Autore: Andrea Marton

  • Articolo 1983 Codice Civile: Controllo del debitore

    Articolo 1983 Codice Civile: Controllo del debitore

    Art. 1983 c.c. – Controllo del debitore

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Il debitore ha diritto di controllare la gestione e di averne il rendiconto alla fine della liquidazione, o alla fine di ogni anno se la gestione dura più di un anno.

    Se è stato nominato un liquidatore, questi deve rendere il conto anche al debitore.

  • Articolo 1984 Codice Civile: Liberazione del debitore

    Articolo 1984 Codice Civile: Liberazione del debitore

    Art. 1984 c.c. – Liberazione del debitore

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Se non vi è patto contrario, il debitore è liberato verso i creditori solo dal giorno in cui essi ricevono la parte loro spettante sul ricavato della liquidazione, e nei limiti di quanto hanno ricevuto.

  • Articolo 1985 Codice Civile: Recesso dal contratto

    Articolo 1985 Codice Civile: Recesso dal contratto

    Art. 1985 c.c. – Recesso del contratto

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Il debitore può recedere dal contratto offrendo il pagamento del capitale e degli interessi a coloro con i quali ha contrattato o che hanno aderito alla cessione. Il recesso ha effetto dal giorno del pagamento.

    Il debitore è tenuto al rimborso delle spese di gestione.

  • Articolo 1986 Codice Civile: Annullamento e risoluzione del contratto

    Articolo 1986 Codice Civile: Annullamento e risoluzione del contratto

    Art. 1986 c.c. – Annullamento e risoluzione del contratto

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La cessione può essere annullata se il debitore, avendo dichiarato di cedere tutti i suoi beni, ha dissimulato parte notevole di essi, ovvero se ha occultato passività o ha simulato passività inesistenti.

    La cessione può essere risoluta per inadempimento secondo le regole generali.

  • Articolo 1987 Codice Civile: Efficacia delle promesse

    Articolo 1987 Codice Civile: Efficacia delle promesse

    Art. 1987 c.c. – Efficacia delle promesse

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La promessa unilaterale di una prestazione non produce effetti obbligatori fuori dei casi ammessi dalla legge.

  • Art. 1988 c.c.: Promessa di pagamento e ricognizione di debito

    Art. 1988 c.c.: Promessa di pagamento e ricognizione di debito

    Art. 1988 c.c. – Promessa di pagamento e ricognizione di debito

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La promessa di pagamento o la ricognizione di un debito dispensa colui a favore del quale è fatta dall’onere di provare il rapporto fondamentale. L’esistenza di questo si presume fino a prova contraria.

  • Articolo 1989 Codice Civile: Promessa al pubblico

    Articolo 1989 Codice Civile: Promessa al pubblico

    Art. 1989 c.c. Promessa al pubblico

    In vigore

    Colui che, rivolgendosi al pubblico, promette una prestazione a favore di chi si trovi in una determinata situazione o compia una determinata azione, è vincolato dalla promessa non appena questa è resa pubblica. Se alla promessa non è apposto un termine, o questo non risulta dalla natura o dallo scopo della medesima, il vincolo del promittente cessa, qualora entro l’anno dalla promessa non gli sia stato comunicato l’avveramento della situazione o il compimento dell’azione prevista nella promessa.

  • Articolo 1990 Codice Civile: Revoca della promessa

    Articolo 1990 Codice Civile: Revoca della promessa

    Art. 1990 c.c. – Revoca della promessa

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La promessa può essere revocata prima della scadenza del termine indicato dall’articolo precedente solo per giusta causa, purché la revoca sia resa pubblica nella stessa forma della promessa o in forma equivalente.

    In nessun caso la revoca può avere effetto se la situazione prevista nella promessa si è già verificata o se l’azione è già stata compiuta.

