Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 166 L. 633/1941

    Art. 166 L. 633/1941

    Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.

    Sull'istanza della parte interessata, o di ufficio, il giudice può ordinare che la sentenza venga pubblicata per la sola parte dispositiva in uno o più giornali ed anche ripetutamente a spese della parte soccombente.

    Fonte: Normattiva.it.

  • Art. 180 CPI – Sospensione della procedura di opposizione

    Art. 180 CPI – Sospensione della procedura di opposizione

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Il procedimento di opposizione è sospeso: a) durante il periodo concesso alle parti, al fine di pervenire ad un accordo di conciliazione, ai sensi dell’articolo 178, comma 1; b) se l’opposizione è basata su una domanda di marchio, fino alla registrazione di tale marchio; c) se l’opposizione è basata su un marchio internazionale, fino a quando non siano scaduti i termini per il rifiuto o la presentazione di un opposizione avverso la registrazione di tale marchio, ovvero si siano conclusi i relativi procedimenti di esame o di opposizione; d) se l’opposizione è proposta avverso un marchio nazionale oggetto di riesame in seguito ad osservazioni di cui all’articolo 175, comma 2, fino a quando si sia concluso il relativo procedimento di riesame; d-bis) se l’opposizione è basata su una domanda di protezione di una denominazione di origine ovvero di una indicazione geografica, fino alla protezione; e) se è pendente un giudizio di nullità o di decadenza del marchio sul quale si fonda l’opposizione o relativo alla spettanza del diritto alla registrazione a norma dell’articolo 118, fino al passaggio in giudicato della sentenza, laddove il richiedente la registrazione depositi apposita istanza. e-bis) negli altri casi previsti dal regolamento di attuazione del presente Codice. e-ter) se è pendente un procedimento di cancellazione della denominazione di origine protetta ovvero della indicazione geografica protetta, fino al termine in cui la decisione della Commissione europea diviene definitiva;

    2. Su istanza del richiedente la registrazione, la sospensione di cui al comma 1, lettera e), può essere successivamente revocata.

    3. Se l’opposizione è sospesa ai sensi del comma 1, lettere b),c),d) ed e-bis) , l’Ufficio italiano brevetti e marchi esamina con precedenza la domanda di marchio o la registrazione del marchio internazionale.

    3-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 FEBBRAIO 2019, N. 15 .

  • Art. 156 TUEL – Classi demografiche e popolazione residente

    Art. 156 TUEL – Articolo 156

    D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 – testo aggiornato

    1. 1. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni contenute nella parte seconda del presente testo unico valgono per i comuni, se non diversamente disciplinato, le seguenti classi demografiche: a) comuni con meno di 500 abitanti; b) comuni da 500 a 999 abitanti; c) comuni da 1.000 a 1.999 abitanti; d) comuni da 2.000 a 2.999 abitanti; e) comuni da 3.000 a 4.999 abitanti; f) comuni da 5.000 a 9.999 abitanti; g) comuni da 10.000 a 19.999 abitanti; h) comuni da 20.000 a 59.999 abitanti; i) comuni da 60.000 a 99.999 abitanti; l) comuni da 100.000 a 249.999 abitanti; m) comuni da 250.000 a 499.999 abitanti; n) comuni da 500.000 abitanti ed oltre.

    2. Le disposizioni del presente testo unico e di altre leggi e regolamenti relative all’attribuzione di contributi erariali di qualsiasi natura, nonché all’inclusione nel sistema di tesoreria unica di cui alla legge 29 ottobre 1984, n. 720 , alla disciplina del dissesto finanziario ed alla disciplina dei revisori dei conti, che facciano riferimento alla popolazione, vanno interpretate, se non diversamente disciplinato, come concernenti la popolazione residente calcolata alla fine del penultimo anno precedente per le province ed i comuni secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, ovvero secondo i dati dell’Uncem per le comunità montane. Per le comunità montane e i comuni di nuova istituzione si utilizza l’ultima popolazione disponibile.

  • Art. 179 CPI – Estensione della protezione

    Art. 179 CPI – Estensione della protezione

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Se il richiedente intende estendere la protezione del marchio all’estero ai sensi dell’Accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi, testo di Stoccolma del 14 luglio 1967, ratificato con legge 28 aprile 1976, n. 424 oppure in uno Stato estero che esige la preventiva registrazione del marchio italiano , l’Ufficio italiano brevetti e marchi, anche se è già stata proposta un’opposizione, procede alla registrazione ed effettua le relative annotazioni.

