Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cos'è la tassazione separata e perché si applica al TFR

Quando finisce un rapporto di lavoro, il datore di lavoro ti liquida il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), cioè la somma accumulata anno dopo anno durante la tua carriera. Si tratta di una cifra che si è formata nel corso di più anni, quindi tassarla con le normali aliquote IRPEF sarebbe ingiusto: rischieresti di pagare molto di più solo perché ricevi tutto in una volta.

Per questo esiste la tassazione separata (artt. 7 e 17 del TUIR): invece di aggiungere il TFR al tuo reddito dell’anno, l’Agenzia delle Entrate calcola un’aliquota media sulla base dei tuoi redditi degli anni precedenti e la applica al TFR. In questo modo l’imposta è più equilibrata.

Il tuo datore di lavoro trattiene subito una ritenuta provvisoria. In un secondo momento – di solito a distanza di anni – l’Agenzia delle Entrate ricalcola l’imposta in via definitiva (è la cosiddetta ‘riliquidazione’) e ti chiede l’eventuale conguaglio oppure ti rimborsa la differenza se hai pagato troppo.

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Tassazione separata: regole principali per il TFR
Voce Regola
Modalità di tassazione Aliquota media pluriennale, non le aliquote IRPEF progressive ordinarie
Soggetto che calcola l'imposta provvisoria Il datore di lavoro (sostituto d'imposta)
Riliquidazione definitiva L'Agenzia delle Entrate ricalcola e chiede conguaglio o rimborsa
Acconto dovuto (se no ritenuta) 20 per cento del reddito soggetto a tassazione separata
Dove si indica nel 730 Quadro M, sezione I (se non già assoggettato a ritenuta dal sostituto)
Opzione tassazione ordinaria Possibile per alcune indennità assimilate (es. agenti, notai), NON per il TFR standard

Esempio pratico

  • Esempio: Tizio lascia il lavoro nel 2025 e riceve un TFR di 30.000 euro. Il datore di lavoro trattiene una ritenuta provvisoria calcolata sull’aliquota media degli ultimi cinque anni di reddito di Tizio, poniamo il 25%. Tizio paga quindi 7.500 euro in via provvisoria. Qualche anno dopo l’Agenzia delle Entrate riliquida: se l’aliquota definitiva risulta il 22%, Tizio riceve un rimborso di 900 euro (3% × 30.000). Il TFR non compare nel 730 di Tizio perché il sostituto ha già operato la ritenuta; la riliquidazione avviene d’ufficio.

Documenti necessari

  • Certificazione Unica 2026 (punti relativi alle indennità di fine rapporto)
  • Busta paga finale o prospetto di liquidazione del TFR rilasciato dal datore di lavoro
  • Eventuale comunicazione di riliquidazione dell’Agenzia delle Entrate
  • Modello F24 per il versamento dell’acconto del 20% (se il TFR non è soggetto a ritenuta alla fonte)

Tizio: TFR erogato dal datore di lavoro privato

Scenario. Tizio lavora per un’azienda privata. A dicembre 2025 viene licenziato e riceve il TFR direttamente dall’azienda.

Come si applica. Il datore di lavoro trattiene la ritenuta provvisoria e la versa all’erario. Tizio non deve fare nulla nel 730: il TFR non va indicato nel quadro C né nel quadro M perché la ritenuta è già stata applicata. Attenderà la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate per la riliquidazione.

In pratica

  • Il TFR con ritenuta già applicata non compare nel 730.
  • L’Agenzia delle Entrate invia la riliquidazione definitiva autonomamente, anche a distanza di anni.
  • Se risulta un conguaglio a debito, Tizio riceverà un avviso di pagamento; se a credito, un rimborso.

Caio: indennità di cessazione rapporto di collaborazione coordinata

Scenario. Caio ha lavorato per anni come collaboratore coordinato e continuativo. Al termine del rapporto percepisce un’indennità per la cessazione, il cui diritto risulta da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto.

Come si applica. Questa indennità è soggetta a tassazione separata e va indicata nel quadro M, rigo M7. Caio deve riportare l’anno in cui è sorto il diritto alla percezione, l’importo percepito nell’anno e il totale maturato. L’imposta va versata con codice tributo 4200 nel modello F24.

In pratica

  • Indicare il rigo M7 del quadro M con l’anno di insorgenza del diritto e gli importi.
  • Versare l’eventuale imposta con codice tributo 4200.
  • L’Agenzia delle Entrate applica la tassazione ordinaria se risulta più favorevole.

Quando rivolgersi a un professionista

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Domande frequenti

Il TFR va dichiarato nel 730?

Nella maggior parte dei casi no: se il datore di lavoro ha già applicato la ritenuta provvisoria, il TFR non va indicato nel 730. Bisogna inserirlo nel quadro M solo nelle ipotesi in cui non sia stata applicata la ritenuta alla fonte.

Cos'è la riliquidazione del TFR?

È il ricalcolo definitivo dell’imposta che l’Agenzia delle Entrate effettua dopo aver incassato l’imposta provvisoria dal datore di lavoro. Può dare origine a un rimborso (se hai pagato troppo) o a un conguaglio (se hai pagato poco).

Quanto dura la riliquidazione?

I tempi possono essere lunghi, anche di diversi anni. L’Agenzia delle Entrate elabora la riliquidazione sulla base dei dati fiscali del contribuente relativi agli anni di maturazione del TFR.

Posso scegliere la tassazione ordinaria per il TFR?

No, per il TFR classico la tassazione separata è obbligatoria. L’opzione per la tassazione ordinaria è invece disponibile per alcune indennità assimilate (agenti, notai, collaboratori coordinati) indicate nel quadro M.

Cos'è l'acconto del 20% sulla tassazione separata?

Sui redditi soggetti a tassazione separata che non hanno subito ritenuta alla fonte è dovuto un acconto pari al 20 per cento. Va versato con il modello F24 entro i termini ordinari di versamento delle imposte.

Vedi anche: Tassazione separata, TFR al fondo pensione, L’aumento dello stipendio pubblico oltre la busta paga, Pensioni estere e Pensione complementare.

Domande frequenti

Il TFR va dichiarato nel 730?

Nella maggior parte dei casi no: se il datore di lavoro ha già applicato la ritenuta provvisoria, il TFR non va indicato nel 730. Bisogna inserirlo nel quadro M solo nelle ipotesi in cui non sia stata applicata la ritenuta alla fonte.

Cos'è la riliquidazione del TFR?

È il ricalcolo definitivo dell'imposta che l'Agenzia delle Entrate effettua dopo aver incassato l'imposta provvisoria dal datore di lavoro. Può dare origine a un rimborso (se hai pagato troppo) o a un conguaglio (se hai pagato poco).

Quanto dura la riliquidazione?

I tempi possono essere lunghi, anche di diversi anni. L'Agenzia delle Entrate elabora la riliquidazione sulla base dei dati fiscali del contribuente relativi agli anni di maturazione del TFR.

Posso scegliere la tassazione ordinaria per il TFR?

No, per il TFR classico la tassazione separata è obbligatoria. L'opzione per la tassazione ordinaria è invece disponibile per alcune indennità assimilate (agenti, notai, collaboratori coordinati) indicate nel quadro M.

Cos'è l'acconto del 20% sulla tassazione separata?

Sui redditi soggetti a tassazione separata che non hanno subito ritenuta alla fonte è dovuto un acconto pari al 20 per cento. Va versato con il modello F24 entro i termini ordinari di versamento delle imposte.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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