Autore: Andrea Marton

  • Art. 83 Reg. (UE) 2024/1689 – Non conformità formale

    Art. 83 Reg. (UE) 2024/1689 – Non conformità formale

    Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (regolamento sull’intelligenza artificiale)

    1. L'autorità di vigilanza del mercato di uno Stato membro chiede al fornitore pertinente, entro un termine che essa può prescrivere, di porre fine alla contestata non conformità qualora giunga a una delle conclusioni riportate di seguito:

    a) la marcatura CE è stata apposta in violazione dell'articolo 48;

    b) la marcatura CE non è stata apposta;

    c) la dichiarazione di conformità UE di cui all’articolo 47 non è stata redatta;

    d) la dichiarazione di conformità UE di cui all’articolo 47 non è stata redatta correttamente;

    e) la registrazione nella banca dati dell'UE di cui all’articolo 71 non è stata effettuata;

    f) se del caso, non è stato nominato nessun rappresentante autorizzato;

    g) la documentazione tecnica non è disponibile.

    2. Se la non conformità di cui al paragrafo 1 permane, l'autorità di vigilanza del mercato dello Stato membro interessato adotta misure appropriate e proporzionate per limitare o proibire la messa a disposizione sul mercato del sistema di IA ad alto rischio o per garantire che sia richiamato o ritirato dal mercato senza ritardo.

  • Art. 305 DPR 495/1992 – Caratteristiche costruttive e funzionali delle macchine operatrici

    Art. 305 DPR 495/1992 – Caratteristiche costruttive e funzionali delle macchine operatrici

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con proprio provvedimento, in relazione ad esigenze costruttive e funzionali delle macchine operatrici a ruote o cingolate, può stabilire caratteristiche costruttive e funzionali a integrazione o modificazione di quelle indicate nel presente regolamento per le macchine stesse.

  • Art. 10 D.P.R. 115/2002 – (L) Esenzioni

    Art. 10 D.P.R. 115/2002 – (L) Esenzioni

    D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – T.U. spese di giustizia

    1. Non è soggetto al contributo unificato il processo già esente, secondo previsione legislativa e senza limiti di competenza o di valore, dall'imposta di bollo o da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura, nonché il processo di rettificazione di stato civile, il processo in materia tavolare, il processo di cui all' articolo 3, della legge 24 marzo 2001, n. 89 , e il processo in materia di integrazione scolastica, relativamente ai ricorsi amministrativi per la garanzia del sostegno agli alunni con handicap fisici o sensoriali, ai sensi dell' articolo 13, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 . (27)

    2. Non è soggetto al contributo unificato il processo, anche esecutivo, di opposizione e cautelare, in materia di assegni per il mantenimento della prole, e quello comunque riguardante la stessa.

    3. Non sono soggetti al contributo unificato i processi di cui al libro II, titolo IV-bis, capo III, sezioni III, IV e V , del codice di procedura civile . (27) 95

    4. COMMA ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 2009, N. 191 .

    5. COMMA ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 2009, N. 191 .

    6. La ragione dell'esenzione deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni dell'atto introduttivo.

    6-bis. Nei procedimenti di cui all' articolo 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689 , e successive modificazioni, gli atti del processo sono soggetti soltanto al pagamento del contributo unificato, nonché delle spese forfetizzate secondo l'importo fissato all'articolo 30 del presente testo unico. Nelle controversie di cui all'articolo unico della legge 2 aprile 1958, n. 319 , e successive modificazioni, e in quelle in cui si applica lo stesso articolo, è in ogni caso dovuto il contributo unificato. (26) (27)

  • Art. 16 L. 194/1978

    Art. 16 L. 194/1978

    Legge 22 maggio 1978, n. 194 – Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza

    Entro il mese di febbraio, a partire dall’anno successivo a quello dell’entrata in vigore della presente legge, il Ministro della sanità presenta al Parlamento una relazione sull’attuazione della legge stessa e sui suoi effetti, anche in riferimento al problema della prevenzione.

    Le regioni sono tenute a fornire le informazioni necessarie entro il mese di gennaio di ciascun anno, sulla base di questionari predisposti dal Ministro.

    Analoga relazione presenta il Ministro di grazia e giustizia per quanto riguarda le questioni di specifica competenza del suo Dicastero.

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  • Art. 134 L. 689/1981 – Appello contro sentenze del pretore

    Art. 134 L. 689/1981 – Appello contro sentenze del pretore

    L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

    L' articolo 512 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente: "Art.

    512. (Appello contro sentenze del pretore). – Contro le sentenze del pretore possono appellare al tribunale: 1) l'imputato nel caso di condanna per delitto o per contravvenzione punita con pena alternativa o per la quale non è ammessa la oblazione ovvero quando è stato dichiarato contravventore abituale o professionale; 2) l'imputato nel caso di proscioglimento da delitto o da contravvenzione per la quale la legge stabilisce la pena dell'arresto, qualora il proscioglimento sia pronunciato per estinzione del reato a seguito di giudizio di comparazione tra circostanze o per insufficienza di prove o per concessione del perdono giudiziale ovvero perché si tratta di persona non imputabile o di persona non punibile perché il fatto non costituisce reato, se è stata applicata o può, con provvedimento successivo, essere applicata una misura di sicurezza; 3) il rappresentante del pubblico ministero nel dibattimento davanti al pretore e il procuratore della Repubblica nel caso di proscioglimento, se l'imputazione riguardava un delitto o una contravvenzione punibile con l'arresto; e nel caso di condanna per delitto ovvero per contravvenzione punita con pena alternativa o per la quale non è ammessa l'oblazione".

  • Art. 114 TULPS – Divieti di inserzione nella stampa periodica

    Art. 114 TULPS

    R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

    È vietata l'inserzione, nei giornali o in altri scritti periodici, di avvisi o corrispondenze di qualsiasi genere che, anche in modo indiretto o simulato, o con un pretesto terapeutico o scientifico, si riferiscano ai mezzi diretti a impedire la procreazione o a procurare l'aborto. 40

    È altresì vietata l'inserzione di corrispondenze o di avvisi a morosi. (36)

    È, inoltre, vietato di pubblicare, nei giornali o in altri scritti periodici, ritratti dei suicidi o di persone che abbiano commesso delitti.

    I giornali o gli scritti periodici, con cui si contravviene alle disposizioni di questo articolo, sono sequestrati in via amministrativa dall'autorità locale di pubblica sicurezza.(13)

  • Art. 49 D.Lgs. 286/1998 – Disposizioni finali

    Art. 49 del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 – Testo Unico Immigrazione. Rubrica: Disposizioni finali. Per il testo ufficiale si rinvia a Normattiva (D.Lgs. 286/1998).

  • Art. 1019 Codice della Navigazione – Durata del rischio

    Art. 1019 Codice della Navigazione – Durata del rischio

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il rischio comincia dall'inizio delle manovre per l'involo e finisce al termine di quelle di approdo. Disposizioni comuni

  • Art. 151 D.Lgs. 174/2016 – Giudice competente

    Art. 151 D.Lgs. 174/2016 – Giudice competente

    Decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174 – Codice di giustizia contabile (Allegato 1)

    1. In materia di ricorsi pensionistici civili, militari e di guerra la sezione giurisdizionale regionale competente per territorio, in primo grado, giudica in composizione monocratica….

    2. Il difetto della competenza per territorio, come definita dall’articolo 18, comma 1, lettera c), non è rilevabile d’ufficio ed è eccepito a pena di decadenza nella comparsa di risposta tempestivamente depositata. L’eccezione si ha per non proposta se non contiene l’indicazione del giudice che la parte ritiene competente.