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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Prassi e linee guida
  5. Casi pratici
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 2 TUI è la tavola dei diritti fondamentali dello straniero: a tutti, anche irregolari, spettano i diritti della persona umana previsti da norme interne, convenzioni e principi internazionali.
  • Allo straniero regolarmente soggiornante sono assicurati i diritti civili e l'eguaglianza di trattamento con il cittadino, salvo le riserve costituzionali e di legge per il cittadino italiano.
  • È sancito il diritto a un interprete nei procedimenti che lo riguardano quando non comprende la lingua italiana — principio chiave del giusto procedimento.
  • Lo straniero è parificato al cittadino nei rapporti con la P.A. e nell'accesso ai pubblici servizi, salvo Costituzione, leggi o trattati diversi.
  • Lo straniero è titolare dei diritti civili attribuiti al cittadino, salvo le convenzioni internazionali richiedano reciprocità.
  • L'articolo recepisce il principio personalista (art. 2 Cost.) e quello di eguaglianza sostanziale (art. 3 Cost.).

Testo dell'articoloVigente

1. Allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti.

Commento

La cornice valoriale: diritti della persona oltre la cittadinanza

L'art. 2 del T.U. Immigrazione costituisce la tavola assiologica dell'intero decreto. La sua collocazione subito dopo la norma sull'ambito di applicazione non è casuale: il legislatore vuole esplicitare che, prima ancora di disciplinare ingresso e soggiorno, la condizione dello straniero è ancorata a un nucleo irriducibile di diritti fondamentali. Il comma 1 garantisce «allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato» i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti.

Una tutela che prescinde dalla regolarità del soggiorno

L'espressione «comunque presente» è il cardine interpretativo del comma 1: i diritti fondamentali spettano allo straniero indipendentemente dalla regolarità della sua posizione amministrativa. È il principio costituzionale della dignità della persona (art. 2 Cost.) che lo impone: la Corte costituzionale ha più volte affermato (sent. 105/2001, 252/2001, 269/2010) che i diritti fondamentali costituiscono un patrimonio inalienabile, di cui anche lo straniero irregolare è titolare, sotto il profilo civile, sanitario, processuale e penale. Restano fuori dal nucleo «duro» soltanto i diritti tipicamente connessi alla cittadinanza: partecipazione politica nazionale, accesso a determinati uffici pubblici, diritto di voto.

L'eguaglianza di trattamento per lo straniero regolare

Il comma 2 estende allo straniero regolarmente soggiornante l'eguaglianza di trattamento con il cittadino italiano, nella titolarità e nell'esercizio dei diritti civili e nel rapporto con la pubblica amministrazione. La nozione di «regolare soggiorno» è quella dell'art. 5 TUI e seguenti. La parificazione opera salvi i casi in cui la stessa Costituzione, le leggi o le convenzioni internazionali ricolleghino determinati diritti alla cittadinanza italiana (accesso a cariche pubbliche, voto politico, alcune professioni protette). Si applica invece pienamente nei diritti civili classici (proprietà, contratti, famiglia, successione) e nei rapporti con la P.A. (accesso, procedimento, ricorso).

Il diritto all'interprete e al giusto procedimento

Il comma 6 sancisce che nei procedimenti amministrativi e giurisdizionali allo straniero che non comprende la lingua italiana è assicurato un interprete o un traduttore. È una proiezione dei principi del giusto processo (art. 111 Cost., art. 6 CEDU) e del giusto procedimento amministrativo (art. 7 L. 241/1990, oggi rafforzato dalla giurisprudenza europea sul diritto di difesa nei procedimenti di rimpatrio). La traduzione degli atti di espulsione, in particolare, è oggetto di costante attenzione della giurisprudenza di legittimità: la mancata traduzione comporta nullità dell'atto se incide sulla concreta possibilità di difesa.

Reciprocità e diritti civili

Il comma 2, secondo periodo, condiziona alcuni diritti civili alla condizione di reciprocità prevista dall'art. 16 disp. prel. c.c. La reciprocità è stata progressivamente svuotata di rilievo pratico dalla giurisprudenza, che ne ha escluso l'applicazione ai diritti inviolabili (Cass. SS.UU., orientamento consolidato) e l'ha mantenuta solo per posizioni patrimoniali non assistite da tutela costituzionale (ad es. determinate forme societarie per cittadini di Stati con cui non vi sono accordi). Per gli stranieri titolari di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno la reciprocità non opera: la legge presume l'integrazione del soggetto nel mercato civile interno.

