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La guida
TFR e fine rapporto nel CCNL Autoscuole
Come si calcola e si rivaluta il TFR, quando si può chiedere l'anticipo e cosa comprendono le competenze di fine rapporto per chi lavora nelle autoscuole.
Il TFR è un diritto di legge (art. 2120 c.c.) che il CCNL Autoscuole non può ridurre: si accantona ogni anno una quota pari alla retribuzione utile divisa per 13,5 e si rivaluta dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT. La base di computo del CCNL comprende minimo tabellare, scatti, superminimi, contingenza, tredicesima, quattordicesima e ogni importo fisso e continuativo. Può restare in azienda o essere conferito alla previdenza complementare (Priamo). È anticipabile fino al 70% a certe condizioni e viene liquidato, con tassazione separata, alla cessazione del rapporto.
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Cos'è il TFR
Il trattamento di fine rapporto (TFR) è la somma che spetta al lavoratore alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa. È disciplinato dall'art. 2120 del codice civile: si accantona ogni anno una quota e si rivaluta nel tempo. È un diritto di legge che il CCNL non può ridurre.
Come si calcola
La quota annua di TFR si ottiene dividendo la retribuzione utile dell'anno per 13,5. Il montante accumulato si rivaluta ogni anno con un coefficiente pari all'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Per il CCNL Autoscuole la base di computo è composta da: minimo tabellare, aumenti periodici di anzianità, aumenti di merito o superminimi, indennità di contingenza, tredicesima e quattordicesima, indennità di funzione per i quadri e qualsiasi altro importo retributivo erogato in maniera fissa e continuativa (sintesi 2017). Restano fuori i rimborsi spese e l'indennità di cassa o maneggio denaro, che non concorre al TFR; il periodo di preavviso, anche se sostituito dall'indennità, è computato ai fini del TFR.
| Elemento | Regola |
|---|---|
| Quota annua | Retribuzione utile annua diviso 13,5 |
| Rivalutazione | 1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT |
| Base di calcolo | Minimo, scatti, superminimi, contingenza, 13ª e 14ª, indennità di funzione dei quadri e altre voci fisse e continuative (CCNL); esclusi rimborsi spese e indennità di cassa |
| Erogazione | Alla cessazione del rapporto, con le competenze finali |
Nota: il TFR può essere mantenuto in azienda o destinato alla previdenza complementare; la scelta del lavoratore incide su rendimenti e regime fiscale.
TFR in azienda o alla previdenza complementare
Il lavoratore può scegliere se lasciare il TFR maturando in azienda oppure conferirlo a un fondo di previdenza complementare. Il conferimento è irreversibile; la permanenza in azienda consente di cambiare scelta in seguito. Fino al 30 giugno 2026 la scelta andava fatta entro sei mesi dall'assunzione; dal 1° luglio 2026 chi è alla prima assunzione è iscritto in automatico a una forma di previdenza complementare, salvo rinuncia entro 60 giorni (art. 8 c. 7 d.lgs. 252/2005). Per le autoscuole il CCNL 2023 prevede il fondo Priamo, con una quota contrattuale dell'1% della retribuzione a favore di tutti i lavoratori che si somma, per gli iscritti, all'1,50% a carico dell'azienda.
Anticipazioni del TFR
L'art. 2120 c.c. consente, a determinate condizioni, l'anticipazione del TFR fino al 70% del maturato, una sola volta nel corso del rapporto, a chi ha almeno otto anni di servizio, per spese sanitarie straordinarie o per l'acquisto della prima casa per sé o per i figli. Il contratto e gli accordi possono ampliare le ipotesi.
Erogazione e fisco
Il TFR viene liquidato con le competenze di fine rapporto, insieme alle ferie e ai permessi non goduti, alle mensilità aggiuntive maturate e all'eventuale indennità sostitutiva del preavviso. Il TFR è soggetto a tassazione separata, generalmente più favorevole rispetto alla tassazione ordinaria.
Casi pratici
Quanto TFR hai maturato?
Calcola il TFR netto: accantonamento annuo, rivalutazione ISTAT e tassazione separata, partendo dalla retribuzione del tuo CCNL.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR?
Si accantona ogni anno una quota pari alla retribuzione utile annua divisa per 13,5; il montante si rivaluta dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento ISTAT. È la regola dell'art. 2120 c.c., valida a prescindere dal CCNL.
Posso chiedere un anticipo del TFR?
Sì, a determinate condizioni: fino al 70% del maturato, una sola volta, con almeno otto anni di servizio, per spese sanitarie straordinarie o acquisto della prima casa. Contratto e accordi possono ampliare le ipotesi.
Conviene lasciare il TFR in azienda o in un fondo?
Dipende. Il conferimento alla previdenza complementare è irreversibile ma offre rendimenti potenziali e vantaggi fiscali; la permanenza in azienda mantiene la possibilità di scegliere in seguito. Dal 1° luglio 2026 i neoassunti alla prima assunzione sono iscritti in automatico, salvo rinuncia entro 60 giorni.
Il TFR spetta anche se mi dimetto?
Sì. Il TFR spetta alla cessazione del rapporto qualunque ne sia la causa: dimissioni, licenziamento, scadenza del termine o pensionamento.
Come viene tassato il TFR?
Il TFR è soggetto a tassazione separata, con un'aliquota legata alla media degli anni di accantonamento, generalmente più favorevole rispetto alla tassazione ordinaria del reddito.