Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Cosa succede alla casa e ai risparmi quando muore il proprio compagno o compagna, senza che ci sia stato matrimonio né unione civile? È una delle domande più dolorose e più fraintese. La risposta, netta, è che il convivente di fatto non eredita per legge: il codice civile non lo include tra i successibili. Vediamo allora cosa spetta davvero, cosa accade alla casa e come una coppia può organizzarsi per evitare brutte sorprese.

Il convivente non è erede legittimo

La successione “legittima” (cioè quella che opera in assenza di testamento) è regolata dall’art. 565 del codice civile, che individua come successibili il coniuge, i discendenti, gli ascendenti, i collaterali, gli altri parenti fino al sesto grado e, in mancanza, lo Stato. Il convivente di fatto non compare in questo elenco. Se il partner muore senza testamento, quindi, il convivente superstite non riceve nulla a titolo ereditario: i beni vanno ai figli, ai genitori o agli altri parenti.

Cosa si può lasciare per testamento

L’unico modo per trasferire beni al convivente è il testamento. Anche qui, però, ci sono limiti: se esistono legittimari (figli, ascendenti o un coniuge da cui non si è ancora divorziati), a loro è riservata per legge una quota di eredità (la “legittima”). Il convivente può ricevere solo nei limiti della quota disponibile, quella di cui il testatore può liberamente disporre. Se non vi sono legittimari, si può invece destinare al convivente l’intera eredità.

La casa: un diritto di abitazione temporaneo

Sulla casa di comune residenza la legge 76/2016 prevede una tutela specifica ma limitata nel tempo. Se il convivente proprietario muore, il superstite può continuare ad abitarvi per due anni o per la durata della convivenza se superiore, fino a un massimo di cinque; almeno tre anni in presenza di figli minori o disabili. È un diritto di godimento temporaneo, non la proprietà della casa e nemmeno il diritto di abitazione vitalizio che l’art. 540 del codice civile riserva al coniuge superstite.

La differenza con l’unione civile

Qui sta lo spartiacque. La parte stessa del sesso che sceglie l’unione civile anziché la semplice convivenza ottiene una tutela successoria identica a quella del coniuge: è erede legittimo, è legittimario (ha quindi una quota riservata), gode del diritto di abitazione vitalizio sulla casa familiare e ha diritto alla reversibilità. La convivenza di fatto, anche se registrata e accompagnata da un contratto, non attribuisce nulla di tutto questo.

Come tutelare il convivente

Le coppie che convivono possono colmare il vuoto con alcuni strumenti:

  • Testamento a favore del convivente, nei limiti della quota disponibile;
  • Polizze vita con il convivente come beneficiario (la somma non rientra nell’asse ereditario e non è soggetta alle regole della legittima);
  • Designazione del convivente come beneficiario delle prestazioni di un fondo di previdenza complementare;
  • Donazioni in vita o acquisti in comproprietà, valutando però gli effetti fiscali e le quote di legittima.

Un esempio concreto

Caia convive da dieci anni con Tizio, proprietario della casa in cui vivono, e Tizio ha due figli da una precedente relazione. Se Tizio muore senza testamento, la casa e i beni andranno ai figli; Caia potrà solo restare nell’abitazione per un massimo di cinque anni. Se invece Tizio fa testamento, potrà lasciare a Caia la quota disponibile (con due figli, un terzo del patrimonio), ma non di più, perché ai figli spetta comunque la legittima.

Articoli di legge da consultare

Domande frequenti

Il convivente eredita se non c’è testamento?

No. Senza testamento il convivente di fatto non eredita nulla: la successione legittima dell’art. 565 del codice civile non lo prevede. Eredano i parenti del defunto.

Posso lasciare tutta la mia eredità al convivente?

Solo se non hai legittimari (figli, ascendenti, coniuge non ancora divorziato). In loro presenza puoi destinargli soltanto la quota disponibile; il resto è riservato ai legittimari.

La casa dove vivevamo resta al convivente?

Il superstite ha solo un diritto di abitazione temporaneo (da due a cinque anni, almeno tre con figli minori o disabili). La proprietà segue le regole della successione e, in assenza di testamento, va agli eredi del defunto.

Risorse correlate

I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

Vedi anche: Successione legittima, Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, Rinuncia all’eredità, Imposta di registro sulla divisione di eredità e immobili, Imposta di registro sull’acquisto della prima casa e Comprare la seconda casa.

In sintesi

  • Il convivente di fatto non e erede legittimo: il codice civile non lo include tra i successibili.
  • Senza testamento, alla morte del partner i beni passano ai parenti secondo le regole della successione legittima.
  • La L. 76/2016 (legge Cirinna) riconosce al convivente alcune tutele sulla casa di comune residenza.
  • Il testamento e lo strumento principale per lasciare beni al convivente, nel rispetto delle quote di legittima.
  • Esistono altri strumenti (polizze, donazioni, intestazioni) per proteggere il partner superstite.
Indice dei contenuti

Cosa succede alla casa e ai risparmi quando muore il proprio compagno o compagna, senza che ci sia stato matrimonio ne unione civile? E' una delle domande piu dolorose e piu fraintese. La risposta, netta, e che il convivente di fatto non eredita per legge: il codice civile non lo include tra i successibili. Vale allora la pena capire cosa spetta davvero, cosa accade alla casa e come una coppia puo organizzarsi per evitare brutte sorprese.

