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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

Testo dell'articoloIn aggiornamento

Patto di non concorrenza: accordo con cui il lavoratore si impegna, dopo la cessazione del rapporto di lavoro, a non svolgere attivita concorrenziali nei confronti dell’ex datore di lavoro, dietro corrispettivo specifico.

Significato giuridico

Il patto di non concorrenza e disciplinato dall’art. 2125 c.c. Requisiti di validita a pena di nullita: forma scritta; specifica indicazione dei limiti di oggetto (tipologia di attivita), tempo (durata massima: 5 anni per dirigenti, 3 anni per altri lavoratori) e luogo (territorio specificato); corrispettivo a favore del lavoratore di entita non simbolica (giurisprudenza richiede congruita, valutata caso per caso, di solito non inferiore al 30-50% della retribuzione annua). Tutti i requisiti sono cumulativi: la mancanza di uno solo determina la nullita del patto. Tutela bilanciamento tra liberta di iniziativa economica del lavoratore (art. 41 Cost.) e tutela dei segreti aziendali / know-how del datore. Patto stipulabile in costanza di rapporto o anche alla cessazione. Violazione: obbligo di restituzione del corrispettivo + risarcimento del danno + eventuale azione inibitoria.

Esempio pratico

Tizio, ingegnere informatico, viene assunto da una software house. Nel contratto e inserito patto di non concorrenza: per 2 anni dopo la cessazione, non puo svolgere attivita di sviluppo software in Lombardia e Veneto, dietro corrispettivo di 15.000 euro complessivi pagati a fine rapporto. Tizio rispetta il patto: dopo 2 anni e libero di svolgere qualsiasi attivita. Se Tizio viola il patto andando a lavorare per un competitor in Lombardia, deve restituire i 15.000 + risarcire il danno e cessare l’attivita.

Differenze con istituti simili

Si distingue dall’obbligo di fedelta (art. 2105 c.c.), che opera durante il rapporto e include il divieto di concorrenza ma cessa con il rapporto. Diverge dal patto di prova (art. 2096 c.c.), che riguarda la fase iniziale del rapporto. Si distingue dalla clausola di esclusiva, accordo durante il rapporto di non svolgere altre attivita per terzi. Le clausole di non sollecitazione sono accordi piu limitati (non assumere ex colleghi, non contattare ex clienti).

Riferimenti normativi

  • art. 2125 c.c. — patto di non concorrenza
  • art. 2105 c.c. — obbligo di fedelta
  • art. 41 Cost. — liberta di iniziativa economica
  • Cass. 20 marzo 2017 n. 7141 — congruita del corrispettivo
Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.