Autore: Andrea Marton

  • Art. 5 D.Lgs. 23/2015 – Revoca del licenziamento

    Art. 5 D.Lgs. 23/2015 – Revoca del licenziamento

    D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23 – Tutele crescenti – contratto a tempo indeterminato

    1. Nell’ipotesi di revoca del licenziamento, purche’ effettuata entro il termine di quindici giorni dalla comunicazione al datore di lavoro dell’impugnazione del medesimo, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuita’, con diritto del lavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca, e non trovano applicazione i regimi sanzionatori previsti dal presente decreto.

  • Colf e badanti: inquadramento e livelli del CCNL Lavoro Domestico

    Guida pratica · Lavoro · Categorie e settori particolari

    In sintesi

    Il lavoro domestico è regolato dal CCNL specifico che distingue colf, badanti, baby-sitter e governanti in livelli (A, B, C, D) con retribuzioni tabellari, vitto e alloggio, tredicesima e contribuzione INPS Gestione domestici. Il datore familiare è equiparato a un piccolo imprenditore per gli obblighi contributivi.

    Riferimento normativo

    CCNL Lavoro Domestico (Fidaldo-Domina / Filcams-Fisascat); L. 339/1958

    Tabella riepilogativa

    Livelli del CCNL Lavoro Domestico (schema semplificato)
    Livello Profilo tipico Caratteristiche
    A Collaboratore domestico generico Pulizie, lavori di casa senza specializzazione
    B Collaboratore qualificato / baby-sitter base Cura bambini o anziani, esperienza richiesta
    C Badante / collaboratore specializzato Assistenza continuativa non sanitaria, autonomia
    D Governante / assistente familiare esperto Gestione autonoma della casa o assistenza specialistica

    Chi è il datore di lavoro domestico

    Il datore di lavoro domestico è la famiglia (o il singolo nucleo familiare) che impiega colf, badanti, baby-sitter o governanti a uso privato. Nonostante non sia un imprenditore, ha gli stessi obblighi del datore ordinario: comunicazione al CPI (solo per rapporti superiori alle 10 ore settimanali), versamento dei contributi INPS alla Gestione domestici trimestralmente, applicazione del CCNL e rilascio del cedolino paga.

    Retribuzione, vitto e alloggio

    La retribuzione è definita dalle tabelle del CCNL in base al livello e all’orario. I lavoratori conviventi hanno diritto a vitto e alloggio, il cui valore convenzionale è stabilito dal CCNL e può essere dedotto parzialmente dalla retribuzione in natura. Spettano tredicesima (e a volte quattordicesima), ferie annuali (26 giorni per i conviventi, 20 giorni per i non conviventi), riposo settimanale di 36 ore consecutive (inclusa la domenica) e indennità sostitutiva se il riposo non è goduto.

    Contribuzione INPS e adempimenti del datore

    I contributi alla Gestione domestici si versano a scadenza trimestrale (gennaio, aprile, luglio, ottobre) tramite il MAV o i canali INPS online. La quota è divisa tra datore e lavoratore; l’importo dipende dall’orario settimanale contrattuale e varia in base alle fasce orarie definite annualmente dall’INPS. Il lavoratore domestico matura pensione, indennità di malattia e di maternità dall’INPS e TFR a carico del datore.

    Casi pratici

    Tizio – assunzione di una colf per 10 ore settimanali

    Tizio assume una colf per pulire la casa due volte a settimana: essendo il rapporto superiore alle 10 ore settimanali, deve comunicare l’assunzione al CPI, applicare il CCNL livello A e versare i contributi INPS ogni trimestre. Al termine del rapporto dovrà corrispondere il TFR.

    Caia – badante convivente al livello C

    Caia assume una badante per assistere sua madre anziana: il contratto è full time con convivenza. La badante è inquadrata al livello C, ha diritto a vitto e alloggio gratuiti (con valore convenzionale CCNL), 26 giorni di ferie all’anno e 36 ore di riposo settimanale consecutive.

