Autore: Andrea Marton

  • Art. 44 DPR 495/1992 – Accessi in generale

    Art. 44 DPR 495/1992 – Accessi in generale

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. Ai fini dell'articolo 22 del codice, si definiscono accessi: a) le immissioni di una strada privata su una strada ad uso pubblico; b) le immissioni per veicoli da un'area privata laterale alla strada di uso pubblico.

    2. Gli accessi di cui al comma 1 si distinguono in accessi a raso, accessi a livelli sfalsati e accessi misti. Per gli accessi a raso e per quelli a livelli sfalsati valgono le corrispondenti definizioni di intersezione di cui all'articolo 3 del codice. Gli accessi misti presentano, al contempo, le caratteristiche degli accessi a raso e di quelli a livelli sfalsati.

  • Lavoro a turni e turni notturni: diritti e tutele

    Guida pratica · Lavoro · Orario di lavoro

    In sintesi

    Il lavoro a turni è una modalità organizzativa in cui più lavoratori si avvicendano sulle stesse postazioni nell’arco delle 24 ore. Chi effettua turni notturni è soggetto alle tutele specifiche previste dal D.Lgs. 66/2003 (visita medica, limite di 8 ore medie, diritto al trasferimento in caso di problemi di salute). Le maggiorazioni sono fissate dal CCNL.

    Riferimento normativo

    D.Lgs. 66/2003, artt. 1-2, 11-17

    Tabella riepilogativa

    Tutele per i lavoratori a turni e notturni
    Aspetto Regola
    Definizione lavoro a turni Avvicendamento di lavoratori sulle stesse postazioni in orari diversi nell’arco del giorno o della settimana
    Turno notturno: limite orario Max 8 ore medie nelle 24 ore (su periodo definito dal CCNL)
    Visita medica Obbligatoria prima e periodicamente per lavoratori notturni
    Inidoneità al turno notturno Diritto al trasferimento al turno diurno
    Maggiorazioni turni Fissate dal CCNL; la percentuale varia in base al contratto collettivo applicato

    Cos'è il lavoro a turni

    Per lavoro a turni si intende qualsiasi modalità di organizzazione del lavoro in cui i lavoratori si avvicendano sulle stesse postazioni o mansioni secondo una rotazione regolare, in orari diversi nell’arco del giorno o della settimana. I turni possono essere fissi (il lavoratore opera sempre nello stesso orario) o a rotazione (il lavoratore cambia turno periodicamente).

    Tutele specifiche per i turni notturni

    I lavoratori addetti a turni notturni sono soggetti alle tutele previste dagli artt. 11-17 del D.Lgs. 66/2003: visita medica preventiva e periodica; limite di 8 ore medie di lavoro notturno nelle 24 ore; diritto al trasferimento al turno diurno in caso di problemi di salute accertati dal medico competente. Il rifiuto del datore di adibire il lavoratore inidoneo ai turni diurni disponibili è illecito.

    Maggiorazioni e indennità turno

    La maggiorazione per il lavoro a turni è disciplinata dal CCNL: la percentuale varia in base al contratto collettivo applicato. Molti contratti distinguono tra indennità per turni notturni, festivi, domenicali e per turni avvicendati. Alcune categorie (ad esempio lavoratori con figli disabili) hanno diritto a essere esonerate da turni notturni o comunque a godere di priorità nella scelta del turno.

    Casi pratici

    Tizio – turno a rotazione settimanale

    Tizio ruota ogni settimana tra turno mattino (6-14), pomeriggio (14-22) e notte (22-6). Nei periodi di turno notturno è lavoratore notturno a tutti gli effetti: ha diritto alla visita medica periodica, all’indennità di turno notturno prevista dal CCNL e al limite di 8 ore medie notturne nelle 24 ore.

    Caia – inidoneità al turno notturno certificata

    Il medico competente certifica che Caia non è idonea al lavoro notturno per ragioni di salute. Il datore deve trasferirla al turno diurno disponibile senza riduzione della retribuzione. Se non esistono posizioni diurne equivalenti, dovrà valutare soluzioni alternative in accordo con le parti.

    Sempronio – richiesta di cambio turno

    Sempronio ha un figlio disabile e chiede di passare dal turno notturno a quello diurno. Il CCNL del suo settore prevede la priorità nell’assegnazione al turno diurno per chi assiste un familiare disabile: la richiesta va accolta compatibilmente con le esigenze organizzative.