    2. Se la domanda di marchio, di cui al comma 1, non è già stata pubblicata, la pubblicazione della registrazione è accompagnata, in tale caso, dall’avviso che tale pubblicazione è termine iniziale per l’opposizione. L’accoglimento dell’opposizione determina la radiazione totale o parziale del marchio.

  • Art. 178 CPI – Esame dell’opposizione e decisioni

    Art. 178 CPI – Esame dell’opposizione e decisioni

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Entro due mesi dalla scadenza del termine di cui all’articolo 176, comma 1, verificate la ricevibilità e l’ammissibilità dell’opposizione ai sensi degli articoli 148, comma 1, e 176, comma 2, l’Ufficio italiano brevetti e marchi, salvo che ricorra uno dei casi di sospensione previsti dall’articolo 180, comma 1, lettere da b) a e-ter), o che sia stata depositata un’istanza di limitazione della domanda di marchio sulla quale si renda necessario chiedere il parere dell’opponente per la prosecuzione della procedura, comunica detta opposizione alle parti con l’avviso della facoltà di raggiungere un accordo di conciliazione entro due mesi dalla data della comunicazione, prorogabili su istanza comune delle parti fino al termine massimo previsto dal regolamento di attuazione del presente codice

    2. In assenza di accordo ai sensi del comma 1, il richiedente che abbia ricevuto la documentazione di cui all’articolo 176, commi 2 e 4, lettere a), b) e c), può presentare per iscritto le proprie deduzioni entro il termine all’uopo fissato dall’Ufficio e contestualmente presentare istanza di cui al comma

    4. 3. Nel corso del procedimento di opposizione, l’Ufficio italiano brevetti e marchi può, in ogni momento, invitare le parti a presentare nel termine da esso fissato, in ogni caso non superiore a trenta giorni e non prorogabile, ulteriori documenti, deduzioni od osservazioni in funzione delle allegazioni, deduzioni ed osservazioni delle altre parti.

    4. Su istanza del richiedente, l’opponente che fondi l’opposizione su un marchio anteriore registrato da almeno cinque anni dalla data di deposito o di priorità del marchio oggetto dell’opposizione, fornisce i documenti idonei a provare che tale marchio è stato oggetto di uso effettivo, da parte sua o con il suo consenso, per i prodotti e servizi per i quali è stato registrato e sui quali si fonda l’opposizione nel corso del quinquennio precedente la data di deposito o priorità del marchio opposto,, o che vi siano i motivi legittimi per la mancata utilizzazione. In mancanza di tale prova, da fornire entro sessanta giorni dalla data di comunicazione dell’istanza da parte dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, l’opposizione è respinta. Se l’uso effettivo è provato solo per una parte dei prodotti o servizi per i quali il marchio anteriore è stato registrato, esso, ai soli fini dell’esame dell’opposizione, si considera registrato solo per quella parte di prodotti o servizi.

    4-bis. Il comma 4 si applica anche nel caso in cui il marchio d’impresa anteriore sia un marchio dell’Unione europea. In tal caso l’uso effettivo del marchio dell’Unione europea è determinato a norma dell’ articolo 18 del regolamento (UE) 2017/1001 del Parlamento e del Consiglio, del 14 giugno 2017, sul marchio dell’Unione europea.

    5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 FEBBRAIO 2019, N. 15 .

    6. In caso di opposizioni relative allo stesso marchio, le opposizioni successive alla prima sono riunite a questa.

    7. Al termine del procedimento di opposizione, l’Ufficio italiano brevetti e marchi accoglie l’opposizione stessa respingendo la domanda di registrazione in tutto o in parte se risulta che il marchio non può essere registrato per la totalità o per una parte soltanto dei prodotti e servizi indicati nella domanda; in caso contrario respinge l’opposizione. Nel caso di registrazione internazionale, l’Ufficio italiano brevetti e marchi emette rifiuto definitivo parziale o totale ovvero respinge l’opposizione, dandone comunicazione all’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI).

    7-bis. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, con il provvedimento di cui al comma 7, pone a carico del richiedente, se soccombente, il rimborso dei diritti di opposizione. Le spese di rappresentanza professionale nel procedimento sono liquidate a carico della parte soccombente, a domanda, nella misura massima individuata con decreto del Ministero dello sviluppo economico.