Il convivente non e erede legittimo

La successione legittima, cioe quella che opera in assenza di testamento, devolve il patrimonio del defunto a una cerchia di soggetti predeterminata dal codice civile: coniuge, figli, ascendenti, fratelli e altri parenti entro un certo grado. Il convivente di fatto non rientra in questo elenco. Significa che, senza un atto di volonta del defunto, il partner superstite non riceve nulla dei beni caduti in successione, che andranno invece ai parenti del defunto.

Le tutele introdotte dalla legge Cirinna

La L. 76/2016, nota come legge Cirinna, ha riconosciuto ai conviventi di fatto alcuni diritti, pur senza equipararli ai coniugi o agli uniti civilmente sul piano successorio. In particolare, alla morte del convivente proprietario della casa di comune residenza, il superstite ha diritto di continuare ad abitarvi per un periodo determinato dalla legge, e piu lungo in presenza di figli comuni. E' una tutela sull'abitazione, non un diritto a ereditare la proprieta dell'immobile.

Cosa accade alla casa

Occorre distinguere. Se la casa e in affitto, la legge consente al convivente superstite di succedere nel contratto di locazione, continuando il rapporto con il locatore. Se la casa e di proprieta del defunto, il convivente conserva il diritto di abitazione temporaneo previsto dalla legge Cirinna, ma la proprieta dell'immobile si trasmette agli eredi secondo le regole successorie. Se la casa e cointestata, al superstite resta la propria quota, mentre quella del defunto cade in successione.

Il testamento come strumento principale

Per lasciare beni al convivente lo strumento naturale e il testamento. Con esso il defunto puo attribuire al partner una quota del proprio patrimonio o beni determinati, come la casa. Vi e pero un limite invalicabile: le quote di legittima riservate ai cosiddetti legittimari (coniuge, figli, in mancanza ascendenti). Il testatore puo disporre liberamente solo della quota disponibile; cio che eccede puo essere ridotto su richiesta dei legittimari lesi.

Donazioni e intestazioni in vita

Accanto al testamento, una coppia puo organizzarsi in vita. La donazione consente di trasferire subito un bene, ma e anch'essa soggetta ai limiti della legittima e puo essere oggetto di riduzione. L'intestazione congiunta della casa, o l'acquisto in comproprieta, mette il convivente al riparo almeno per la propria quota. Sono scelte che vanno calibrate sul caso concreto e sui rapporti familiari del defunto.

Le polizze e gli strumenti fuori successione

Alcuni strumenti operano al di fuori dell'asse ereditario. Una polizza vita con il convivente come beneficiario consente di attribuirgli una somma che, in linea generale, non rientra nella successione e non e aggredibile dai creditori dell'assicurato nei limiti di legge. E' una delle vie piu efficaci per garantire al partner superstite una protezione economica senza intaccare le quote dei legittimari.

Pianificare per tempo

Il filo conduttore e che, in assenza di pianificazione, il convivente resta scoperto. Predisporre un testamento equilibrato, valutare l'intestazione della casa e considerare strumenti come le polizze permette di tutelare il partner nel rispetto dei diritti dei legittimari. Un confronto con un professionista aiuta a costruire una soluzione su misura, evitando atti che potrebbero essere poi contestati dagli eredi.

Casi pratici

Caso 1: casa di proprieta del defunto

Tizio e Caia convivono da anni in una casa di proprieta di Tizio, senza figli. Alla morte di Tizio, la proprieta dell'immobile passa ai suoi parenti secondo la successione legittima, ma Caia conserva il diritto di continuare ad abitarvi per il periodo previsto dalla legge Cirinna.

Caso 2: testamento e polizza

Sempronio, convivente di Caia e con figli da una precedente relazione, vuole tutelarla. Redige un testamento che le attribuisce la quota disponibile nel rispetto della legittima dei figli e stipula una polizza vita designandola beneficiaria, cosi da garantirle una protezione economica fuori dall'asse ereditario.

Domande frequenti

Il convivente eredita senza testamento?

No. Il convivente di fatto non e tra i successibili legittimi: in assenza di testamento i beni del defunto passano ai parenti secondo la successione legittima.

Posso restare nella casa del partner defunto?

La legge Cirinna riconosce al convivente superstite il diritto di continuare ad abitare la casa di comune residenza per un periodo determinato, piu lungo in presenza di figli comuni.

Come posso lasciare beni al convivente?

Con il testamento, attribuendogli una quota o beni determinati, nel rispetto delle quote di legittima riservate a coniuge e figli.

La casa in affitto cosa succede?

Il convivente superstite puo succedere nel contratto di locazione, continuando il rapporto con il locatore.

Le polizze vita rientrano nell'eredita?

In linea generale la somma attribuita al beneficiario di una polizza vita non rientra nell'asse ereditario, entro i limiti previsti dalla legge.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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