    Domande frequenti

    Quanto vale la maggiorazione per i turni?

    La percentuale di maggiorazione varia in base al CCNL applicato: non esiste una percentuale fissa di legge. Consultare il proprio contratto collettivo per conoscere le indennità specifiche.

    Posso rifiutare il turno notturno?

    Se rientri nelle categorie escluse per legge (gravidanza, genitore solo con figli under 12, disabile a carico) puoi richiedere l’esonero. Altrimenti, se il turno notturno è parte dell’organizzazione aziendale prevista dal CCNL, il rifiuto potrebbe avere conseguenze disciplinari.

    Il lavoro a turni è uguale al lavoro notturno?

    No. Il lavoro a turni è una modalità organizzativa generale. Il lavoro notturno è uno specifico tipo di prestazione nelle ore notturne e ha una disciplina di tutela autonoma nel D.Lgs. 66/2003.

    Ogni quanto deve essere effettuata la visita medica per i lavoratori notturni?

    La periodicità è fissata dal medico competente e dal datore di lavoro nel piano di sorveglianza sanitaria. Di norma avviene almeno ogni due anni, ma può essere più frequente in base ai rischi specifici e alle condizioni di salute del lavoratore.

    I turni possono essere modificati unilateralmente dal datore?

    Il datore può modificare i turni nell’esercizio del potere organizzativo, ma nel rispetto del CCNL (preavviso, modalità di comunicazione) e senza violare i diritti acquisiti o le tutele di categorie protette.

    Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 4 DPR 602/1973 – Acconti d’imposta (abrogato)

    Art. 4 DPR 602/1973 – Acconti d’imposta (abrogato)

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    [Articolo abrogato dalla Legge del 02/12/1975 n. 576, art. 16]

  • Art. 43 L. 392/1978 – Improcedibilita’ della domanda sul canone

    Art. 43 L. 392/1978 – Improcedibilita’ della domanda sul canone

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    La domanda concernente controversie relative alla determinazione, all’aggiornamento e all’adeguamento del canone non puo’ essere proposta se non e’ preceduta dalla domanda di conciliazione di cui all’articolo seguente.

    L’improcedibilita’ e’ rilevabile, anche d’ufficio, in ogni stato e grado del procedimento.

  • Art. 169 TUIR: Accordi internazionali

    Art. 169 TUIR: Accordi internazionali

    Art. 169 TUIR – Accordi internazionali (ex art. 128)

    In vigore dal 01/01/2004

    Modificato da: Decreto legislativo del 12/12/2003 n. 344 Articolo 1

    “1. Le disposizioni del presente testo unico si applicano, se piu’ favorevoli al contribuente, anche in deroga agli accordi internazionali contro la doppia imposizione.”

  • Art. 18 D.Lgs. 151/2001 – Sanzioni per violazione divieto di lavoro

    Art. 18 D.Lgs. 151/2001 – Sanzioni per violazione divieto di lavoro

    D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità

    1. Il datore di lavoro che adibisce al lavoro lavoratrici durante il periodo di divieto di cui agli articoli 16 e 17, ovvero che non ottemperi ai provvedimenti dell’ispettorato del lavoro di cui all’articolo 17, è punito con l’arresto fino a sei mesi.

  • Art. 62 DPR 495/1992 – Aree di servizio destinate a parcheggio e sosta

    Art. 62 DPR 495/1992 – Aree di servizio destinate a parcheggio e sosta

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. Le aree di servizio destinate al parcheggio ed alla sosta dei veicoli devono essere dotate di un'area apposita per il parcheggio, con indicazioni, a mezzo di strisce longitudinali bianche a terra, dei singoli posti macchina. Tale area deve essere munita del segnale di parcheggio, come stabilito dal presente regolamento.

    2. Esse devono essere dotate, inoltre, di area destinata alla sosta, con spazi destinati alla medesima, con zona a verde e devono essere attrezzate con camminamenti pedonali, sedili e, se possibile, con punti per picnic. Devono essere dotate, altresì, di adeguati servizi igienici collettivi e di contenitori per la raccolta differenziale dei rifiuti.