  • Art. 177 CPI – Legittimazione all’opposizione

    Art. 177 CPI – Legittimazione all’opposizione

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Sono legittimati all’opposizione: a) il titolare di un marchio già registrato nello Stato o con efficacia nello Stato da data anteriore; b) il soggetto che ha depositato nello Stato domanda di registrazione di un marchio in data anteriore o avente effetto nello Stato da data anteriore in forza di un diritto di priorità o di una valida rivendicazione di preesistenza; c) il licenziatario dell’uso esclusivo del marchio; d) le persone, gli enti e le associazioni di cui all’articolo 8; d-bis) i soggetti legittimati a tutelare i diritti conferiti da una denominazione di origine o da un’indicazione geografica nonché, in assenza di un consorzio di tutela riconosciuto ai sensi della legge 21 dicembre 1999, n. 526 , o della legge 12 dicembre 2016, n. 238 , il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste quale autorità nazionale competente per le denominazioni di origine protette e per le indicazioni geografiche protette agricole, alimentari, dei vini, dei vini aromatizzati e delle bevande spiritose d-ter) il soggetto che ha depositato la domanda di protezione di una denominazione di origine ovvero di una indicazione geografica, non ancora concessa al momento della presentazione dell’opposizione.

  • Art. 176 CPI – Deposito dell’opposizione

    Art. 176 CPI – Deposito dell’opposizione

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. 1 soggetti legittimati ai sensi dell’articolo 177 possono presentare all’Ufficio italiano brevetti e marchi opposizione avverso gli atti di cui alle lettere a), b) e c), la quale, a pena di inammissibilità, deve essere scritta, motivata e documentata entro il termine perentorio di tre mesi: a) dalla data di pubblicazione di una domanda di registrazione, ritenuta registrabile ai sensi dell’articolo 170, comma 1, lettera a), ovvero ritenuta registrabile in base a sentenza di accoglimento passata in giudicato; b) dalla data di pubblicazione della registrazione di un marchio, la cui domanda non è stata pubblicata ai sensi dell’articolo 179, comma 2; c) dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è avvenuta la pubblicazione del marchio internazionale nella Gazette de l’Organisation Mondiale de la Proprietè Intellectuelle des Marques Internationales.

    2. L’opposizione, che può riguardare una sola domanda o registrazione di marchio, è ricevibile solo se redatta in lingua italiana e deve contenere a pena di inammissibilità: a) in relazione al marchio oggetto dell’opposizione, l’identificazione del richiedente, il numero e la data della domanda o della registrazione e i prodotti ed i servizi contro cui è proposta l’opposizione; b) in relazione al marchio o diritto dell’opponente, l’identificazione del marchio o dei marchi anteriori di cui all’articolo 12, comma 1, lettere c), d) ed e), nonché dei prodotti e servizi sui quali è basata l’opposizione oppure del diritto di cui all’articolo 8; c) i motivi su cui si fonda l’opposizione. c-bis) se è stato nominato un mandatario, l’atto di nomina, ai sensi dell’articolo 201, o la dichiarazione di riserva di deposito ad esso relativa. Se è formulata riserva, l’atto di nomina è depositato entro il termine perentorio di due mesi dalla data del deposito dell’opposizione.

    3. L’opposizione si considera ritirata se non è comprovato il pagamento dei diritti di opposizione entro i termini e con le modalità stabiliti dal decreto di cui all’articolo

    226. 4. Chi presenta l’opposizione deve depositare entro il termine perentorio di due mesi dalla data di scadenza del termine per il raggiungimento di un accordo di conciliazione di cui all’articolo 178, comma 1: a) copia della domanda o del certificato di registrazione del marchio , della denominazione di origine o della indicazione geografica su cui è basata l’opposizione, ove non si tratti di domande o di certificati nazionali e, se del caso, la documentazione relativa al diritto di priorità o di preesistenza di cui esso beneficia, nonché la loro traduzione in lingua italiana; nel caso della preesistenza, questa deve essere già stata rivendicata in relazione a domanda od a registrazione di marchio dell’Unione europea ; b) ogni altra documentazione a prova dei fatti addotti; c) la documentazione necessaria a dimostrare la legittimazione a presentare opposizione, qualora il marchio anteriore non risulti a suo nome dal Registro tenuto dall’Ufficio italiano brevetti e marchi , ovvero nei casi di cui all’articolo 177, comma 1, lettere d-bis) e d-ter ); d) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 20 FEBBRAIO 2019, N. 15 .

