Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Ferrovie / Attività Ferroviarie: tredicesima, quattordicesima e premi

    CCNL Ferrovie / Attività Ferroviarie

    Tredicesima, quattordicesima e premi: CCNL Ferrovie / Attività Ferroviarie

    Il CCNL Mobilità/Attività Ferroviarie è uno dei contratti che prevede 14 mensilità: la tredicesima da liquidare entro il 15 dicembre e la quattordicesima entro il 27 luglio. Il rinnovo del 22 maggio 2025 ha introdotto la novità che i periodi di congedo parentale concorrono al calcolo della quattordicesima.

    In sintesi

    Il CCNL Ferrovie prevede 14 mensilità: tredicesima entro il 15 dicembre e quattordicesima entro il 27 luglio. Entrambe si calcolano sulla retribuzione mensile in vigore e si frazionano per dodicesimi in caso di assunzione o cessazione in corso d’anno. Dal 2025 il congedo parentale concorre al calcolo della quattordicesima. I premi di risultato sono definiti dalla contrattazione aziendale.

    Dati contrattuali

    Parti datoriali
    Agens · Ancp · Confcooperative Lavoro e Servizi · Legacoop Produzione e Servizi
    Parti sindacali
    Filt-Cgil · Fit-Cisl · Uiltrasporti · Ugl-Ferrovieri · Fast-Confsal · Orsa Ferrovie
    Vigenza
    1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2026 (rinnovo 22 maggio 2025)
    Norma di legge
    Art. 2120 c.c. (TFR e mensilità aggiuntive); d.lgs. 314/1997 (tassazione)

    Tabella riepilogativa

    Tredicesima e quattordicesima — CCNL Ferrovie/Attività Ferroviarie
    Mensilità Scadenza pagamento Base di calcolo Periodi che concorrono
    Tredicesima Entro 15 dicembre Retribuzione mensile in godimento al 1° dicembre Tutti i mesi lavorati + malattia/maternità obbligatoria + infortunio + congedo parentale
    Quattordicesima Entro 27 luglio Retribuzione mensile in godimento al 30 giugno Come tredicesima + congedo parentale (novità 2025)

    Calcolo per dodicesimi: per i rapporti di lavoro iniziati o cessati in corso d’anno, tredicesima e quattordicesima si calcolano proporzionalmente: 1/12 per ogni mese intero di servizio nei 12 mesi precedenti quello di pagamento; la frazione di mese superiore a 15 giorni vale come mese intero (art. 70 del testo del CCNL Mobilità/Area AF del 22 maggio 2025).

    La tredicesima: scadenza e calcolo

    La tredicesima mensilità è corrisposta entro il 15 dicembre di ogni anno. Il CCNL Ferrovie stabilisce che il calcolo si basa sulla retribuzione mensile in godimento al 1° dicembre (art. 70). La tredicesima comprende:

    • il minimo tabellare del livello;
    • gli scatti di anzianità maturati;
    • l’indennità di funzione (per i livelli Q1 e Q2);
    • gli eventuali assegni ad personam pensionabili;
    • il salario professionale previsto per la figura professionale (art. 72).

    Non entrano nel calcolo della tredicesima le voci variabili della busta paga mensile (straordinari, indennità di turno occasionali, rimborsi spese).

    I periodi di assenza che concorrono al calcolo della tredicesima sono: malattia nei limiti del comporto, congedo obbligatorio di maternità e paternità, infortunio sul lavoro, congedo parentale (indennizzato), ferie e permessi retribuiti.

    La quattordicesima: scadenza e novità 2025

    La quattordicesima mensilità è corrisposta entro il 27 luglio di ogni anno. Si calcola sulla retribuzione mensile in godimento al 30 giugno, con le stesse voci della tredicesima.

