Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Call Center e BPO (Assocontact)

CCNL Call Center e BPO: maternità, paternità e congedi 2026

La tutela della genitorialità nel CCNL Telecomunicazioni CRM/BPO: integrazione al 100% del congedo di maternità, congedo paterno obbligatorio, congedi parentali ad ore e le novità del rinnovo novembre 2025.

In sintesi

Il CCNL Telecomunicazioni CRM/BPO integra l’indennità INPS al 100% della retribuzione durante il congedo obbligatorio di maternità. Il congedo di paternità obbligatorio è di 10 giorni retribuiti (20 per gemelli). I congedi parentali sono fruibili ad ore (fino al 50% dell’orario settimanale). Durante la maternità maturano integralmente ferie, tredicesima e TFR. Il CCNL vieta il lavoro notturno in gravidanza e fino al primo anno di vita del figlio.

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Dati contrattuali

CCNL applicabile
Telecomunicazioni – Parte speciale CRM/BPO
Parti firmatarie
Asstel (Assotelecomunicazioni) · Slc-Cgil · Fistel-Cisl · Uilcom-Uil
Ultimo rinnovo
11 novembre 2025
Vigenza
Trienni 2023-2025 e 2026-2028
Ambito
Aziende di outsourcing call center, CRM e Business Process Outsourcing

Tabella riepilogativa

Tutele per la genitorialità – CCNL Telecomunicazioni CRM/BPO
Istituto Durata/quantità Trattamento economico
Congedo obbligatorio di maternità 5 mesi (2 pre-parto + 3 post-parto, o flessibile) Integrazione CCNL al 100% della retribuzione
Congedo obbligatorio di paternità 10 giorni (20 per parto plurimo) Retribuito al 100%; fruibile entro 5 mesi dalla nascita
Congedo parentale (facoltativo) Fino a 6 mesi ciascun genitore (max 11 mesi totali) 30% della retribuzione per i periodi legali
Congedo parentale ad ore Fino al 50% dell’orario settimanale Trattamento proporzionale
Anticipazione TFR per maternità Fino al 70% del TFR maturato Anticipazione straordinaria
Lavoro notturno in gravidanza Vietato dalla gravidanza al 1° anno del figlio

Il congedo obbligatorio di maternità: tutela legale e integrazione contrattuale

Il congedo obbligatorio di maternità è disciplinato dalla legge dalla d.lgs. 151/2001 (Testo Unico maternità). Dura complessivamente 5 mesi: 2 mesi prima del parto (o flessibilmente 1 mese prima e 4 dopo) e 3 mesi dopo il parto. Durante questo periodo:

  • l’INPS eroga un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera;
  • il CCNL Telecomunicazioni integra questa indennità fino al 100% della normale retribuzione, a carico del datore di lavoro;
  • maturano integralmente ferie, tredicesima mensilità e TFR;
  • il licenziamento è vietato dalla gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del figlio (art. 54, d.lgs. 151/2001).

Legge vs. contratto: l’indennità INPS di base è all’80%. È il CCNL che integra il residuo 20%, garantendo la retribuzione piena. In assenza di CCNL applicato, la lavoratrice percepirebbe solo l’80%.

Il congedo di paternità obbligatorio

Il d.lgs. 105/2022 ha reso strutturale il congedo obbligatorio di paternità, portandolo a 10 giorni (20 per gemelli o parto plurimo). Il CCNL del novembre 2025 ha ribadito e rafforzato questa tutela. Il padre:

  • può fruire dei 10 giorni anche in giornate non consecutive;
  • deve fruirne entro i 5 mesi dalla nascita del figlio (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione);
  • percepisce il 100% della retribuzione per l’intera durata del congedo;
  • può fruire di 1 giorno aggiuntivo facoltativo in alternativa alla madre.

Congedi parentali e fruizione ad ore

I congedi parentali (d.lgs. 151/2001, art. 32 e ss.) possono essere fruiti da ciascun genitore fino a 6 mesi (il limite complessivo di entrambi è 11 mesi). Il trattamento economico legale è al 30% della retribuzione per i periodi fruiti entro i 6 anni di vita del figlio.

Il rinnovo del novembre 2025 ha previsto la fruizione ad ore: i congedi parentali possono essere fruiti in misura non superiore al 50% dell’orario settimanale individuale. Questa possibilità, introdotta dal d.lgs. 105/2022 e recepita e migliorata dal CCNL, consente al lavoratore di ridurre l’orario invece di assentarsi per giornate intere, con notevole flessibilità nella gestione della famiglia.

