Autore: Andrea Marton

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Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 301 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 301 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 301 CCII – Organi della liquidazione coatta amministrativa

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Con il provvedimento che ordina la liquidazione o con altro successivo viene nominato un commissario liquidatore. Si applicano gli articoli 356 e 358. È altresì nominato un comitato di sorveglianza di tre membri o cinque membri, scelti fra persone particolarmente esperte nel ramo di attività esercitato dall’impresa, possibilmente fra i creditori.

    2. Qualora l’importanza dell’impresa lo consigli, possono essere nominati tre commissari liquidatori. In tal caso essi deliberano a maggioranza, e la rappresentanza è esercitata congiuntamente da due di essi. Nella liquidazione delle cooperative la nomina del comitato di sorveglianza è facoltativa.

  • Articolo 300 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 300 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 300 CCII – Provvedimento di liquidazione

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Il provvedimento che ordina la liquidazione, entro dieci giorni dalla sua data, è pubblicato integralmente, a cura dell’autorità che lo ha emanato, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed è comunicato per l’iscrizione all’ufficio del registro delle imprese, salve le altre forme di pubblicità disposte nel provvedimento.

  • Articolo 294 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 294 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 294 CCII – Rinvio alle norme speciali

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. La liquidazione coatta amministrativa è regolata dalle disposizioni del presente titolo, salvo che le leggi speciali dispongano diversamente.

    2. I rinvii al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 contenuti in leggi speciali in materia di liquidazione coatta amministrativa si intendono fatti alle disposizioni del presente codice della crisi e dell’insolvenza e secondo le norme di coordinamento.

    3. Le disposizioni di questo titolo non si applicano agli enti pubblici.

  • Supercondominio e parti comuni: come funziona

    Quando più palazzine condividono il viale d’accesso, il cancello automatico, la cabina idrica o l’area verde, si parla di supercondominio. È una realtà sempre più comune nei complessi residenziali. La sua disciplina si ricava dall’art. 1117-bis del codice civile e dalle regole generali sul condominio. Vediamo come funziona.

    Cos’è il supercondominio

    Il supercondominio si ha quando più edifici, ciascuno costituito (o costituibile) in autonomo condominio, hanno in comune alcune parti, impianti o servizi: il viale e il cancello d’ingresso, l’impianto di illuminazione esterna, l’area a verde, la cabina dell’acqua, la portineria comune. Ogni edificio resta un condominio a sé per le proprie parti, ma per i beni comuni a tutti gli edifici si crea una gestione di livello superiore.

    Le norme applicabili

    L’art. 1117-bis estende l’applicazione delle norme sul condominio a tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici hanno parti comuni ai sensi dell’art. 1117. Significa che alle parti comuni del supercondominio si applicano, in quanto compatibili, le regole su ripartizione delle spese, assemblea, maggioranze e amministratore già viste per il condominio ordinario.

    La gestione e l’assemblea

    Per le decisioni che riguardano le parti comuni a tutti gli edifici è competente l’assemblea del supercondominio, cui partecipano i proprietari delle singole unità. Le spese di tali parti si ripartiscono tra gli edifici e, all’interno di ciascuno, tra i condòmini, secondo i rispettivi valori. Le decisioni che riguardano invece solo un singolo edificio restano di competenza della relativa assemblea di condominio.

    Quando i condòmini sono tanti: i rappresentanti

    Nei supercondomìni di grandi dimensioni far partecipare tutti a ogni assemblea sarebbe ingestibile. Per questo, quando i partecipanti sono più di sessanta, per la gestione ordinaria delle parti comuni a più edifici e per la nomina dell’amministratore, ciascun condominio deve designare un proprio rappresentante all’assemblea del supercondominio. Per le decisioni straordinarie e quelle che incidono sui diritti dei singoli, invece, restano coinvolti tutti i condòmini.