    La novità introdotta dal rinnovo del 22 maggio 2025 riguarda il congedo parentale: a partire dall’entrata in vigore del rinnovo, i mesi di congedo parentale goduti concorrono al calcolo della quattordicesima. In precedenza, il congedo parentale riduceva l’importo della quattordicesima proporzionalmente, in quanto non veniva considerato nel computo dei mesi lavorati. Con il rinnovo questo svantaggio è eliminato: un genitore che ha fruito di 2 mesi di congedo parentale nei 12 mesi precedenti luglio riceve comunque la quattordicesima intera.

    Frazionamento in caso di assunzione o cessazione

    Per i lavoratori assunti o cessati in corso d’anno, tredicesima e quattordicesima vengono liquidate pro-quota. Il calcolo avviene per dodicesimi:

    • si conta un dodicesimo per ogni mese intero lavorato nel periodo di riferimento (dicembre precedente – novembre corrente per la tredicesima; luglio precedente – giugno corrente per la quattordicesima);
    • le frazioni di mese superiori a 15 giorni si contano come mese intero;
    • le frazioni inferiori a 15 giorni non si computano.

    In caso di cessazione del rapporto (dimissioni, licenziamento, pensionamento), i ratei maturati di tredicesima e quattordicesima sono liquidati nella busta paga finale insieme al TFR e alle ferie residue.

    Premi di risultato e welfare aziendale

    Il CCNL Ferrovie non prevede un premio di risultato a livello nazionale. La contrattazione di secondo livello (accordi aziendali) è il luogo in cui vengono definiti:

    • Premi di risultato legati a indicatori di performance aziendale (puntualità dei treni, produttività, sicurezza, soddisfazione dei clienti);
    • Welfare aziendale: crediti da spendere su piattaforme per beni e servizi (rimborsi medici, istruzione, mobilità).

    Per i dipendenti del Gruppo FS il contratto aziendale rinnovato il 22 maggio 2025 porta il welfare in piattaforma a 300 euro annui (+200 euro) e fissa il premio di risultato: 950 euro per il 2024 (500 in denaro e 450 in welfare), 1.100 euro per il 2025 pagati a giugno 2026, 1.200 euro per il 2026 pagati a giugno 2027 (comunicato unitario e tabella dei minimi (Uiltrasporti)). Le altre imprese che applicano il CCNL definiscono i premi con i propri accordi aziendali.

    Casi pratici

    Tizio — Assunzione a maggio: calcolo tredicesima

    Tizio è assunto il 3 maggio al livello C1 (minimo 2.107,30 euro mensili dal 1° giugno 2026). Al 15 dicembre maturerà la tredicesima relativa ai mesi maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre (7 mesi): il calcolo darà 7/12 × 2.107,30 = circa 1.230 euro lordi. Il mese di maggio si conta per intero essendo stato assunto il 3 del mese.

    Caia — Congedo parentale e quattordicesima (novità 2025)

    Caia è capotreno (B2, minimo 2.188,97 euro dal 1° giugno 2026). Tra febbraio e marzo (2 mesi) ha fruito di congedo parentale. Con le vecchie regole, la sua quattordicesima di luglio sarebbe stata decurtata di 2/12. Con la novità del rinnovo 2025, il congedo parentale concorre al calcolo: Caia riceve la quattordicesima intera, calcolata sul minimo in godimento al 30 giugno (2.188,97 euro lordi, più gli eventuali scatti e il salario professionale). Il beneficio è di circa 365 euro lordi (2/12) rispetto alla disciplina precedente.

    Sempronio — Premio di risultato e scelta welfare

    Sempronio, macchinista livello B1 al Gruppo FS, matura il premio di risultato 2025 di 1.100 euro, pagato a giugno 2026. Se il premio rispetta i requisiti di legge, sulla parte in denaro si applica l’imposta sostitutiva dell’1%, prevista per il 2026 e il 2027 sui premi fino a 5.000 euro, invece dell’IRPEF ordinaria. La quota eventualmente erogata in welfare segue le regole dei servizi previsti dal piano aziendale.