Divieto di lavoro notturno in gravidanza

L’art. 53 del d.lgs. 151/2001 vieta il lavoro notturno per le lavoratrici dall’accertamento della gravidanza fino al compimento di un anno di vita del figlio. Per i call center che operano su turni notturni, questo significa che la lavoratrice deve essere spostata su turni diurni. Il CCNL non deroga a questa norma imperativa di legge.

Anticipazione del TFR per spese legate alla maternità

Ai sensi dell’art. 2120 c.c., il lavoratore può richiedere un’anticipazione del TFR, non superiore al 70% del TFR maturato, per spese legate alla maternità o all’adozione. La richiesta può essere presentata una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e richiede almeno 8 anni di anzianità. Il CCNL può prevedere condizioni di miglior favore su anzianità o quota anticipabile (verificare testo contrattuale vigente).

Casi pratici

Tizio – Padre che usa il congedo paterno a giorni separati
Tizio lavora su turni in un call center e la compagna partorisce il 5 marzo 2026. Ha diritto a 10 giorni di congedo paterno obbligatorio entro i 5 mesi successivi. Sceglie di frazionare i giorni: ne usa 4 subito dopo il parto, poi altri 3 un mese dopo per un ricovero del neonato, e i restanti 3 quando la compagna riprende il lavoro. In tutti questi giorni percepisce il 100% della retribuzione.
Caia – Maternità e turni notturni
Caia lavora sul turno notturno (22:00-6:00) e comunica al datore di essere incinta alla 12ª settimana. Il datore è tenuto a spostarla immediatamente su un turno diurno, senza riduzione della retribuzione. Caia fruisce del congedo obbligatorio di maternità dal 2° mese prima del parto; per i 5 mesi del congedo percepisce il 100% della retribuzione grazie all’integrazione contrattuale. Al rientro, può continuare a lavorare in turno diurno fino al compimento del 1° anno di vita del figlio.
Sempronio – Congedo parentale ad ore
Sempronio riprende il lavoro dopo il congedo paterno e vuole stare vicino al figlio di 4 mesi anche durante il lavoro. Tramite la nuova previsione contrattuale, richiede il congedo parentale ad ore: riduce il proprio orario settimanale di 20 ore (50% di 40) per 3 mesi. In queste ore percepisce il 30% della retribuzione ordinaria. Questo gli consente di accudire il figlio nel pomeriggio senza assentarsi a giornate intere.

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Domande frequenti

Il CCNL Telecomunicazioni integra la maternità al 100%?
Sì. Durante il congedo obbligatorio di maternità (5 mesi), l’integrazione CCNL porta il trattamento complessivo (INPS + datore) al 100% della normale retribuzione.
Quanti giorni di congedo paterno spettano?
10 giorni obbligatori retribuiti al 100% (20 in caso di parto plurimo), fruibili entro 5 mesi dalla nascita, anche in giornate non consecutive.
I congedi parentali possono essere fruiti ad ore?
Sì. Il rinnovo 2025 consente la fruizione ad ore fino al 50% dell’orario settimanale. Il trattamento economico è al 30% della retribuzione per i periodi legali.
La lavoratrice incinta può lavorare di notte in un call center?
No. Il d.lgs. 151/2001 vieta il lavoro notturno dalla gravidanza al compimento del 1° anno di vita del figlio. Il datore deve spostare la lavoratrice su turni diurni.
La maternità sospende il contratto a termine?
Sì. Il contratto a termine non può essere risolto durante la maternità; si prolunga fino al termine del congedo obbligatorio. La lavoratrice è protetta da licenziamento dalla gravidanza fino al 1° anno del figlio.

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Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Telecomunicazioni dell’11 novembre 2025. La disciplina della maternità si basa sul d.lgs. 151/2001 integrato dalle previsioni contrattali. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

In sintesi

  • Il congedo obbligatorio di maternita dura complessivamente 5 mesi (D.Lgs. 151/2001), con possibilita di flessibilita pre e post parto.
  • Il CCNL del settore integra l'indennita INPS fino al 100% della retribuzione durante il congedo obbligatorio.
  • Il congedo di paternita obbligatorio e riconosciuto per i giorni previsti dalla legge, retribuiti, fruibili nei mesi successivi alla nascita.
  • I congedi parentali sono fruibili anche a ore e durante la maternita maturano ferie, tredicesima e TFR.
  • Il licenziamento e vietato dalla gravidanza fino al compimento del primo anno di vita del figlio.
Indice dei contenuti

Il comparto dei call center e del business process outsourcing e ad alta presenza femminile e con forte incidenza del part-time: la tutela della genitorialita non e un istituto marginale ma un elemento centrale dell'organizzazione. Il CCNL applicabile costruisce su una base legale solida - il Testo Unico maternita, D.Lgs. 151/2001 - alcune migliorie significative, prima fra tutte l'integrazione dell'indennita fino al 100% della retribuzione.