    5. Con l’opposizione possono farsi valere gli impedimenti alla registrazione del marchio previsti dall’articolo 12, comma 1, lettere c), d), e) ed f), e dall’articolo 14, comma 1, lettera c)-bis , per tutti o per una parte dei prodotti o servizi per i quali è stata chiesta la registrazione, e la mancanza del consenso alla registrazione da parte degli aventi diritto di cui all’articolo 8.

  • Articolo 4 L. 184/1983: Provvedimenti e durata dell’affidamento familiare

    Art. 4 L. 184/1983 – Provvedimenti e durata dell’affidamento familiare

    Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

    1. L'affidamento familiare è disposto dal servizio sociale locale, previo consenso manifestato dai genitori o dal genitore esercente in via esclusiva la responsabilità genitoriale, ovvero dal tutore, sentito il minore che ha compiuto gli anni dodici e anche il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento. Il giudice tutelare del luogo ove si trova il minore rende esecutivo il provvedimento con decreto.

    2. Ove manchi l'assenso dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale o del tutore, provvede il tribunale per i minorenni. Si applicano l'articolo 5-bis e gli articoli 330 e seguenti del codice civile.

    3. Nel provvedimento di affidamento familiare devono essere indicate specificatamente le motivazioni di esso, nonché i tempi e i modi dell'esercizio dei poteri riconosciuti all'affidatario, e le modalità attraverso le quali i genitori e gli altri componenti il nucleo familiare possono mantenere i rapporti con il minore. Deve altresì essere indicato il servizio sociale locale cui è attribuita la responsabilità del programma di assistenza, nonché la vigilanza durante l'affidamento con l'obbligo di tenere costantemente informati il giudice tutelare o il tribunale per i minorenni, a seconda che si tratti di provvedimento emesso ai sensi dei commi 1 o 2. Il servizio sociale locale cui è attribuita la responsabilità del programma di assistenza, nonché la vigilanza durante l'affidamento, deve riferire senza indugio al giudice tutelare o al tribunale per i minorenni del luogo in cui il minore si trova, a seconda che si tratti di provvedimento emesso ai sensi dei commi 1 o 2, ogni evento di particolare rilevanza ed è tenuto a presentare una relazione semestrale sull'andamento del programma di assistenza, sulla sua presumibile ulteriore durata e sull'evoluzione delle condizioni di difficoltà del nucleo familiare di provenienza.

    4. Nel provvedimento di cui al comma 3, deve inoltre essere indicato il periodo di presumibile durata dell'affidamento che deve essere rapportabile al complesso di interventi volti al recupero della famiglia d'origine. Tale periodo non può superare la durata di ventiquattro mesi ed è prorogabile, dal tribunale per i minorenni, su richiesta del pubblico ministero e nel contraddittorio delle parti, qualora la sospensione dell'affidamento rechi grave pregiudizio al minore. A tal fine, prima del decorso del termine di durata dell'affidamento il servizio sociale segnala al pubblico ministero l'opportunità di richiederne la proroga.

    5. L'affidamento familiare cessa con il decorso del termine di cui al comma 4 o con provvedimento della stessa autorità che lo ha disposto, valutato l'interesse del minore, quando sia venuta meno la situazione di difficoltà temporanea della famiglia d'origine che lo ha determinato, ovvero nel caso in cui la prosecuzione di esso rechi pregiudizio al minore.

    5-bis. Qualora, durante un prolungato periodo di affidamento, il minore sia dichiarato adottabile ai sensi delle disposizioni del capo II del titolo II e qualora, sussistendo i requisiti previsti dall'articolo 6, la famiglia affidataria chieda di poterlo adottare, il tribunale per i minorenni, nel decidere sull'adozione, tiene conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria.

    5-ter. Qualora, a seguito di un periodo di affidamento, il minore faccia ritorno nella famiglia di origine o sia dato in affidamento ad altra famiglia o sia adottato da altra famiglia, è comunque tutelata, se rispondente all'interesse del minore, la continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l'affidamento.