    Domande frequenti

    Quando viene pagata la tredicesima nel CCNL Ferrovie?
    La tredicesima deve essere corrisposta entro il 15 dicembre di ogni anno. Si calcola sulla retribuzione in godimento al 1° dicembre e si fraziona per dodicesimi per i rapporti iniziati o cessati in corso d’anno.
    Quando viene pagata la quattordicesima?
    La quattordicesima è corrisposta entro il 27 luglio. Dal rinnovo del 22 maggio 2025, i periodi di congedo parentale concorrono al suo calcolo, eliminando la penalizzazione per i genitori che si sono assentati per congedo.
    Come si calcola la tredicesima se si è assunti a metà anno?
    Per dodicesimi: 1/12 per ogni mese intero lavorato. Le frazioni di mese superiori a 15 giorni si contano come mese intero. Esempio: assunto il 3 maggio, al 15 dicembre si maturano 7/12 della tredicesima.
    La tredicesima è inclusa nel calcolo del TFR?
    Sì. Il TFR si calcola sulla retribuzione annua lorda, che include le mensilità aggiuntive. Tredicesima e quattordicesima entrano nella base di calcolo del TFR ai sensi dell’art. 2120 c.c.
    Esistono premi di risultato nel settore ferroviario?
    I premi di risultato non sono previsti dal CCNL nazionale ma vengono definiti dalla contrattazione aziendale. Per il Gruppo FS il contratto aziendale del 22 maggio 2025 fissa 1.100 euro per il 2025 (pagati a giugno 2026) e 1.200 euro per il 2026 (giugno 2027).

    Fonti: Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e ROL, maternità, paternità e congedi e malattia e infortunio.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Mobilità/Attività Ferroviarie del 22 maggio 2025, con vigenza 1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2026. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl-Ferrovieri, Fast-Confsal, Orsa Ferrovie) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Articolo 258 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 258 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 258 CCII – Effetti sulla società dell’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti dei soci

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. La liquidazione giudiziale aperta nei confronti di uno o più soci illimitatamente responsabili non determina l’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti della società.

  • Articolo 257 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 257 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 257 CCII – Liquidazione giudiziale della società e dei soci

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Nei casi previsti dall’articolo 256, il tribunale nomina, sia per la liquidazione giudiziale della società, sia per quella nei confronti dei soci, un solo giudice delegato e un solo curatore, pur rimanendo distinte le diverse procedure. Possono essere nominati più comitati dei creditori. Il curatore ha diritto ad un solo compenso.

    2. Il patrimonio della società e quello dei singoli soci sono tenuti distinti.

    3. Il credito dichiarato dai creditori sociali nella liquidazione giudiziale della società si intende dichiarato per l’intero e con il medesimo eventuale privilegio generale anche nella liquidazione giudiziale aperta nei confronti dei singoli soci. Il creditore sociale ha diritto di partecipare a tutte le ripartizioni fino all’integrale pagamento, salvo il regresso fra le procedure di liquidazione nei confronti dei soci per la parte pagata in più della quota rispettiva.

    4. I creditori particolari partecipano soltanto alla liquidazione giudiziale nei confronti dei soci loro debitori.

    5. Ciascun creditore può contestare i crediti dei creditori con i quali si trova in concorso.

    6. Il curatore della liquidazione giudiziale della società può esercitare l’azione sociale di responsabilità nei confronti del socio amministratore anche se nei suoi confronti non è stata aperta la procedura di liquidazione giudiziale.

  • Articolo 256 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 256 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 256 CCII – Società con soci a responsabilità illimitata

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. La sentenza che dichiara l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di una società appartenente ad uno dei tipi regolati nei capi III, IV e VI del titolo V del libro quinto del codice civile produce l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale anche nei confronti dei soci, pur se non persone fisiche, illimitatamente responsabili.

    2. La liquidazione giudiziale nei confronti dei soci di cui al comma 1 non può essere disposta decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale o dalla cessazione della responsabilità illimitata anche in caso di trasformazione, fusione o scissione, se sono state osservate le formalità per renderle note ai terzi. La liquidazione giudiziale è possibile solo se l’insolvenza della società attenga, in tutto o in parte, a debiti esistenti alla data della cessazione della responsabilità illimitata.