    Sempronio – contributi non versati e sanzioni

    Sempronio non ha versato i contributi alla Gestione domestici per due anni. L’INPS, su segnalazione della lavoratrice, contesta il mancato versamento: Sempronio deve saldare i contributi arretrati maggiorati delle sanzioni civili e degli interessi.

    Domande frequenti

    Quante ore settimanali richiedono la comunicazione al CPI?

    Il contratto di lavoro domestico superiore a 10 ore settimanali deve essere comunicato al Centro per l’Impiego.

    Quando si versano i contributi INPS per la colf?

    A cadenza trimestrale: entro il 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio e 10 ottobre, tramite MAV o canali INPS online.

    La badante convivente ha diritto a riposi?

    Sì: 36 ore consecutive di riposo settimanale, di norma domenica. Se il riposo non è goduto spetta un’indennità sostitutiva prevista dal CCNL.

    Come si calcola il TFR per la colf?

    Con la stessa formula del TFR ordinario (retribuzione utile divisa per 13,5), ma considerando la retribuzione del CCNL domestico, compreso il valore convenzionale di vitto e alloggio se spettanti.

    Cosa succede se il datore non assume regolarmente il lavoratore domestico?

    Il rapporto di lavoro in nero espone il datore alle sanzioni per lavoro irregolare, al recupero dei contributi evasi con sanzioni civili e, in certi casi, a responsabilità penale.

    Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 92 CPI – Registrazione

    Art. 92 CPI – Registrazione

    D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

    1. La topografia dei prodotti a semiconduttori è proteggibile a condizione che: a) ne sia richiesta la registrazione in Italia ovvero, qualora la topografia sia stata oggetto di precedente sfruttamento commerciale ovunque nel mondo, ne sia richiesta la registrazione entro il termine di due anni dalla data di tale primo sfruttamento, purché tale data sia precisata in apposita dichiarazione scritta. A tali effetti lo sfruttamento commerciale non comprende lo sfruttamento in condizioni di riservatezza nel quale non vi sia stata alcuna ulteriore distribuzione ai terzi, a meno che lo sfruttamento della topografia non avvenga secondo le condizioni di riservatezza imposte dall’adozione di misure ritenute necessarie alla tutela degli interessi essenziali della sicurezza nazionale e che si riferiscono alla produzione o al commercio di armi, munizioni e materiale bellico; b) al momento del primo sfruttamento commerciale o della richiesta di registrazione, il proprietario della topografia sia cittadino o persona giuridica italiana o, se straniero, sia rispondente ai requisiti indicati nell’articolo 3 del capo I.

    2. Il diritto di richiedere la registrazione si estingue con il decorso di quindici anni dalla data della prima fissazione o codificazione della topografia, ove essa non abbia formato oggetto di sfruttamento commerciale in una qualsiasi parte del mondo per lo stesso periodo. A tali effetti per sfruttamento commerciale si intende quello non comprensivo dello sfruttamento in condizione di riservatezza secondo le indicazioni contenute nel comma 1, lettera a).

  • Art. 273 Codice della Navigazione – Nomina di comandante della nave

    Art. 273 Codice della Navigazione – Nomina di comandante della nave

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    L'armatore nomina il comandante della nave e può in ogni momento dispensarlo dal comando.

  • Art. 251 Codice della Navigazione – Ufficio competente ad eseguire la pubblicità

    Art. 251 Codice della Navigazione – Ufficio competente ad eseguire la pubblicità

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    La pubblicità deve essere richiesta all'ufficio d'iscrizione della nave o del galleggiante. Tuttavia, se trattasi di nave maggiore, la pubblicità può essere richiesta all'ufficio marittimo o consolare del porto nel quale la nave si trova. A spese del richiedente, l'ufficio trasmette immediatamente all'ufficio di iscrizione della nave, per la trascrizione nella matricola, i documenti presentati.