    5-quater. Il giudice, ai fini delle decisioni di cui ai commi 4, 5-bis e 5-ter, tiene conto anche delle valutazioni documentate dei servizi sociali, ascoltato il minore che ha compiuto gli anni dodici o anche di età inferiore se capace di discernimento.

    5-quinquies. Nel caso di minore rimasto privo di un ambiente familiare idoneo a causa della morte del genitore, cagionata volontariamente dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato, dall'altra parte dell'unione civile, anche se l'unione civile è cessata, dal convivente o da persona legata al genitore stesso, anche in passato, da relazione affettiva, il tribunale competente, eseguiti i necessari accertamenti, provvede privilegiando la continuità delle relazioni affettive consolidatesi tra il minore stesso e i parenti fino al terzo grado. Nel caso in cui vi siano fratelli o sorelle, il tribunale provvede assicurando, per quanto possibile, la continuità affettiva tra gli stessi.

    5-sexies. Su segnalazione del tribunale competente, i servizi sociali assicurano ai minori di cui al comma 5-quinquies un adeguato sostegno psicologico e l'accesso alle misure di sostegno volte a garantire il diritto allo studio e l'inserimento nell'attività lavorativa.

    6. Il giudice tutelare, trascorso il periodo di durata previsto, ovvero intervenute le circostanze di cui al comma 5, sentiti il servizio sociale locale interessato ed il minore che ha compiuto gli anni dodici e anche il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento, richiede, se necessario, al competente tribunale per i minorenni l'adozione di ulteriori provvedimenti nell'interesse del minore.

    7. Le disposizioni del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche nel caso di minori inseriti presso una comunità di tipo familiare o un istituto di assistenza pubblico o privato, ma decorsi dodici mesi il giudice tutelare
    verifica nel contraddittorio delle parti l'andamento del programma di assistenza, l'evoluzione delle condizioni di difficoltà del nucleo familiare di provenienza e l'opportunità della prosecuzione dell'inserimento.

  • Art. 175 CPI – Deposito delle osservazioni dei terzi

    Art. 175 CPI – Deposito delle osservazioni dei terzi

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Qualsiasi interessato può, senza con ciò assumere la qualità di parte nella procedura di registrazione, indirizzare all’Ufficio italiano brevetti e marchi osservazioni scritte, specificando i motivi per i quali un marchio deve essere escluso d’ufficio dalla registrazione.

    2. Le osservazioni, se ritenute pertinenti e rilevanti, sono dall’Ufficio italiano brevetti e marchi comunicate al richiedente che può presentare le proprie deduzioni entro il termine di trenta giorni dalla data della comunicazione.

    3. Nel caso di marchio internazionale, le osservazioni sono considerate dall’Ufficio italiano brevetti e marchi solo al fine dell’esame di cui all’articolo 170, comma 1, lettera a).

  • Cartelle sotto 5.000 euro: chi ottiene lo sgravio automatico? 3 casi

    In sintesi

    • Soglia innalzata da 1.000 a 5.000 euro per carico unitario affidato ad AdER
    • La norma modificata è l’art. 3, comma 2-bis, D.L. 16/2012 conv. L. 44/2012
    • Intervento coordinato con la riforma riscossione D.Lgs. 110/2024
    • Riguarda la gestione semplificata dei piccoli carichi nel magazzino AdER
    • Non si tratta di cancellazione automatica ma di procedura di gestione semplificata

    Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

    Il comma 437 della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 innalza da 1.000 a 5.000 euro la soglia unitaria dei carichi affidati ad AdER soggetti alla gestione semplificata prevista dall’art. 3, comma 2-bis, del D.L. 16/2012, inserendosi nel quadro della riforma della riscossione attuata con il D.Lgs. 110/2024.

    Approfondimento normativo completo: Comma 437 LB26: soglia minima sgravio cartelle a 5.000 euro (art.

    La soglia di 5.000 euro: cosa prevede il comma 437 e cosa non prevede

    Il comma 437 della Legge di Bilancio 2026 è tra le disposizioni che hanno generato più aspettative nella comunicazione pubblica, spesso semplificate in modo impreciso con l’espressione «cancellazione automatica delle cartelle sotto 5.000 euro». È necessario chiarire cosa la norma effettivamente prevede: si tratta di un innalzamento della soglia minima dei carichi soggetti alla gestione semplificata ai sensi dell’art. 3, comma 2-bis, del D.L. 16/2012, non di un condono o di uno sgravio generalizzato.