    3. Il tribunale, prima di disporre la liquidazione giudiziale nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, ne ordina la convocazione a norma dell’articolo 41.

    4. Se dopo l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale della società risulta l’esistenza di altri soci illimitatamente responsabili, il tribunale, su istanza del curatore, di un creditore, di un socio nei confronti del quale la procedura è già stata aperta o del pubblico ministero, dispone l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti dei medesimi. L’istanza può essere proposta anche dai soci e dai loro creditori personali.

    5. Allo stesso modo si procede quando, dopo l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di un imprenditore individuale o di una società, risulta che l’impresa è riferibile ad una società di cui l’imprenditore o la società è socio illimitatamente responsabile.

    6. Contro la sentenza del tribunale è ammesso reclamo a norma dell’articolo 51. Al giudizio di reclamo deve partecipare il curatore, il creditore, il socio o il pubblico ministero che proposto la domanda di estensione, nonchè il creditore che ha proposto il ricorso per l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale.

    7. In caso di rigetto della domanda, contro il decreto del tribunale l’istante può proporre reclamo alla corte di appello a norma dell’articolo 50.

  • Articolo 255 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 255 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 255 CCII – Azioni di responsabilità

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Il curatore, autorizzato ai sensi dell’articolo 128, comma 2, può promuovere o proseguire […]: a) l’azione sociale di responsabilità; b) l’azione dei creditori sociali prevista dall’articolo 2394 e dall’articolo 2476, sesto comma, del codice civile; c) l’azione prevista dall’articolo 2476, ottavo comma, del codice civile; d) l’azione prevista dall’articolo 2497, quarto comma, del codice civile; e) tutte le altre azioni di responsabilità che gli sono attribuite da singole disposizioni di legge. 1 bis. Nelle ipotesi di cui al comma 1 la legittimazione del curatore si estende anche alle azioni nei confronti degli eventuali coobbligati.

  • Articolo 253 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 253 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 253 CCII – Nuova proposta di concordato

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Reso esecutivo il nuovo stato passivo, il proponente è ammesso a presentare una nuova proposta di concordato. Questo non può tuttavia essere omologato se prima dell’udienza a ciò destina- ta non sono depositate, nei modi stabiliti dal giudice delegato, le somme occorrenti per il suo integrale adempimento o non sono prestate garanzie equivalenti.

  • Articolo 263 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 263 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 263 CCII – Patrimonio destinato incapiente e violazione delle regole di separatezza

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Se a seguito dell’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti della società o nel corso della gestione il curatore rileva che il patrimonio destinato è incapiente provvede, previa autorizzazione del giudice delegato, alla sua liquidazione secondo le regole della liquidazione della società, in quanto compatibili.

    2. I creditori particolari del patrimonio destinato possono presentare domanda di insinuazione al passivo della procedura di liquidazione giudiziale aperta nei confronti della società nei casi di responsabilità sussidiaria o illimitata previsti dall’articolo 2447-quinquies, terzo e quarto comma, del codice civile.

    3. Se risultano violate le regole di separatezza fra uno o più patrimoni destinati costituiti dalla società e il patrimonio della società medesima, il curatore può proporre l’azione sociale di responsabilità e l’azione dei creditori sociali prevista dall’articolo 2394 del codice civile nei confronti degli amministratori e dei componenti degli organi di controllo della società.

  • Articolo 262 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 262 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 262 CCII – Patrimoni destinati ad uno specifico affare

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Se è aperta la liquidazione giudiziale nei confronti della società, l’amministrazione del patrimonio destinato previsto dall’articolo 2447-bis, primo comma, lettera a), del codice civile è attribuita al curatore, che vi provvede con gestione separata.

    2. Il curatore provvede a norma dell’articolo 216 alla cessione a terzi del patrimonio, al fine di conservarne la funzione produttiva. Se la cessione non è possibile, il curatore provvede alla liquidazione del patrimonio secondo le regole della liquidazione della società in quanto compatibili.

