Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 505 Codice di Procedura Civile: Assegnazione

    Articolo 505 Codice di Procedura Civile: Assegnazione

    Art. 505 c.p.c. – Assegnazione

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il creditore pignorante può chiedere l’assegnazione dei beni pignorati, nei limiti e secondo le regole contenute nei capi seguenti.

    Se sono intervenuti altri creditori, l’assegnazione può essere chiesta a vantaggio di uno solo o di più, d’accordo fra tutti.

  • Art. 502 c.p.c.: Termine per l’assegnazione o la vendita del pegno

    Art. 502 c.p.c.: Termine per l’assegnazione o la vendita del pegno

    Art. 502 c.p.c. – Termine per l’assegnazione o la vendita del pegno

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Salve le disposizioni speciali del codice civile, per l’espropriazione delle cose date in pegno e dei mobili soggetti ad ipoteca si seguono le norme del presente codice, ma l’assegnazione o la vendita può essere chiesta senza che sia stata preceduta da pignoramento.

    In tal caso il termine per la istanza di assegnazione o di vendita decorre dalla notificazione del precetto.

  • Articolo 503 Codice di Procedura Civile: Modi della vendita forzata

    Articolo 503 Codice di Procedura Civile: Modi della vendita forzata

    Art. 503 c.p.c. – Modi della vendita forzata

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    La vendita forzata può farsi con incanto o senza, secondo le forme previste nei capi seguenti.

    L’incanto può essere disposto solo quando il giudice ritiene probabile che la vendita con tale modalità abbia luogo ad un prezzo superiore della metà rispetto al valore del bene, determinato a norma dell’articolo 568 nonché, nel caso di beni mobili, degli articoli 518 e 540-bis .

  • Art. 501 c.p.c.: Termine dilatorio del pignoramento

    Art. 501 c.p.c.: Termine dilatorio del pignoramento

    Art. 501 c.p.c. – Termine dilatorio del pignoramento

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    L’istanza di assegnazione o di vendita dei beni pignorati non può essere proposta se non decorsi dieci giorni dal pignoramento, tranne che per le cose deteriorabili, delle quali può essere disposta l’assegnazione o la vendita immediata.

  • Articolo 500 Codice di Procedura Civile: Effetti dell’intervento

    Articolo 500 Codice di Procedura Civile: Effetti dell’intervento

    Art. 500 c.p.c. – Effetti dell’intervento

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    L’intervento, secondo le disposizioni contenute nei capi seguenti e nei casi ivi previsti, dà diritto a

    partecipare alla distribuzione della somma ricavata, a partecipare all’espropriazione del bene

    pignorato e a provocarne i singoli atti.

  • Articolo 498 Codice di Procedura Civile: Avviso ai creditori iscritti

    Articolo 498 Codice di Procedura Civile: Avviso ai creditori iscritti

    Art. 498 c.p.c. – Avviso ai creditori iscritti

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Debbono essere avvertiti dell’espropriazione i creditori che sui beni pignorati hanno un diritto di prelazione risultante da pubblici registri.

    A tal fine è notificato a ciascuno di essi, a cura del creditore pignorante ed entro cinque giorni dal pignoramento, un avviso contenente l’indicazione del creditore pignorante, del credito per il quale si procede, del titolo e delle cose pignorate.

    In mancanza della prova di tale notificazione, il giudice non può provvedere sull’istanza di assegnazione o di vendita.

  • Art. 497 c.p.c.: Cessazione dell’efficacia del pignoramento

    Art. 497 c.p.c.: Cessazione dell’efficacia del pignoramento

    Art. 497 c.p.c. – Cessazione dell’efficacia del pignoramento

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento sono trascorsi quarantacinque giorni senza che sia stata richiesta l’assegnazione o la vendita.

  • Articolo 496 Codice di Procedura Civile: Riduzione del pignoramento

    Articolo 496 Codice di Procedura Civile: Riduzione del pignoramento

    Art. 496 c.p.c. – Riduzione del pignoramento

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Su istanza del debitore o anche d’ufficio, quando il valore dei beni pignorati è superiore all’importo delle spese e dei crediti di cui all’articolo precedente, il giudice, sentiti il creditore pignorante e i creditori intervenuti, può disporre la riduzione del pignoramento.

  • Articolo 495 Codice di Procedura Civile: Conversione del pignoramento

    Articolo 495 Codice di Procedura Civile: Conversione del pignoramento

    Art. 495 c.p.c. – Conversione del pignoramento

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569, il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari, oltre alle spese di esecuzione, all’importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese. Unitamente all’istanza deve essere depositata in cancelleria, a pena di inammissibilità, una somma non inferiore a un sesto dell’importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti indicati nei rispettivi atti di intervento, dedotti i versamenti effettuati di cui deve essere data prova documentale. La somma è depositata dal cancelliere presso un istituto di credito indicato dal giudice.

