulo di più forme per la stessa giornata non è ammesso, salvo diversa e specifica previsione contrattuale.

Dove trovo l'importo esatto del buono pasto del mio settore?

Nelle tabelle del CCNL vigente o nell'accordo aziendale applicato. La legge fissa solo le soglie di esenzione fiscale, non il valore del ticket, che è una scelta contrattuale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.