    3. Il corrispettivo della cessione al netto dei debiti del patrimonio o il residuo attivo della liquidazione sono acquisiti dal curatore nell’attivo della liquidazione giudiziale, detratto quanto spettante ai terzi che vi abbiano effettuato apporti, ai sensi dell’articolo 2447-ter, primo comma, lettera d) del codice civile.

  • Articolo 261 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 261 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 261 CCII – Liquidazione giudiziale di società a responsabilità limitata: polizza assicurativa e fideiussione bancaria

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Nella procedura di liquidazione giudiziale di società a responsabilità limitata il giudice delegato, ricorrendone i presupposti, può autorizzare il curatore ad escutere la polizza assicurativa o la fideiussione bancaria rilasciata ai sensi dell’articolo 2464, quarto e sesto comma, del codice civile.

  • Articolo 260 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 260 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 260 CCII – Versamenti dei soci a responsabilità limitata

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Nella procedura di liquidazione giudiziale delle società con soci a responsabilità limitata il giudice delegato può, su proposta del curatore, ingiungere con decreto ai soci e ai precedenti titolari delle quote o delle azioni di eseguire i versamenti ancora dovuti, quantunque non sia scaduto il termine stabilito per il pagamento.

    2. Contro il decreto emesso a norma del comma 1, può essere proposta opposizione ai sensi dell’articolo 645 del codice di procedura civile.

  • Articolo 259 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 259 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 259 CCII – Liquidazione giudiziale nei confronti di enti ed imprenditori collettivi non societari

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Le disposizioni di cui agli articoli 254, 255, 256, 257 e 258 si applicano, in quanto compatibili, anche agli enti e imprenditori collettivi non societari e ai loro componenti illimitatamente e personalmente responsabili per le obbligazioni dell’ente.

  • Articolo 247 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 247 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 247 CCII – Reclamo

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Il decreto del tribunale è reclamabile dinanzi alla corte di appello che pronuncia in camera di consiglio.

    2. Il reclamo è proposto con ricorso da depositarsi nella cancelleria della corte di appello nel termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione del decreto fatta dalla cancelleria del tribunale.

    3. Esso deve contenere i requisiti prescritti dall’articolo 51, comma 2.

    4. Il presidente, nei cinque giorni successivi al deposito del ricorso, designa il relatore, e fissa con decreto l’udienza di comparizione entro sessanta giorni dal deposito del ricorso.

    5. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, deve essere notificato, a cura del reclamante, entro dieci giorni dalla comunicazione del decreto, al curatore e alle altre parti, che si identificano, se non sono reclamanti, nel debitore, nel proponente e negli opponenti.

    6. Tra la data della notificazione e quella dell’udienza deve intercorrere un termine non minore di trenta giorni.

    7. Le parti resistenti devono costituirsi, a pena di decadenza, almeno dieci giorni prima dell’udienza, eleggendo il domicilio nel comune in cui ha sede la corte di appello.

    8. La costituzione si effettua mediante il deposito in cancelleria di una memoria contenente l’esposizione delle difese in fatto e in diritto, nonchè l’indicazione dei mezzi di prova e dei documenti prodotti.

    9. L’intervento di qualunque interessato non può aver luogo oltre il termine stabilito per la costituzione delle parti resistenti, con le modalità per queste previste.

    10. All’udienza, il collegio, sentite le parti, assume, anche d’ufficio, i mezzi di prova, eventualmente delegando un suo componente.

    11. La corte provvede con decreto motivato.

    12. Il decreto è pubblicato a norma dell’articolo 45 e notificato alle parti, a cura della cancelleria. Il decreto produce i propri effetti dalla data della pubblicazione ed è impugnabile con ricorso per cassazione entro trenta giorni dalla notificazione. 12 bis. Proposto il reclamo o il ricorso per cassazione, la corte di appello, su richiesta di parte o del curatore, può, quando ricorrono gravi e fondati motivi, sospendere, in tutto o in parte o temporaneamente, la liquidazione dell’attivo, oppure inibire, in tutto o in parte o temporaneamente, l’attuazione del piano o dei pagamenti.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.