    La somma da sostituire al bene pignorato è determinata con ordinanza dal giudice dell’esecuzione, sentite le parti in udienza non oltre trenta giorni dal deposito dell’istanza di conversione.

    Quando le cose pignorate siano costituite da beni immobili o cose mobili, il giudice con la stessa ordinanza può disporre, se ricorrono giustificati motivi, che il debitore versi con rateizzazioni mensili entro il termine massimo di quarantotto mesi la somma determinata a norma del terzo comma, maggiorata degli interessi scalari al tasso convenzionale pattuito ovvero, in difetto, al tasso legale. Ogni sei mesi il giudice provvede, a norma dell’articolo 510, al pagamento al creditore pignorante o alla distribuzione tra i creditori delle somme versate dal debitore.

    Qualora il debitore ometta il versamento dell’importo determinato dal giudice ai sensi del terzo comma, ovvero ometta o ritardi di oltre trenta giorni il versamento anche di una sola delle rate previste nel quarto comma, le somme versate formano parte dei beni pignorati. Il giudice dell’esecuzione, su richiesta del creditore procedente o creditore intervenuto munito di titolo esecutivo, dispone senza indugio la vendita di questi ultimi.

    Con l’ordinanza che ammette la sostituzione, il giudice, quando le cose pignorate siano costituite da beni immobili o cose mobili, dispone che le cose pignorate siano liberate dal pignoramento con il versamento dell’intera somma.

    L’istanza può essere avanzata una sola volta a pena di inammissibilità.

  • Art. 494 c.p.c.: Pagamento nelle mani dell’ufficiale giudiziario

    Art. 494 c.p.c.: Pagamento nelle mani dell’ufficiale giudiziario

    Art. 494 c.p.c. – Pagamento nelle mani dell’ufficiale giudiziario

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il debitore può evitare il pignoramento versando nelle mani dell’ufficiale giudiziario la somma per cui si procede e l’importo delle spese con l’incarico di consegnarli al creditore.

    All’atto del versamento si può fare riserva di ripetere la somma versata.

    Può altresì evitare il pignoramento di cose, depositando nelle mani dell’ufficiale giudiziario, in luogo di esse, come oggetto di pignoramento, una somma di denaro eguale all’importo del credito o dei crediti per cui si procede e delle spese, aumentato di due decimi .

  • Art. 493 c.p.c.: Pignoramenti su istanza di più creditori

    Art. 493 c.p.c.: Pignoramenti su istanza di più creditori

    Art. 493 c.p.c. – Pignoramenti su istanza di più creditori

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Più creditori possono con unico pignoramento colpire il medesimo bene.

    Il bene sul quale è stato compiuto un pignoramento può essere pignorato successivamente su istanza di uno o più creditori.

    Ogni pignoramento ha effetto indipendente, anche se è unito ad altri in unico processo.

  • Articolo 490 Codice di Procedura Civile: Pubblicità degli avvisi

    Articolo 490 Codice di Procedura Civile: Pubblicità degli avvisi

    Art. 490 c.p.c. – Pubblicità degli avvisi

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Quando la legge dispone che di un atto esecutivo sia data pubblica notizia, un avviso contenente tutti i dati, che possono interessare il pubblico, deve essere inserito sul portale del Ministero della giustizia in un’area pubblica denominata “portale delle vendite pubbliche”.

    In caso di espropriazione di beni mobili registrati, per un valore superiore a 25.000 euro, e di beni immobili, lo stesso avviso, unitamente a copia dell’ordinanza del giudice e della relazione di stima redatta ai sensi dell’articolo 173-bis delle disposizioni di attuazione del presente codice, è altresì inserito in appositi siti internet almeno quarantacinque giorni prima del termine per la presentazione delle offerte o della data dell’incanto. Anche su istanza del creditore procedente o dei creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo il giudice può disporre inoltre che l’avviso sia inserito almeno quarantacinque giorni prima del termine per la presentazione delle offerte una o più volte sui quotidiani di informazione locali aventi maggiore diffusione nella zona interessata o, quando opportuno, sui quotidiani di informazione nazionali o che sia divulgato con le forme della pubblicità commerciale. Sono equiparati ai quotidiani, i giornali di informazione locale, multisettimanali o settimanali editi da soggetti iscritti al Registro operatori della comunicazione (ROC) e aventi caratteristiche editoriali analoghe a quelle dei quotidiani che garantiscono la maggior diffusione nella zona interessata.

    Nell’avviso è omessa l’indicazione del debitore.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.