    Amministratore e conflitti

    Il supercondominio può avere un proprio amministratore per le parti comuni a più edifici, distinto da quelli dei singoli condomìni. È una struttura che richiede chiarezza nella contabilità separata tra i diversi livelli, per evitare confusione tra spese di edificio e spese comuni. In caso di contrasti valgono gli stessi strumenti del condominio: impugnazione delle delibere, revoca dell’amministratore, mediazione.

    Articoli di legge da consultare

    Domande frequenti

    Cos’è il supercondominio?

    È la situazione in cui più edifici, ciascuno autonomo condominio, hanno parti o impianti in comune (viale, cancello, area verde, cabina idrica). A queste parti comuni si applicano le norme sul condominio.

    Chi decide sulle parti comuni a più edifici?

    L’assemblea del supercondominio. Quando i partecipanti superano i sessanta, per la gestione ordinaria e la nomina dell’amministratore ogni condominio designa un proprio rappresentante.

    Le spese del supercondominio come si dividono?

    Si ripartiscono tra gli edifici e, all’interno di ciascuno, tra i condòmini secondo i rispettivi valori millesimali, applicando le regole generali del condominio.

    Risorse correlate

    I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

  • Articolo 293 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 293 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 293 CCII – Disciplina applicabile e presupposti

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. La liquidazione coatta amministrativa è il procedimento concorsuale amministrativo che si applica nei casi espressamente previsti dalla legge.

    2. La legge determina le imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa, i casi per i quali la liquidazione coatta amministrativa può essere disposta e l’autorità competente a disporla.

  • Articolo 292 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 292 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 292 CCII – Postergazione del rimborso dei crediti da finanziamenti infragruppo

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. I crediti che la società o l’ente o la persona fisica esercente l’attività di direzione e o coordinamento vanta, anche a seguito di escussione di garanzie, nei confronti delle imprese sottoposte a direzione e coordinamento, […] sulla base di rapporti di finanziamento contratti dopo il deposito della domanda che ha dato luogo all’apertura della liquidazione giudiziale o nell’anno anteriore, sono postergati rispetto al soddisfacimento degli altri creditori. Se tali crediti sono stati rimborsati nell’anno anteriore alla domanda che ha dato luogo all’apertura della liquidazione giudiziale, si applica l’articolo 164.

    2. La disposizione di cui al comma 1, primo periodo, non si applica ai finanziamenti previsti dall’articolo 102.

  • Articolo 291 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 291 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 291 CCII – Azioni di responsabilità e denuncia di gravi irregolarità di gestione nei confronti di imprese del gruppo

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Il curatore, sia nel caso di apertura di una procedura unitaria, sia nel caso di apertura di una pluralità di procedure, è legittimato ad esercitare le azioni di responsabilità previste dall’articolo 2497 del codice civile. Nel caso di procedura unitaria, ove intenda esercitare l’azione di responsabilità ai sensi dell’articolo 2497 del codice civile il curatore provvede, previamente, a chiedere al tribunale di disporre la separazione delle procedure ai sensi dell’articolo 287, comma 2.

    2. Il curatore è altresì legittimato a proporre, nei confronti di amministratori e sindaci delle società del gruppo non assoggettate alla procedura di liquidazione giudiziale, la denuncia di cui all’articolo 2409 del codice civile.

  • Articolo 290 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 290 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 290 CCII – Azioni di inefficacia fra imprese del gruppo

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Nei confronti delle imprese appartenenti al medesimo gruppo possono essere promosse dal curatore, sia nel caso di apertura di una procedura unitaria, sia nel caso di apertura di una pluralità di procedure, azioni dirette a conseguire la dichiarazione di inefficacia di atti e contratti posti in essere nei cinque anni antecedenti il deposito dell’istanza di liquidazione giudiziale, che abbiano avuto l’effetto di spostare risorse a favore di un’altra impresa del gruppo con pregiudizio dei creditori, fatto salvo il disposto dell’articolo 2497, primo comma, del codice civile.

    2. Spetta alla società beneficiaria provare di non essere stata a conoscenza del carattere pregiudizievole dell’atto o del contratto.

