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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Come si calcola l'imposta di registro sulle locazioni

Quando si registra un contratto di affitto in regime ordinario (cioè senza optare per la cedolare secca), si deve versare l’imposta di registro: un tributo proporzionale calcolato sul canone annuo pattuito nel contratto. La parola ‘proporzionale’ significa che l’importo cresce al crescere del canone, al contrario dell’imposta fissa che rimane uguale a prescindere dai valori in gioco.

Per le locazioni abitative l’aliquota è il 2% del canone annuo. C’è però un minimo: se il 2% del canone dà un importo inferiore a 67 euro, si versa comunque 67 euro. Questa soglia minima serve a garantire un gettito minimo anche per i canoni molto bassi. L’imposta si paga sia alla registrazione iniziale sia per ogni annualità successiva, oppure in un’unica soluzione anticipata per tutta la durata del contratto, applicando uno sconto.

Chi paga? Di norma l’imposta si ripartisce al 50% tra locatore e conduttore. Nulla vieta che le parti si accordino diversamente nel contratto, ma il criterio legale è la metà ciascuno.

Esiste una via per azzerare del tutto questi costi: la cedolare secca. Se il locatore sceglie questo regime al momento della registrazione, non è dovuta né l’imposta di registro né quella di bollo per tutta la durata del contratto. È una semplificazione significativa, soprattutto per chi affitta immobili a uso abitativo. Per gli immobili strumentali (negozi, uffici, capannoni) le regole sono diverse e l’aliquota scende all’1%.

Aliquote imposta di registro sulle locazioni
Tipo di immobile / Regime Aliquota Minimo
Abitativo — regime ordinario 2% del canone annuo 67 euro
Abitativo — cedolare secca Non dovuta
Strumentale (uffici, negozi) 1%
Bollo (regime ordinario) Dovuto
Bollo (cedolare secca) Non dovuto

Esempio pratico

  • Tizio affitta il suo appartamento a Caio per 800 euro al mese: il canone annuo è 9.600 euro. L’imposta di registro in regime ordinario è il 2% di 9.600, pari a 192 euro. Tizio e Caio si dividono il costo: 96 euro ciascuno. Se Tizio avesse invece optato per la cedolare secca, entrambi avrebbero pagato zero euro di registro e zero di bollo.

Documenti necessari

  • Contratto di locazione registrato (copia per le parti)
  • Ricevuta del versamento dell’imposta di registro (modello F24 Elide o pagamento telematico)
  • Modello RLI con conferma di registrazione dall’Agenzia delle Entrate
  • Documentazione relativa all’opzione cedolare secca (se scelta)
  • Estratto conto dei versamenti per le annualità successive

Tizio affitta con regime ordinario e paga anno per anno

Scenario. Tizio affitta un bilocale a Caio per 750 euro al mese, canone annuo 9.000 euro. Non opta per la cedolare secca. Vuole capire quanto paga di registro e come.

Come si applica. L’imposta di registro è il 2% di 9.000 euro, pari a 180 euro. Tizio e Caio la dividono al 50%: 90 euro ciascuno. Al momento della registrazione si versa la prima annualità. Ogni anno successivo, entro 30 giorni dall’anniversario del contratto, va versata la stessa quota (eventualmente rivalutata se il canone è indicizzato). In alternativa, Tizio può versare in unica soluzione per tutta la durata del contratto e ottenere uno sconto sull’importo complessivo.

In pratica

  • Calcola il 2% del canone annuo: per 9.000 euro sono 180 euro
  • Dividi a metà con l’inquilino: 90 euro ciascuno ogni anno
  • Valuta il pagamento in unica soluzione se vuoi semplificare e risparmiare

Caio prende in affitto un negozio (immobile strumentale)

Scenario. Caio affitta un locale commerciale da usare come negozio. Il canone annuo pattuito è 12.000 euro. Non si applica la cedolare secca (che riguarda solo le abitazioni).