    La norma originaria del 2012 fissava a 1.000 euro la soglia sotto la quale si applicava una determinata procedura di gestione semplificata del carico nel magazzino dell’Agente della Riscossione. Il comma 437 porta quella soglia a 5.000 euro, ampliando significativamente il perimetro dei carichi soggetti a tale trattamento. L’effetto concreto sul singolo contribuente dipende dalle modalità attuative previste dalla norma originaria e dagli aggiornamenti introdotti dalla riforma della riscossione (D.Lgs. 110/2024).

    Per il contribuente che ha cartelle di importo unitario inferiore a 5.000 euro, la conseguenza pratica più rilevante è che quei carichi potrebbero essere oggetto di procedure di gestione differenziata da parte di AdER, con possibile effetto sospensivo o di stralcio secondo le regole attuative. È tuttavia indispensabile attendere le istruzioni operative di AdER e non assumere che ogni cartella sotto 5.000 euro venga automaticamente cancellata, perché la norma non lo prevede in questi termini.

    Verifica per il carico sotto 5.000 euro

    • Il carico unitario affidato ad AdER è inferiore a 5.000 euro?
    • Il carico rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 3, comma 2-bis, D.L. 16/2012?
    • È stata verificata la data di affidamento ad AdER del singolo carico?
    • Il contribuente ha verificato la posizione nell’area riservata del sito AdER?
    • Sono state attese le istruzioni operative di AdER prima di assumere decisioni?

    Caso 1: cartella TARI da 780 euro affidati nel 2019

    Scenario. Tizio, pensionato, ha una cartella TARI 2018 notificata nel 2019 e affidata ad AdER nello stesso anno per un importo unitario di 780 euro, composta da tributo 650 euro, sanzioni 65 euro, interessi 40 euro, aggio 25 euro. Non ha mai proposto opposizione né ha aderito a precedenti definizioni agevolate.

    Come si legge in pratica. Il carico di Tizio è ben al di sotto della nuova soglia di 5.000 euro. In base al comma 437, potrebbe rientrare nella gestione semplificata prevista dall’art. 3, comma 2-bis, D.L. 16/2012 nella sua formulazione aggiornata. Tuttavia, l’effetto concreto sul suo debito dipende dalle regole attuative specifiche della norma originaria e dai provvedimenti di AdER. Tizio dovrà verificare la sua posizione nell’area riservata del sito AdER e attendere eventuali comunicazioni specifiche prima di ritenere il debito definitivamente estinto.

    Riepilogo caso Tizio

    • Importo unitario del carico: 780 euro (sotto la soglia di 5.000 euro)
    • Norma applicabile: art. 3 comma 2-bis D.L. 16/2012 come modificato dal comma 437 LB 2026
    • Effetto automatico: da verificare con le istruzioni operative AdER
    • Azione consigliata: monitorare l’area riservata AdER per comunicazioni
    • Attenzione: non assumere la cancellazione automatica senza conferma ufficiale

    Caso 2: cartella con due carichi distinti, uno sotto e uno sopra la soglia

    Scenario. Caia ha due carichi distinti affidati ad AdER: il primo, per ICI 2011, ha un importo unitario di 3.200 euro (sotto la soglia di 5.000); il secondo, per IRPEF 2016, ha un importo unitario di 8.700 euro (sopra la soglia). Entrambi sono stati affidati nel 2014 e nel 2018 rispettivamente.

    Come si legge in pratica. La soglia del comma 437 opera per singolo carico unitario, non sul totale complessivo dei debiti del contribuente. Il carico ICI da 3.200 euro è inferiore alla nuova soglia di 5.000 euro e potrebbe ricadere nella gestione semplificata; il carico IRPEF da 8.700 euro resta invece al di fuori di tale perimetro. Per quest’ultimo, Caia dovrà valutare se aderire alla rottamazione-quinquies oppure procedere con una rateizzazione ordinaria, in modo del tutto indipendente dalla sorte del primo carico.