    3. Il curatore della procedura di liquidazione giudiziale aperta nei confronti di una società appartenente ad un gruppo può esercitare, nei confronti delle altre società del gruppo, l’azione revocatoria prevista dall’articolo 166 degli atti compiuti dopo il deposito della domanda di apertura della liquidazione giudiziale o, nei casi di cui all’articolo 166, comma 1, lettere a) e b), nei due anni anteriori al deposito della domanda o nell’anno anteriore, nei casi di cui all’articolo 166, comma 1, lettere c) e d).

  • Articolo 284 Bis Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 284 Bis Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 284 Bis CCII – Trattamento dei crediti tributari e contributivi

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Le imprese di cui al comma 1 dell’articolo 284 possono presentare unitariamente le proposte di cui agli articoli 63, 64-bis, comma 1-bis e 88.

    2. Se, a causa del diverso domicilio fiscale delle imprese del gruppo, gli uffici delle agenzie fiscali e degli enti gestori di forme di previdenza, assistenza e assicurazione obbligatorie competenti a ricevere le proposte di cui al comma 1, in base alle disposizioni previste dagli articoli ivi richiamati, sono differenti, la proposta unitaria di cui al comma 1 deve essere presentata agli uffici delle agenzie fiscali e degli enti gestori di forme di previdenza, assistenza e assicurazioni obbligatorie competenti in relazione al domicilio fiscale della società, ente o persona fisica che, in base alla pubblicità prevista dall’articolo 2497-bis del codice civile, esercita l’attività di direzione e coordinamento oppure, in mancanza, dell’impresa che, alla data di presentazione della proposta unitaria, presenta la maggiore esposizione debitoria nei confronti di ciascuno degli uffici delle agenzie fiscali e degli enti gestori di forme di previdenza, assistenza e assicurazioni obbligatorie distintamente competenti ai sensi delle ordinarie disposizioni di legge.

    3. Alla proposta unitaria di cui al comma 1 devono essere allegati, oltre ai documenti indicati negli articoli ivi indicati, anche quelli indicati dall’articolo 284, comma 4, e con la proposta devono essere fornite le informazioni richieste nei commi 5 e 6 del medesimo articolo 284.

    4. Resta in ogni caso ferma, anche ai fini del trattamento dei crediti tributari, l’autonomia delle masse attive e passive prevista dall’articolo 284.

  • Articolo 284 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 284 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 284 CCII – Concordato, accordi di ristrutturazione e piano attestato di gruppo

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Più imprese in stato di crisi o di insolvenza appartenenti al medesimo gruppo e aventi ciascuna il centro degli interessi principali nello Stato italiano possono proporre con un unico ricorso la domanda di accesso al concordato preventivo di cui all’articolo 40 con un piano unitario o con piani reciprocamente collegati o coordinati.

    2. Parimenti può essere proposta con un unico ricorso, da più imprese appartenenti al medesimo gruppo e aventi tutte il proprio centro degli interessi principali nello Stato italiano, la domanda di accesso alla procedura di omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti, ai sensi degli articoli 57, 60 e 61.

    3. Resta ferma l’autonomia delle rispettive masse attive e passive.

    4. La domanda proposta ai sensi del comma 1 o del comma 2 deve contenere l’illustrazione delle ragioni di maggiore convenienza, in funzione del migliore soddisfacimento dei creditori delle singole imprese, della scelta di presentare un piano unitario ovvero piani reciprocamente collegati o coordinati invece di un piano autonomo per ciascuna impresa. Il piano o i piani di cui al comma 1 quantificano il beneficio stimato per i creditori di ciascuna impresa del gruppo, anche per effetto della sussistenza di vantaggi compensativi, conseguiti o fondatamente prevedibili, derivanti dal collegamento o dall’appartenenza al gruppo. La domanda deve inoltre fornire informazioni analitiche, complete e aggiornate sulla struttura del gruppo e sui vincoli partecipativi o contrattuali esistenti tra le imprese e indicare il registro delle imprese o i registri delle imprese in cui è stata effettuata la pubblicità ai sensi dell’articolo 2497-bis del codice civile. Il bilancio consolidato di gruppo, ove redatto, deve essere allegato al ricorso unitamente alla documentazione prevista, rispettivamente, per l’accesso al concordato preventivo o agli accordi di ristrutturazione. Si applica l’articolo 289.

