Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 721 c.p.: Elementi essenziali del giuoco d’azzardo. Case da giuoco

    Art. 721 c.p.: Elementi essenziali del giuoco d’azzardo. Case da giuoco

    Art. 721 c.p. Elementi essenziali del giuoco d’azzardo. Case da giuoco

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Agli effetti delle disposizioni precedenti:

    sono “giuochi di azzardo” quelli nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria;

    sono “case da giuoco” i luoghi di convegno destinati al giuoco d’azzardo, anche se privati, e anche se lo scopo del giuoco è sotto qualsiasi forma dissimulato.

  • Articolo 722 Codice Penale: Pena accessoria e misura di sicurezza

    Articolo 722 Codice Penale: Pena accessoria e misura di sicurezza

    Art. 722 c.p. Pena accessoria e misura di sicurezza

    In vigore dal 1° luglio 1931

    La condanna per alcuna delle contravvenzioni prevedute dagli articoli precedenti importa la pubblicazione della sentenza. È sempre ordinata la confisca del denaro esposto nel giuoco e degli arnesi od oggetti ad esso destinati.

  • Art. 724 c.p.: Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti

    Art. 724 c.p.: Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti

    Art. 724 c.p. – Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309 .

    La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti.

    Spiegazione

    Punisce con sanzione amministrativa pecuniaria chi pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità. La parte relativa alle ‘persone venerate’ è stata incisa dalle pronunce della Corte costituzionale, che hanno reso la tutela aconfessionale. È inoltre punita la manifestazione oltraggiosa verso i defunti.

    Come funziona e quando si applica

    La bestemmia è stata depenalizzata (L. 689/1981 e poi D.Lgs. 507/1999): non è più reato ma illecito amministrativo. La Corte costituzionale (sent. 440/1995) ha dichiarato l’illegittimità del riferimento ai ‘simboli o persone’ di una sola religione, estendendo la tutela in chiave di laicità.

    Esempio pratico

    Pronunciare pubblicamente una bestemmia può comportare oggi una sanzione amministrativa pecuniaria, non una pena penale.

    Domande frequenti

    La bestemmia è reato in Italia?

    No: è stata depenalizzata ed è ora un illecito amministrativo punito con sanzione pecuniaria.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Art. 725 c.p.: Commercio di scritti, disegni o altri oggetti contrari alla pubblica decenza

    Art. 725 c.p.: Commercio di scritti, disegni o altri oggetti contrari alla pubblica decenza

    Art. 725 c.p. – Commercio di scritti, disegni o altri oggetti contrari alla pubblica decenza

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque espone alla pubblica vista o, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, offre in vendita o distribuisce scritti, disegni o qualsiasi altro oggetto figurato, che offenda la pubblica decenza, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire duecentomila a un milione duecentomila .

  • Art. 726 Codice Penale: Atti contrari alla pubblica decenza. Turpiloquio

    Art. 726 Codice Penale: Atti contrari alla pubblica decenza. Turpiloquio

    Art. 726 c.p. – Atti contrari alla pubblica decenza. Turpiloquio

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 10.000.

    322 ————— AGGIORNAMENTO (322) La Corte Costituzionale, con sentenza 9 marzo – 14 aprile 2022, n.

    95 (in G.U.

    1ª s.s.

    20/4/2022, n.

    16) ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’ art.

    726 del codice penale , come sostituito dall’ art.

    2, comma 6, del decreto legislativo 15 gennaio 2016, n.

    8 (Disposizioni in materia di depenalizzazione, a norma dell’ articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n.

    67 ), nella parte in cui prevede la sanzione amministrativa pecuniaria «da euro 5.000 a euro 10.000» anziché «da euro 51 a euro 309»”.

  • Articolo 727 Codice Penale: Abbandono di animali

    Articolo 727 Codice Penale: Abbandono di animali

    Art. 727 c.p. – Abbandono di animali

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da euro 5.000 a euro 10.000 . Quando il fatto di cui al primo periodo avviene su strada o nelle relative pertinenze, la pena è aumentata di un terzo.

    Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.

    All’accertamento del reato di cui al primo comma consegue in ogni caso, ove il fatto sia commesso mediante l’uso di veicoli, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno.

  • Art. 727-bis c.p.: Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione e commercio di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette

    Art. 727-bis c.p.: Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione e commercio di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette

    Art. 727-bis c.p. – Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione e commercio di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, fuori dai casi consentiti, uccide, cattura o detiene esemplari appartenenti ad una specie animale selvatica protetta è punito con l’arresto da tre mesi a un anno e con l’ammenda fino a 8.000 euro , salvo i casi in cui l’azione riguardi una quantità trascurabile di tali esemplari e abbia un impatto trascurabile sullo stato di conservazione della specie.

    Chiunque, fuori dai casi consentiti, distrugge, preleva o detiene esemplari appartenenti ad una specie vegetale selvatica protetta è punito con l’ammenda fino a 4. 000 euro, salvo i casi in cui l’azione riguardi una quantità trascurabile di tali esemplari e abbia un impatto trascurabile sullo stato di conservazione della specie.

    Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, fuori dai casi consentiti, viola i divieti di commercializzazione di cui all’articolo 8, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, è punito con l’arresto da due a otto mesi e con l’ammenda fino a 10.000 euro.

  • Art. 728 c.p.: Trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volontà altrui

    Art. 728 c.p.: Trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volontà altrui

    Art. 728 c.p. – Trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volontà altrui

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o d’ipnotismo, o esegue su lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà, è punito, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità della persona, con l’arresto da uno a sei mesi o con l’ammenda da lire trecento a cinquemila.

    Tale disposizione non si applica se il fatto è commesso, a scopo scientifico o di cura, da chi esercita una professione sanitaria.

  • Art. 729 Codice Penale: Abrogato

    Art. 729 Codice Penale: Abrogato

    Art. 729 c.p.

    Articolo abrogato dal D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Fonte: Normattiva.

  • Art. 730 c.p.: Somministrazione a minori di sostanze velenose o nocive

    Art. 730 c.p.: Somministrazione a minori di sostanze velenose o nocive

    Art. 730 c.p. – Somministrazione a minori di sostanze velenose o nocive

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, essendo autorizzato alla vendita o al commercio di medicinali, consegna a persona minore degli anni sedici sostanze velenose o stupefacenti, anche su prescrizione medica, è punito con l’ammenda fino a euro 516.

    Soggiace all’ammenda fino a euro 103 chi vende o somministra tabacco a persona minore degli anni quattordici.

  • Art. 731 c.p. – Inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori (abrogato)

    Art. 731 c.p. – Inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori (abrogato)

    Art. 731 c.p. – Inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.L. 15 settembre 2023, n. 123. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque, rivestito di autorità o incaricato della vigilanza sopra un minore, omette, senza giusto motivo, d’impartirgli o di fargli impartire l’istruzione elementare è punito con l’ammenda fino a lire trecento

  • Articolo 718 Codice Penale: Esercizio di giuochi di azzardo

    Articolo 718 Codice Penale: Esercizio di giuochi di azzardo

    Art. 718 c.p. – Esercizio di giuochi d’azzardo

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un giuoco d’azzardo o lo agevola è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno e con l’ammenda non inferiore a lire duemila.

    Se il colpevole è un contravventore abituale o professionale, alla libertà vigilata può essere aggiunta la cauzione di buona condotta.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.