Come si applica. Per gli immobili strumentali l’aliquota è l’1%, non il 2%. L’imposta di registro sarà quindi il 1% di 12.000 euro, pari a 120 euro. La ripartizione tra locatore e conduttore segue le stesse regole: 50% ciascuno, salvo diverso accordo. Attenzione: se la locazione commerciale è soggetta a IVA per opzione del locatore, le regole cambiano (registro fisso, IVA proporzionale); in quel caso conviene farsi assistere da un professionista.

In pratica

  • Per i locali commerciali l’aliquota è 1%, non 2%
  • Su 12.000 euro di canone annuo: 120 euro di registro (60 euro a testa)
  • Se il contratto è soggetto a IVA, le regole sono diverse: rivolgiti a un commercialista

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Quanto si paga di imposta di registro per un affitto a 600 euro al mese?

Il canone annuo è 7.200 euro. L’imposta di registro è il 2% di 7.200, cioè 144 euro. Locatore e conduttore la dividono al 50%: 72 euro ciascuno per anno.

Esiste un importo minimo sotto il quale si paga comunque?

Sì. Anche se il 2% del canone annuo fosse inferiore, l’importo minimo da versare è 67 euro. Per esempio, con un canone annuo di 2.400 euro il 2% sarebbe 48 euro, ma si paga comunque 67 euro.

Con la cedolare secca si paga l'imposta di registro?

No. Con la cedolare secca l’imposta di registro e quella di bollo non sono dovute per tutto il periodo di validità dell’opzione. È uno dei principali vantaggi di questo regime.

Si può pagare il registro in unica soluzione invece che ogni anno?

Sì. Il locatore può versare in unica soluzione l’imposta relativa a tutta la durata del contratto, beneficiando di uno sconto. La convenienza dipende dalla durata del contratto e dall’importo.

Chi paga se il conduttore non versa la sua quota?

Il fisco può rivolgersi a entrambi, perché locatore e conduttore sono solidalmente responsabili. Se Caio non paga la sua metà, l’Agenzia delle Entrate può chiedere l’intero importo a Tizio, che poi potrà rivalersi sul conduttore.

Per un contratto di affitto breve (meno di 30 giorni) serve la registrazione?

I contratti di locazione di durata inferiore a 30 giorni complessivi nell’anno non sono soggetti all’obbligo di registrazione ordinaria. Si applicano però regole specifiche per le locazioni brevi a fini turistici.

Domande frequenti

Quanto si paga di imposta di registro per un affitto a 600 euro al mese?

Il canone annuo è 7.200 euro. L'imposta di registro è il 2% di 7.200, cioè 144 euro. Locatore e conduttore la dividono al 50%: 72 euro ciascuno per anno.

Esiste un importo minimo sotto il quale si paga comunque?

Sì. Anche se il 2% del canone annuo fosse inferiore, l'importo minimo da versare è 67 euro. Per esempio, con un canone annuo di 2.400 euro il 2% sarebbe 48 euro, ma si paga comunque 67 euro.

Con la cedolare secca si paga l'imposta di registro?

No. Con la cedolare secca l'imposta di registro e quella di bollo non sono dovute per tutto il periodo di validità dell'opzione. È uno dei principali vantaggi di questo regime.

Si può pagare il registro in unica soluzione invece che ogni anno?

Sì. Il locatore può versare in unica soluzione l'imposta relativa a tutta la durata del contratto, beneficiando di uno sconto. La convenienza dipende dalla durata del contratto e dall'importo.

Chi paga se il conduttore non versa la sua quota?

Il fisco può rivolgersi a entrambi, perché locatore e conduttore sono solidalmente responsabili. Se Caio non paga la sua metà, l'Agenzia delle Entrate può chiedere l'intero importo a Tizio, che poi potrà rivalersi sul conduttore.

Per un contratto di affitto breve (meno di 30 giorni) serve la registrazione?

I contratti di locazione di durata inferiore a 30 giorni complessivi nell'anno non sono soggetti all'obbligo di registrazione ordinaria. Si applicano però regole specifiche per le locazioni brevi a fini turistici.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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