Diritti culturali, religiosi e partecipazione

L'art. 2 al comma 5 promuove il rispetto delle differenze culturali e linguistiche degli stranieri, riconoscendo la libertà di mantenere e sviluppare la propria identità. Il dialogo con il principio di laicità dello Stato (sent. cost. 203/1989) si manifesta nel riconoscimento della libertà religiosa per culti diversi da quelli con cui lo Stato ha stipulato intese. Sul piano della partecipazione politica, il T.U. recepisce la Convenzione di Strasburgo del 1992 sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica locale. L'art. 2 riconosce diritti sindacali, di associazione, di petizione, di accesso alle informazioni.

Massime giurisprudenziali

Corte Cost., sent. n. 250/2010

La Corte costituzionale si è pronunciata sulla legittimità del reato di clandestinità (art. 10-bis TUI), affermando la necessità del rispetto dei princìpi di proporzionalità e ragionevolezza.

Perché è importante: Reato di ingresso e soggiorno illegale

Prassi e linee guida

Disciplina generale · Immigrazione e asilo

Hub del Ministero dell'Interno su politiche migratorie, ingresso, soggiorno e asilo.

Leggi il documento su www.interno.gov.it

Politiche · Politiche migratorie

Indirizzi del Governo in materia di politiche migratorie e cooperazione internazionale.

Leggi il documento su www.governo.it

Casi pratici

Caso 1: Tizio: straniero irregolare al pronto soccorso

Tizio, privo di permesso di soggiorno, si presenta al pronto soccorso per una frattura. In virtù dell'art. 2 comma 1 TUI e dell'art. 35 TUI ha diritto alle cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o essenziali: gli operatori non possono segnalarlo come irregolare.

Caso 2: Caio: ricorso contro espulsione senza interprete

Caio riceve decreto di espulsione redatto solo in italiano. Non parla italiano. L'art. 2 c. 6 TUI e l'art. 13 c. 7 TUI impongono traduzione in lingua nota o veicolare: l'atto è nullo, il giudice di pace lo annulla.

Caso 3: Sempronio: divieto di voto politico

Sempronio, albanese con carta di soggiorno UE da 10 anni in Italia, chiede di votare alle politiche. L'art. 2 c. 2 TUI riconosce parità nei diritti civili ma non in quelli politici nazionali: la riserva di cittadinanza per il voto resta intangibile ex artt. 48 e 51 Cost.

Caso 4: Commento applicativo

L'art. 2 distingue tre cerchi: (1) diritti inviolabili della persona — spettano a tutti, regolari o no; (2) diritti civili e di P.A. — pieni per regolari, ridotti per irregolari; (3) diritti politici nazionali — riservati al cittadino italiano. La parificazione opera tipicamente nel diritto del lavoro, nella famiglia, nelle prestazioni assistenziali.

Domande frequenti

Quali diritti spettano allo straniero irregolare?

Gli spettano i diritti fondamentali della persona umana: vita, salute essenziale, dignità, difesa nel procedimento, libertà personale, divieto di tortura. Il comma 1 dell'art. 2 TUI parla espressamente di straniero «comunque presente».

Lo straniero regolare ha gli stessi diritti del cittadino italiano?

Sì, nei diritti civili e nei rapporti con la P.A. Restano esclusi i diritti politici nazionali e le posizioni che la Costituzione o la legge riservano espressamente al cittadino, come il voto politico o l'accesso a determinati uffici pubblici.

È previsto il diritto all'interprete?

Sì. Il comma 6 assicura allo straniero che non comprende la lingua italiana un interprete o un traduttore nei procedimenti che lo riguardano. La mancata traduzione di un atto di espulsione ne determina la nullità se compromette la difesa.

Cos'è la condizione di reciprocità?

È la clausola che subordina determinati diritti civili dello straniero alla circostanza che il suo Stato di origine riconosca pari trattamento al cittadino italiano. Per gli stranieri regolarmente soggiornanti è oggi marginale e non si applica ai diritti inviolabili.

Lo straniero può fare ricorso contro la P.A.?

Sì. L'art. 2 lo parifica al cittadino nei rapporti con la P.A.: ha diritto di accedere agli atti, partecipare al procedimento, proporre ricorso amministrativo o giurisdizionale. Le tutele del giusto procedimento ex L. 241/1990 si applicano integralmente.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 52 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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