Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 547 Codice di Procedura Civile: Dichiarazione del terzo

    Articolo 547 Codice di Procedura Civile: Dichiarazione del terzo

    Art. 547 c.p.c. – Dichiarazione del terzo

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Con dichiarazione a mezzo raccomandata inviata al creditore procedente o trasmessa a mezzo di posta elettronica certificata, il terzo, personalmente o a mezzo di procuratore speciale o del difensore munito di procura speciale, deve specificare di quali cose o di quali somme è debitore o si trova in possesso e quando ne deve eseguire il pagamento o la consegna.

    Deve altresì specificare i sequestri precedentemente eseguiti presso di lui e le cessioni che gli sono state notificate o che ha accettato.

    Il creditore pignorante deve chiamare nel processo il sequestrante nel termine perentorio fissato dal giudice.

  • Articolo 545 Codice di Procedura Civile: Crediti impignorabili

    Articolo 545 Codice di Procedura Civile: Crediti impignorabili

    Art. 545 c.p.c. – Crediti impignorabili

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Non possono essere pignorati i crediti alimentari, tranne che per cause di alimenti, e sempre con l’autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice da lui delegato e per la parte dal medesimo determinata mediante decreto.

    Non possono essere pignorati crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri, oppure sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza.

    Le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennitè relative al rapporto di lavoro o di impiego comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate per crediti alimentari nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato.

    Tali somme possono essere pignorate nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito.

    Il pignoramento per il simultaneo concorso delle cause indicate precedentemente non può estendersi oltre alla metà dell’ammontare delle somme predette.

    Restano in ogni caso ferme le altre limitazioni contenute in speciali disposizioni di legge.

    Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, dal quarto e dal quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge .

    Le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento; quando l’accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma, nonché dalle speciali disposizioni di legge.

    Il pignoramento eseguito sulle somme di cui al presente articolo in violazione dei divieti e oltre i limiti previsti dallo stesso e dalle speciali disposizioni di legge è parzialmente inefficace.

    L’inefficacia è rilevata dal giudice anche d’ufficio.

  • Art. 544 c.p.c.: Pegno o ipoteca a garanzia del credito pignorato

    Art. 544 c.p.c.: Pegno o ipoteca a garanzia del credito pignorato

    Art. 544 c.p.c. – Pegno o ipoteca a garanzia del credito pignorato

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Se il credito pignorato è garantito da pegno, s’intima a chi detiene la cosa data in pegno di non eseguirne la riconsegna senza ordine di giudice.

    Se il credito pignorato è garantito da ipoteca, l’atto di pignoramento deve essere annotato nei libri fondiari.

  • Articolo 542 Codice di Procedura Civile: Distribuzione giudiziale

    Articolo 542 Codice di Procedura Civile: Distribuzione giudiziale

    Art. 542 c.p.c. – Distribuzione giudiziale

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Se i creditori non raggiungono l’accordo di cui all’articolo precedente o il giudice dell’esecuzione non l’approva, ognuno di essi può chiedere che si proceda alla distribuzione della somma ricavata.

    Il giudice dell’esecuzione, sentite le parti, distribuisce la somma ricavata a norma degli articoli 510 e seguenti e ordina il pagamento delle singole quote.

  • Articolo 541 Codice di Procedura Civile: Distribuzione amichevole

    Articolo 541 Codice di Procedura Civile: Distribuzione amichevole

    Art. 541 c.p.c. – Distribuzione amichevole

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Se i creditori concorrenti chiedono la distribuzione della somma ricavata secondo un piano concordato, il giudice dell’esecuzione, sentito il debitore, provvede in conformità.

  • Art. 540 c.p.c.: Pagamento del prezzo e rivendita

    Art. 540 c.p.c.: Pagamento del prezzo e rivendita

    Art. 540 c.p.c. – Pagamento del prezzo e rivendita

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    COMMA ABROGATO DAL D.L. 29 DICEMBRE 2009, N. 193, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 22 FEBBRAIO 2010, N. 24 .

    Se il prezzo non è pagato, si procede immediatamente a nuovo incanto, a spese e sotto la responsabilità dell’aggiudicatario inadempiente.

    La somma ricavata dalla vendita è immediatamente consegnata al cancelliere per essere depositata con le forme dei depositi giudiziari.