  • Art. 72 L. 392/1978 – Mutamento della destinazione d’uso

    Art. 72 L. 392/1978 – Mutamento della destinazione d’uso

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    I nuovi contratti di locazione di immobili il cui uso venga mutato da quello preesistente di abitazione non possono prevedere, per un periodo di quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un canone superiore a quello di cui agli articoli 12 e 24, tranne che siano intervenute radicali trasformazioni dell’immobile stesso autorizzate ai sensi delle vigenti leggi.

  • Art. 20 L. 392/1978 – Vetusta’

    Art. 20 L. 392/1978 – Vetusta’

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    In relazione alla vetusta’ si applica un coefficiente di degrado per ogni anno decorrente dal sesto anno successivo a quello di costruzione dell’immobile e stabilito nel modo seguente: a) 1 per cento per i successivi quindici anni; b) 0,50 per cento per gli ulteriori trenta anni.

    Se si e’ proceduto a lavori di integrale ristrutturazione o di completo restauro dell’unita’ immobiliare, anno di costruzione e’ quello della ultimazione di tali lavori comunque accertato.

  • Art. 10 L. 898/1970 – Efficacia civile della sentenza di divorzio

    Art. 10 L. 898/1970 – Efficacia civile della sentenza di divorzio

    L. 1 dicembre 1970, n. 898 – Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio (divorzio)

    2. Lo scioglimento e la cessazione degli effetti civili del matrimonio, pronunciati nei casi rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 2 della presente legge, hanno efficacia, a tutti gli effetti civili, dal giorno dell’annotazione della sentenza.

  • Art. 276 Codice della Navigazione – Valutazione della nave

    Art. 276 Codice della Navigazione – Valutazione della nave

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Agli effetti della determinazione della somma limite si assume il valore della nave al momento in cui è richiesta la limitazione e non oltre la fine del viaggio, sempre che tale valore non sia né inferiore al quinto né superiore ai due quinti del valore della nave all'inizio del viaggio. Se il valore della nave al momento in cui è richiesta la limitazione è inferiore al minimo previsto dal comma precedente si assume la quinta parte del valore della nave all'inizio del viaggio. Se il valore della nave è superiore al massimo, si assumono i due quinti del valore all'inizio del viaggio.

  • Art. 226 Codice della Navigazione – Autorizzazione di servizi

    Art. 226 Codice della Navigazione – Autorizzazione di servizi

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    I servizi di trasporto, di rimorchio e di traino, non compresi fra i servizi di cui all'articolo precedente, sono sottoposti all'autorizzazione dell'autorità preposta all'esercizio della navigazione interna. Le forme e i limiti dell'autorizzazione sono determinati dal regolamento.

  • Art. 292 Codice della Navigazione – Comando della nave

    Art. 292 Codice della Navigazione – Comando della nave

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Il comando della nave può essere affidato soltanto a persone munite della prescritta abilitazione.

  • Congedo parentale 2026: durata, indennità e come richiederlo

    Guida pratica · Lavoro · Ferie e permessi

    In sintesi

    Ciascun genitore ha diritto a un congedo parentale fino al sesto anno di vita del figlio (undicesimo per adozioni). La durata complessiva è di dieci mesi, elevabili a undici se il padre ne fruisce almeno tre. Con il D.Lgs. 105/2022 alcuni periodi sono indennizzati all’80% e poi al 30% della retribuzione; la domanda si presenta all’INPS.