    5. Il piano unitario o i piani reciprocamente collegati o coordinati, rivolti ai rispettivi creditori, aventi il contenuto indicato nell’articolo 56, comma 2, devono essere idonei a consentire il risanamento dell’esposizione debitoria di ciascuna impresa e ad assicurare il riequilibrio complessivo della situazione finanziaria di ognuna. Un professionista indipendente attesta: a) la veridicità dei dati aziendali; b) la fattibilità del piano o dei piani; c) le ragioni di maggiore convenienza, in funzione del migliore soddisfacimento dei creditori delle singole imprese, della scelta di presentare un piano unitario ovvero piani reciprocamente collegati o coordinati invece di un piano autonomo per ciascuna impresa; d) la quantificazione del beneficio stimato per i creditori di ciascuna impresa del gruppo, operata ai sensi del comma 4. L’attestazione contiene anche informazioni analitiche, complete e aggiornate sulla struttura del gruppo e sui vincoli partecipativi o contrattuali esistenti tra le imprese.

    6. Su richiesta delle imprese debitrici, il piano o i piani sono pubblicati nel registro delle imprese o nei registri delle imprese in cui è stata effettuata la pubblicità ai sensi dell’articolo 2497-bis del codice civile. Si applica l’articolo 289.

  • Articolo 281 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 281 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 281 CCII – Procedimento

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Il tribunale, su istanza del debitore, contestualmente alla pronuncia del decreto di chiusura della procedura, salvo il disposto di cui all’articolo 280, comma 1, lettera a), secondo periodo, sentiti gli organi della stessa e verificata la sussistenza delle condizioni di cui agli articoli 278, 279 e 280, dichiara inesigibili nei confronti del debitore i debiti concorsuali non soddisfatti. L’istanza del debitore è comunicata a cura del curatore ai creditori ammessi al passivo i quali possono presentare osservazioni nel termine di quindici giorni.

    2. Allo stesso modo il tribunale provvede […] quando siano decorsi almeno tre anni dalla data in cui è stata aperta la procedura di liquidazione giudiziale.

    3. Ai fini di cui al comma 1, il curatore dà atto, nel rapporto riepilogativo di cui all’articolo 235, comma 1, dei fatti rilevanti per la concessione o il diniego del beneficio.

    4. Il decreto del tribunale è comunicato agli organi della procedura, al pubblico ministero, al debitore e ai creditori ammessi al passivo non integralmente soddisfatti, i quali possono proporre reclamo a norma dell’articolo 124 nel termine di trenta giorni. Il decreto è iscritto nel registro delle imprese su richiesta del cancelliere.

    5. L’esdebitazione non ha effetti sui giudizi in corso e sulle operazioni liquidatorie, anche se posteriori alla chiusura della liquidazione giudiziale disposta a norma dell’articolo 234.

    6. Quando dall’esito dei predetti giudizi e operazioni deriva un maggior riparto a favore dei creditori, l’esdebitazione ha effetto solo per la parte definitivamente non soddisfatta.

  • Articolo 279 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Articolo 279 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

    Art. 279 CCII – Condizioni temporali di accesso

    D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 – testo aggiornato ai correttivi D.Lgs. 83/2022 e D.Lgs. 136/2024.

    1. Salvo il disposto degli articoli 280 e 282, comma 2, il debitore ha diritto a conseguire l’esdebitazione decorsi tre anni dall’apertura della procedura di liquidazione o al momento della chiusura della procedura, se antecedente.

    2. […]

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.