  • Art. 68 L. 392/1978 – Aumenti del canone commerciale in proroga

    Art. 68 L. 392/1978 – Aumenti del canone commerciale in proroga

    L. 27 luglio 1978, n. 392 – Disciplina delle locazioni di immobili urbani (equo canone)

    Nei contratti di locazione o sublocazione di cui al precedente articolo il canone corrisposto dal conduttore, calcolato al netto degli oneri accessori, puo’ essere a richiesta del locatore, aumentato a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di entrata in vigore della presente legge per il restante periodo di durata del contratto, nelle misure seguenti: 1) non superiore al 15 per cento all’anno, per i contratti stipulati anteriormente al 31 dicembre 1964; 2) non superiore al 10 per cento all’anno per i contratti stipulati fra il 1 gennaio 1965 ed il 31 dicembre 1973; 3) non superiore al 5 per cento all’anno per i contratti stipulati dopo il 31 dicembre 1973.

  • Art. 15-bis L. 354/1975 – Giustizia riparativa

    Art. 15-bis L. 354/1975 – Giustizia riparativa

    Legge 26 luglio 1975, n. 354 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà

    1. In qualsiasi fase dell’esecuzione, l’autorità giudiziaria può disporre l’invio dei condannati e degli internati, previa adeguata informazione e su base volontaria, ai programmi di giustizia riparativa.

    2. La partecipazione al programma di giustizia riparativa e l’eventuale esito riparativo sono valutati ai fini dell’assegnazione al lavoro all’esterno, della concessione dei permessi premio e delle misure alternative alla detenzione previste dal capo VI, nonché della liberazione condizionale. Non si tiene conto in ogni caso della mancata effettuazione del programma, dell’interruzione dello stesso o del mancato raggiungimento di un esito riparativo.

  • Art. 331 Codice della Navigazione – Arruolamento del comandante in luogo ove non si trova l’armatore

    Art. 331 Codice della Navigazione – Arruolamento del comandante in luogo ove non si trova l’armatore

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    L'armatore può procedere all'arruolamento del comandante anche mediante dichiarazione, resa al comandante del porto o all'autorità consolare del luogo dove egli si trova, e contenente gli estremi indicati nell'articolo seguente. La detta autorità trasmette telegraficamente, a spese dell'armatore, gli estremi della dichiarazione all'autorità marittima o consolare del porto dove si trova la nave sulla quale il comandante deve prendere imbarco. Con la dichiarazione di accettazione da parte del comandante, resa all'autorità del porto d'imbarco, si perfeziona il contratto di arruolamento.

  • Cessazione e pensione Funzioni Centrali 2026

    CCNL Funzioni Centrali (Pubblico Impiego)

    In sintesi

    Il dipendente Funzioni Centrali può cessare per: pensione di vecchiaia (67 anni, 20 di contributi), anticipata (42 anni 10 mesi uomini, 41 anni 10 mesi donne), Quota 103 (62 anni + 41 contributi), Opzione Donna PA. Dimissioni volontarie possibili con preavviso (2 mesi area Operatori-Assistenti, 3 mesi Funzionari-EP). Risoluzione consensuale ammessa con incentivo facoltativo.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · CGIL FP · CISL FP · UIL PA · CONFSAL UNSA · CISAL FIALP
    Ultimo rinnovo
    9 maggio 2024 (CCNL 2022-2024, sottoscrizione definitiva)
    Vigenza
    Parte normativa fino al 31 dicembre 2024 (in regime di ultrattività); negoziato 2025-2027 in apertura
    Platea
    ~250.000 dipendenti pubblici di Ministeri, Agenzie fiscali (Entrate/Dogane), Enti pubblici non economici (INPS, INAIL, ACI), Presidenza del Consiglio

    Tabella riepilogativa

    Vie d’uscita dal pubblico impiego 2026
    Tipo Requisiti Note
    Pensione vecchiaia 67 anni + 20 contributi Standard
    Pensione anticipata 42a 10m (M), 41a 10m (F) Indipendente da età
    Quota 103 62 anni + 41 contributi Massimale 4x trattamento minimo
    Opzione Donna PA 61 anni + 35 contributi Solo certificate categorie
    Dimissioni Preavviso 2-3 mesi Volontarie senza incentivo
    Risoluzione consensuale Accordo Incentivo facoltativo

    Pensione di vecchiaia e anticipata

    I requisiti pensionistici per Funzioni Centrali sono uniformi al regime nazionale:

    • Pensione di vecchiaia: 67 anni (uomini e donne) + 20 anni di contributi. Adeguamento ISTAT futuro previsto
    • Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini), 41 anni e 10 mesi (donne). Indipendente dall’età

    Il decreto di pensione viene predisposto dall’amministrazione e inviato all’INPS. Decorrenza: primo giorno del mese successivo a quello di domanda (con almeno 3 mesi di anticipo consigliato).