    Riepilogo caso Caia

    • Carico ICI 3.200 euro: sotto la soglia di 5.000 euro, possibile gestione semplificata
    • Carico IRPEF 8.700 euro: sopra la soglia, escluso dalla gestione semplificata
    • La soglia opera per singolo carico unitario, non per il totale complessivo
    • Per il carico IRPEF: valutare rottamazione-quinquies o rateizzazione
    • Azione: verificare entrambe le posizioni nell’area riservata AdER separatamente

    Caso 3: carico da 4.800 euro, contribuente vuole certezza prima di pagare

    Scenario. Sempronio ha una cartella IRPEF 2017 affidati nel 2020 per un importo unitario di 4.800 euro (tributo 3.900 euro, sanzioni 390 euro, interessi 390 euro, aggio 120 euro). Il suo commercialista gli ha detto di aspettare prima di pagare qualsiasi rata.

    Come si legge in pratica. Il consiglio del commercialista è prudente: il carico da 4.800 euro è sotto la nuova soglia di 5.000 euro e potrebbe rientrare nella gestione semplificata del comma 437. Tuttavia, anche in questo caso non è possibile escludere che AdER continui comunque a procedere con la riscossione ordinaria in attesa dei provvedimenti attuativi. Sempronio dovrà verificare eventuali comunicazioni ufficiali di AdER, controllare l’area riservata e, se il carico fosse comunque richiesto in pagamento, valutare se aderire alla rottamazione-quinquies – che garantisce certezza giuridica immediata – anziché attendere gli sviluppi della gestione semplificata.

    Riepilogo caso Sempronio

    • Importo unitario: 4.800 euro (sotto la soglia di 5.000 euro del comma 437)
    • Risparmio se rottamazione-quinquies: 900 euro (sanzioni + interessi + aggio)
    • Gestione semplificata comma 437: possibile ma subordinata a provvedimenti attuativi
    • Rischio attesa: AdER potrebbe proseguire la riscossione ordinaria nel frattempo
    • Consiglio: monitorare area riservata e valutare rottamazione-quinquies come alternativa certa

    Quando conviene una verifica

    Un esperto chiarisce se il tuo debito è soggetto alla gestione semplificata Verifica la tua posizione sulle cartelle sotto 5.000 euro.

    Norme e fonti collegate

    Domande frequenti

    Cosa prevede esattamente il comma 437 LB 2026 sullo sgravio cartelle sotto 5000 euro?

    Il comma 437 innalza da 1.000 a 5.000 euro la soglia unitaria dei carichi soggetti alla gestione semplificata prevista dall’art. 3, comma 2-bis, del D.L. 16/2012. Non si tratta di una cancellazione automatica generalizzata: l’effetto concreto dipende dalle regole attuative della norma originaria e dai provvedimenti di AdER.

    Le cartelle sotto 5.000 euro vengono cancellate d'ufficio?

    Non automaticamente. La norma amplia il perimetro della gestione semplificata ma non prevede uno stralcio automatico e generalizzato. I contribuenti interessati devono verificare la propria posizione nell’area riservata del sito AdER e attendere eventuali comunicazioni ufficiali prima di assumere il debito come estinto.

    La soglia di 5.000 euro si calcola sul totale dei debiti o su ogni singola cartella?

    La soglia opera per singolo carico unitario affidato ad AdER, non sul totale complessivo dei debiti del contribuente. Un contribuente con più carichi deve verificarne ciascuno separatamente rispetto alla soglia.

    Il comma 437 si applica anche alle cartelle degli enti locali come IMU o TARI?

    La norma modificata (art. 3, comma 2-bis, D.L. 16/2012) riguarda i carichi affidati all’Agente della Riscossione nazionale (AdER). Per i tributi locali gestiti direttamente dall’ente o tramite concessionari locali, l’applicazione dipende dalle scelte del singolo ente e dalle norme di coordinamento.

    Se il mio carico è sotto 5.000 euro, devo comunque aderire alla rottamazione-quinquies?

    Non necessariamente. Se il carico rientra nella gestione semplificata del comma 437 con effetti favorevoli, la rottamazione-quinquies potrebbe non essere necessaria. Tuttavia, in assenza di certezza sull’applicazione della gestione semplificata, aderire alla rottamazione-quinquies garantisce una definizione giuridicamente certa del debito. Si consiglia di valutare le due opzioni con un professionista.

  • Art. 174 CPI – Osservazioni e opposizioni alla registrazione del marchio

    Art. 174 CPI – Osservazioni e opposizioni alla registrazione del marchio

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. Le domande di marchio ritenute registrabili ai sensi dell’articolo 170, comma 1, lettera a), le registrazioni di marchio effettuate secondo la procedura di cui all’articolo 179, comma 2, ed i marchi internazionali, designanti l’Italia, possono essere oggetto di osservazioni e di opposizioni in conformità alle norme di cui ai successivi articoli.