  • Art. 539 c.p.c.: Vendita o assegnazione degli oggetti d’oro e d’argento

    Art. 539 c.p.c.: Vendita o assegnazione degli oggetti d’oro e d’argento

    Art. 539 c.p.c. – Vendita o assegnazione degli oggetti d’oro e d’argento

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Gli oggetti d’oro e d’argento non possono in nessun caso essere venduti per un prezzo inferiore al valore intrinseco.

    Se restano invenduti, sono assegnati per tale valore ai creditori.

  • Articolo 538 Codice di Procedura Civile: Nuovo incanto

    Articolo 538 Codice di Procedura Civile: Nuovo incanto

    Art. 538 c.p.c. – Nuovo incanto

    In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

    Quando una cosa messa all’incanto resta invenduta, il soggetto a cui è stata affidata l’esecuzione della

    vendita fissa un nuovo incanto ad un prezzo base inferiore di un quinto rispetto a quello precedente.

  • Art. 536 c.p.c.: Trasporto e ricognizione delle cose da vendere

    Art. 536 c.p.c.: Trasporto e ricognizione delle cose da vendere

    Art. 536 c.p.c. – Trasporto e ricognizione delle cose da vendere

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Chi è incaricato della vendita fa trasportare, quando occorre, le cose pignorate nel luogo stabilito per l’incanto, e può richiedere l’intervento della forza pubblica.

    In ogni caso, prima di addivenire agli incanti deve fare, in concorso col custode, la ricognizione degli oggetti da vendersi, confrontandoli con la descrizione contenuta nel processo verbale di pignoramento.

  • Articolo 533 Codice di Procedura Civile: Obblighi del commissionario

    Articolo 533 Codice di Procedura Civile: Obblighi del commissionario

    Art. 533 c.p.c. – Obblighi del commissionario

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il commissionario assicura agli interessati la possibilità di esaminare, anche con modalità telematiche, le cose poste in vendita almeno tre giorni prima della data fissata per l’esperimento di vendita e non può consegnare la cosa all’acquirente prima del pagamento integrale del prezzo. Egli è tenuto in ogni caso a documentare le operazioni di vendita mediante certificato, fattura o fissato bollato in doppio esemplare, uno dei quali deve essere consegnato al cancelliere col prezzo ricavato dalla vendita, nel termine stabilito dal giudice dell’esecuzione nel suo provvedimento.

    Qualora la vendita non avvenga nel termine fissato a norma dell’articolo 532, secondo comma, il commissionario restituisce gli atti in cancelleria e fornisce prova dell’attività specificamente svolta in relazione alla tipologia del bene per reperire potenziali acquirenti. In ogni caso fornisce prova di avere effettuato la pubblicità disposta dal giudice .

    Il compenso al commissionario è stabilito dal giudice dell’esecuzione con decreto.

  • Art. 532 c.p.c.: Vendita a mezzo di commissionario

    Art. 532 c.p.c.: Vendita a mezzo di commissionario

    Art. 532 c.p.c. – Vendita a mezzo di commissionario

    Testo vigente – R.D. 1443/1940 (aggiornato da Normattiva)

    Il giudice dell’esecuzione dispone la vendita senza incanto o tramite commissionario dei beni pignorati. Le cose pignorate devono essere affidate all’istituto vendite giudiziarie, ovvero, con provvedimento motivato, ad altro soggetto specializzato nel settore di competenza iscritto nell’elenco di cui all’articolo 169-sexies delle disposizioni per l’attuazione del presente codice, affinchè proceda alla vendita in qualità di commissionario. Nello stesso provvedimento di cui al primo comma il giudice, dopo avere sentito, se necessario, uno stimatore dotato di specifica preparazione tecnica e commerciale in relazione alla peculiarità del bene stesso, fissa il prezzo minimo della vendita e l’importo globale fino al raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e può imporre al commissionario una cauzione. Il giudice fissa altresì il numero complessivo, non superiore a tre, degli esperimenti di vendita, i criteri per determinare i relativi ribassi, le modalità di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non superiore a sei mesi, alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita deve restituire gli atti in cancelleria. Quando gli atti sono restituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se non vi sono istanze a norma dell’articolo 540-bis, dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti di cui all’articolo 164-bis delle disposizioni di attuazione del presente codice.

    Se il valore delle cose risulta da listino di borsa o di mercato, la vendita non può essere fatta a prezzo inferiore al minimo ivi segnato.

  • Articolo 527 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Articolo 527 Codice di Procedura Civile: [Abrogato]

    Art. 527 c.p.c.

    Articolo abrogato dal D.L. 14 marzo 2005, n. 35 , Convertito Con Modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80. Fonte: Normattiva.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.