    Quota 103 e Opzione Donna PA

    Le forme agevolate (decreto Lavoro 4/2019, prorogate) sono soggette a modifiche con le leggi di bilancio:

    • Quota 103: 62 anni di età + 41 anni di contributi. L’importo è calcolato con il sistema contributivo (penalizzante rispetto al retributivo). Massimale pensionistico 4 volte il trattamento minimo INPS
    • Opzione Donna PA: 61 anni + 35 anni contributi per: lavoratrici disoccupate, caregiver, invalide. Calcolo interamente contributivo (penalizzazione tipica -20-30%)

    Entrambe richiedono cessazione effettiva dell’attività prima della decorrenza. Non sono cumulabili con altri redditi da lavoro nel primo periodo.

    Dimissioni e risoluzione consensuale

    Il dipendente Funzioni Centrali può dimettersi volontariamente:

    • Operatori-Assistenti: preavviso 2 mesi
    • Funzionari-EP: preavviso 3 mesi

    Le dimissioni non danno diritto a NASpI (non c’è sistema indennità disoccupazione per dipendenti pubblici, salvo casi limitati).

    La risoluzione consensuale con incentivo all’esodo è prevista in casi di ristrutturazione (es. accorpamento di enti, soppressione di servizio). L’incentivo è contrattato in sede locale e può raggiungere 12-24 mensilità.

    Casi pratici

    Tizio – Pensione anticipata 43 anni contributi
    Tizio, EP Min. Difesa, ha 43 anni contributi a 65 anni di età. Sceglie pensione anticipata (non vecchiaia per non aspettare). Importo: 75% ultima retribuzione (per quota retributiva 1995) + quota contributiva. Decorre 1° gennaio 2026.
    Caia – Quota 103 2025
    Caia, funzionaria Entrate, ha 62 anni + 41 contributi nel 2025. Sceglie Quota 103. Importo calcolato totalmente contributivo: circa 20% in meno rispetto a vecchiaia tradizionale. Massimale 4x trattamento minimo INPS.
    Sempronio – Dimissioni con preavviso
    Sempronio, funzionario INPS, si dimette per andare nel privato (consulenza). Preavviso 3 mesi. Niente NASpI (non spetta nel pubblico). TFR di €18.000 erogato in 12 mesi. Apre P.IVA.

    Domande frequenti

    A che età vado in pensione di vecchiaia nel pubblico?
    67 anni con almeno 20 anni di contributi. Stesso requisito uomini/donne. Decorrenza 1° del mese successivo alla domanda; consigliata domanda 3 mesi prima.
    Cos'è Quota 103?
    Forma agevolata pensionistica: 62 anni di età + 41 anni di contributi. Importo calcolato col sistema contributivo (penalizzante -10-25%). Massimale 4x trattamento minimo INPS.
    Se mi dimetto dal pubblico ho diritto alla NASpI?
    No, in linea generale. I dipendenti pubblici contrattualizzati non sono coperti dalla NASpI ordinaria. Sono previste indennità specifiche solo in casi di soppressione di posto o mobilità d’ufficio.
    Posso uscire prima con Opzione Donna PA?
    Sì se: 61 anni + 35 contributi + categoria ammessa (disoccupata, caregiver, invalida). Calcolo totalmente contributivo (penalizzazione -20-30%). Le finestre temporali sono soggette alle leggi di bilancio annuali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Funzioni Centrali (Pubblico Impiego). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 15 L. 354/1975 – Elementi del trattamento

    Art. 15 L. 354/1975 – Elementi del trattamento

    Legge 26 luglio 1975, n. 354 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà

    Il trattamento del condannato e dell’internato è svolto avvalendosi principalmente dell’istruzione, della formazione professionale, del lavoro, della partecipazione a progetti di pubblica utilità, della religione, delle attività culturali, ricreative e sportive e agevolando opportuni contatti con il mondo esterno e i rapporti con la famiglia.

    Ai fini del trattamento rieducativo, salvo casi di impossibilità, al condannato e all’internato è assicurato il lavoro.
    Gli imputati sono ammessi, a loro richiesta, a partecipare ad attività educative, culturali e ricreative e, salvo giustificati motivi o contrarie disposizioni dell’autorità giudiziaria, a svolgere attività lavorativa di formazione professionale, possibilmente di loro scelta e, comunque, in condizioni adeguate alla loro posizione giuridica.