  • Art. 173 CPI – Rilievi

    Art. 173 CPI – Rilievi

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. I rilievi ai quali dia luogo l’esame delle domande e delle istanze devono essere comunicati all’interessato con l’assegnazione di un termine per la risposta non inferiore a due mesi dalla data di ricezione della comunicazione.

    2. Le osservazioni dei terzi ed i rilievi ai quali dia luogo l’esame della domanda di privativa per nuova varietà vegetale sono comunicati all’interessato con l’assegnazione di un termine, non superiore a sei mesi, per la risposta. Nel caso in cui il rilievo riguardi la denominazione, la nuova proposta è corredata da una dichiarazione integrativa includente anche la dichiarazione di cui alla lettera e), del comma 1, dell’articolo

    165. L’ufficio ed il Ministero delle politiche agricole e forestali si comunicano reciprocamente le osservazioni ed i rilievi trasmessi al richiedente e le risposte ricevute.

    3. Quando, a causa di irregolarità nel conferimento del mandato, di cui all’articolo 201, il mancato adempimento ai rilievi comporta il rigetto delle domande e delle istanze connesse, il rilievo deve essere comunicato al richiedente.

    4. Quando il termine sia decorso senza che sia pervenuta risposta ai rilievi, la domanda o l’istanza è respinta con provvedimento, da notificare al titolare della domanda stessa o dell’istanza con raccomandata con avviso di ricevimento. Tuttavia, se il rilievo concerne la rivendicazione di un diritto di priorità, la mancata risposta comporta esclusivamente la perdita di tale diritto.

    5. La domanda di privativa per nuova varietà vegetale è rifiutata: a) in caso di mancata risposta ai rilievi dell’ufficio e del Ministero delle politiche agricole e forestali nei termini stabiliti; b) in caso di mancata consegna dei materiali per le prove varietali ai sensi dell’articolo 165, comma 1, lettera c), salvo che la mancata consegna sia dipesa da causa di forza maggiore; c) in caso di assenza di uno dei requisiti previsti dall’articolo 170, comma 1, lettera d).

    6. Se la domanda di privativa per nuova varietà vegetale non è accolta o se essa è ritirata, il compenso dovuto per i controlli tecnici è rimborsato solo quando non siano già stati avviati i controlli tecnici suddetti.

    7. Prima di respingere in tutto o in parte una domanda o una istanza ad essa connessa, per motivi che non siano stati oggetto di rilievi ai sensi del comma 1, l’Ufficio italiano brevetti e marchi assegna al richiedente il termine di due mesi per formulare osservazioni. Scaduto detto termine, se non sono state presentate osservazioni o l’Ufficio ritiene di non potere accogliere quelle presentate, la domanda o l’istanza è respinta in tutto o in parte.

    8. Per le domande di brevetto internazionale l’Ufficio italiano brevetti e marchi, compiuto l’accertamento di cui all’articolo 14 del Trattato di cooperazione in materia di brevetti del 19 giugno 1970, ratificato con legge 26 maggio 1978, n. 260 , invita il richiedente ad effettuare le eventuali correzioni … , fissando all’uopo un termine non superiore a mesi tre, ferma restando l’osservanza del termine per la trasmissione dell’esemplare originale della domanda internazionale, previsto dalla regola 22 del regolamento di esecuzione del Trattato di cooperazione in materia di brevetti. L’Ufficio italiano brevetti e marchi dichiara che la domanda s’intende ritirata nelle ipotesi previste dall’articolo 14 del Trattato di cooperazione in materia di brevetti.

    9. Qualora la domanda sia accolta, l’Ufficio italiano brevetti e marchi provvede alla concessione del titolo.

    10. I fascicoli degli atti e dei documenti relativi alle domande di brevettazione o di registrazione , nonché le raccolte dei titoli di proprietà industriale e le raccolte delle domande sono conservati dall’Ufficio italiano brevetti e marchi fino a dieci anni dopo l’estinzione dei diritti corrispondenti. Dopo la scadenza di tale termine l’Ufficio può distruggere i fascicoli anche senza il parere dell’Archivio centrale di Stato, previa acquisizione informatica su dispositivi non alterabili degli originali, degli atti e dei documenti in essi contenuti .

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