  • Articolo 1991 Codice Civile: Cooperazione di più persone

    Articolo 1991 Codice Civile: Cooperazione di più persone

    Art. 1991 c.c. – Cooperazione di più persone

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Se l’azione è stata compiuta da più persone separatamente, oppure se la situazione è comune a più persone, la prestazione promessa, quando è unica, spetta a colui che per primo ne ha dato notizia al promittente.

  • Articolo 1992 Codice Civile: Adempimento della prestazione

    Articolo 1992 Codice Civile: Adempimento della prestazione

    Art. 1992 c.c. – Adempimento della prestazione

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Il possessore di un titolo di credito ha diritto alla prestazione in esso indicata verso presentazione del titolo, purché sia legittimato nelle forme prescritte dalla legge.

    Il debitore, che senza dolo o colpa grave adempie la prestazione nei confronti del possessore, è liberato anche se questi non è il titolare del diritto.

  • Articolo 1993 Codice Civile: Eccezioni opponibili

    Articolo 1993 Codice Civile: Eccezioni opponibili

    Art. 1993 c.c. Eccezioni opponibili

    In vigore

    Il debitore può opporre al possessore del titolo soltanto le eccezioni a questo personali, le eccezioni di forma, quelle che sono fondate sul contesto letterale del titolo, nonché quelle che dipendono da falsità della propria firma, da difetto di capacità o di rappresentanza al momento dell’emissione, o dalla mancanza delle condizioni necessarie per l’esercizio dell’azione. Il debitore può opporre al possessore del titolo le eccezioni fondate sui rapporti personali con i precedenti possessori, soltanto se, nell’acquistare il titolo, il possessore ha agito intenzionalmente a danno del debitore medesimo.

    Spiegazione

    Il debitore di un titolo di credito può opporre al possessore solo: le eccezioni a lui personali, quelle di forma, quelle fondate sul contesto letterale del titolo e quelle di falsità della firma, difetto di capacità o di rappresentanza. Non può opporre le eccezioni personali verso i precedenti possessori, salvo che il possessore abbia agito intenzionalmente a suo danno.

    Come funziona e quando si applica

    È la regola dell’autonomia e dell’astrattezza dei titoli di credito: chi acquista il titolo in buona fede è immune dalle vicende dei rapporti precedenti. Distingue le «eccezioni reali» (opponibili a tutti) dalle «eccezioni personali» (solo verso una determinata persona).

    Esempio pratico

    Chi ha emesso un assegno non può opporre al portatore di buona fede le contestazioni che aveva nei confronti del primo prenditore.

    Domande frequenti

    Quali eccezioni può opporre chi ha firmato una cambiale o un assegno?

    Solo le eccezioni reali (di forma, dal testo del titolo, falsità/incapacità) e quelle personali al portatore attuale; non quelle verso i precedenti possessori, salvo dolo.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Articolo 1994 Codice Civile: Effetti del possesso di buona fede

    Articolo 1994 Codice Civile: Effetti del possesso di buona fede

    Art. 1994 c.c. – Effetti del possesso di buona fede

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformità delle norme che ne disciplinano la circolazione, non è soggetto a rivendicazione.

    Spiegazione

    Chi ha acquistato in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformità delle norme che ne disciplinano la circolazione, non è soggetto a rivendicazione. È la regola che protegge l’acquirente in buona fede dei titoli (assegni, cambiali, azioni).

    Come funziona e quando si applica

    Garantisce la sicurezza della circolazione cartolare: chi riceve il titolo rispettando la legge di circolazione (girata, consegna) acquista un diritto autonomo e non può vedersi sottrarre il titolo da chi ne fosse stato spogliato. È l’analogo, per i titoli, del ‘possesso vale titolo’ dei beni mobili (art. 1153).

    Esempio pratico

    Chi riceve un assegno tramite regolare girata, ignorando che era stato smarrito dal precedente possessore, non può essere costretto a restituirlo al primo proprietario.

    Domande frequenti

    Chi acquista in buona fede un titolo di credito è tutelato?

    Sì: non è soggetto a rivendicazione se ha rispettato le norme sulla circolazione del titolo.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.