    Riferimento normativo

    D.Lgs. 151/2001, art. 32; D.Lgs. 105/2022

    Tabella riepilogativa

    Congedo parentale – durata e indennità (D.Lgs. 151/2001 come mod. da D.Lgs. 105/2022)
    Parametro Regola
    Durata per ciascun genitore Fino a 6 mesi (elevabili in caso di genitore solo)
    Durata complessiva 10 mesi totali (11 se il padre ne fruisce almeno 3)
    Età massima del figlio 6 anni (12 anni per misura oraria; 12/18 anni per adozione)
    Indennità – primo mese aggiuntivo padre 80% della retribuzione (dal 2024)
    Indennità – periodi ulteriori entro i 6 anni 30% della retribuzione
    Periodi oltre i 6 anni del figlio Non indennizzati (salvo reddito sotto soglia INPS)

    Durata e ripartizione tra i genitori

    Il congedo parentale spetta a ciascun genitore lavoratore dipendente per un massimo di sei mesi, con un totale complessivo di dieci mesi (elevabili a undici se il padre ne utilizza almeno tre, anche non continuativi). Il genitore solo può fruire fino a undici mesi. Il congedo può essere preso in modo continuativo o frazionato a ore, su base giornaliera o oraria secondo il CCNL.

    Indennità e novità del D.Lgs. 105/2022

    Dal 2024, grazie al D.Lgs. 105/2022, un mese aggiuntivo di congedo parentale indennizzato all’80% spetta al padre (o, in alternativa, all’altro genitore) entro il sesto anno del figlio. Gli ulteriori periodi di congedo fruiti entro i sei anni del figlio sono indennizzati al 30% della retribuzione. Oltre i sei anni il congedo è non retribuito, salvo reddito individuale sotto una soglia fissata annualmente dall’INPS.

    Come presentare la domanda

    La domanda si presenta all’INPS in via telematica (sportello online, patronato o Contact Center) prima dell’inizio del congedo – o entro 30 giorni in caso di urgenza. Occorre comunicare al datore il periodo con un preavviso minimo di cinque giorni (o diverso termine da CCNL). L’indennità è erogata dall’INPS direttamente o tramite il datore in conguaglio.

    Casi pratici

    Tizio – padre che fruisce dei 3 mesi per elevare il totale a 11

    Tizio, padre di un figlio di 2 anni, decide di fruire di tre mesi di congedo parentale. Così il totale familiare sale a undici mesi. Il suo primo mese aggiuntivo è indennizzato all’80%; i restanti due mesi al 30%.

    Caia – madre che fraziona il congedo a ore

    Caia preferisce fruire del congedo in forma oraria per accorciare le giornate di lavoro. Il suo CCNL prevede la frazionabilità; fa domanda all’INPS indicando le ore giornaliere e il datore è tenuto a concederle.

    Sempronio – genitore solo, figlio adottato

    Sempronio ha adottato un bambino di 5 anni e non ha un altro genitore lavoratore. Come genitore solo può fruire fino a undici mesi di congedo. Il limite di età è calcolato dall’ingresso in famiglia anziché dalla nascita, fino ai 18 anni.

    Domande frequenti

    Fino a che età del figlio si può prendere il congedo parentale?

    Fino ai 12 anni del figlio per il congedo a ore (misura oraria); per il congedo giornaliero indennizzato entro i 6 anni, non retribuito fino ai 12 anni (18 anni per adozioni).

    Quanto si percepisce durante il congedo parentale?

    Un mese aggiuntivo del padre è indennizzato all’80%. Gli altri periodi entro i 6 anni del figlio sono al 30%. Oltre i 6 anni non è di norma indennizzato.

    Si può interrompere il congedo parentale?

    Sì. Il lavoratore può rientrare anticipatamente comunicandolo al datore e all’INPS; i giorni non fruiti restano disponibili fino al limite di età.

    Il congedo parentale spetta anche ai lavoratori a tempo determinato?

    Sì, purché il rapporto sia ancora in corso al momento del congedo e il lavoratore abbia la necessaria anzianità assicurativa INPS.

    Il CCNL può migliorare le condizioni del congedo parentale?

    Sì. Molti CCNL prevedono periodi aggiuntivi o indennità integrative rispetto al minimo legale: occorre verificare il contratto applicato.

    Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.