Il congedo obbligatorio di maternita

Il congedo obbligatorio dura cinque mesi e copre il periodo a cavallo del parto: di norma due mesi prima e tre dopo, con la possibilita, su certificazione medica, di posticipare l'astensione (un mese prima e quattro dopo). Durante il congedo l'INPS eroga un'indennita parametrata alla retribuzione; il CCNL del settore la integra fino al 100% della normale retribuzione, a carico del datore. E un miglioramento concreto che azzera la perdita economica nel periodo di astensione obbligatoria.

Il divieto di licenziamento

Una delle tutele piu forti del D.Lgs. 151/2001 e il divieto di licenziamento che opera dall'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di eta del bambino. Il divieto e quasi assoluto: salvo ipotesi tassative come la giusta causa o la cessazione dell'attivita, il licenziamento intimato in questo periodo e nullo. La lavoratrice ha diritto alla reintegrazione e alle retribuzioni medio tempore maturate.

Maturazione degli istituti durante l'astensione

Il periodo di congedo obbligatorio non e tempo perso ai fini degli istituti retributivi: durante la maternita maturano regolarmente le ferie, la tredicesima mensilita e il TFR. Questo principio assicura che la genitorialita non penalizzi l'accumulo dei diritti economici e previdenziali, riconoscendo il congedo come periodo pienamente tutelato.

Il congedo di paternita

Accanto alla maternita, l'ordinamento riconosce al padre lavoratore un congedo obbligatorio retribuito, da fruire nei mesi successivi alla nascita, con durata maggiore in caso di parto plurimo. Si tratta di un diritto autonomo del padre, non sostitutivo della maternita, che concorre a una distribuzione piu equilibrata dei carichi di cura. Il numero esatto di giornate va verificato sulla normativa e sul CCNL vigenti, perche e stato progressivamente ampliato.

I congedi parentali e la fruizione a ore

Dopo il congedo obbligatorio, entrambi i genitori possono fruire del congedo parentale facoltativo, nei limiti complessivi e individuali di legge, con un'indennita per i periodi indennizzabili. Il CCNL del settore ne consente la fruizione anche a ore, fino a una quota dell'orario settimanale: una flessibilita preziosa in un lavoro organizzato su turni, che permette di conciliare la cura del figlio con la prosecuzione dell'attivita.

Il lavoro notturno in gravidanza

La normativa vieta di adibire al lavoro notturno la lavoratrice dalla gravidanza fino al primo anno di vita del figlio. Nei call center, dove le fasce serali e notturne sono frequenti, questa tutela impone al datore di riorganizzare i turni o di adibire la lavoratrice a mansioni diurne. Analoghe tutele riguardano le mansioni rischiose, da cui la lavoratrice in gravidanza va allontanata con eventuale spostamento ad altra attivita.

Domande frequenti

Quanto dura il congedo obbligatorio di maternita?

Cinque mesi complessivi, ai sensi del D.Lgs. 151/2001: di norma due prima e tre dopo il parto, con la possibilita, su certificazione medica, di un mese prima e quattro dopo.

Durante la maternita prendo lo stipendio pieno?

L'INPS eroga un'indennita parametrata alla retribuzione e il CCNL del settore la integra fino al 100% della normale retribuzione, a carico del datore, durante il congedo obbligatorio.

Posso essere licenziata in gravidanza?

No, salvo ipotesi tassative come la giusta causa o la cessazione dell'attivita. Il divieto opera dalla gravidanza fino al primo anno di eta del bambino e il licenziamento intimato in violazione e nullo.

Il congedo parentale si puo prendere a ore?

Si. Oltre alla fruizione a giornate, il CCNL del settore consente la fruizione a ore fino a una quota dell'orario settimanale, utile per chi lavora su turni.

Maturano ferie e tredicesima durante la maternita?

Si. Durante il congedo obbligatorio maturano regolarmente ferie, tredicesima e TFR: il periodo e pienamente tutelato anche ai fini degli istituti retributivi.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.