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In sintesi
- Quadro D, rigo D5: i compensi da lavoro autonomo occasionale si dichiarano qui, con il codice ‘2’ nella colonna tipo di reddito.
- Il codice causale nella CU è ‘M’ o ‘O’: se hai ricevuto una Certificazione Unica, cerca la causale nel punto 1 del quadro lavoro autonomo.
- Puoi dedurre le spese inerenti: le spese sostenute per produrre quel reddito riducono la base imponibile, ma non possono superare i compensi.
- La ritenuta d’acconto è del 20%: chi ti ha pagato ha già trattenuto il 20% e lo ha versato al fisco. Nel 730 la recuperi come credito.
- Niente IVA, niente partita IVA: il lavoro autonomo occasionale — non abituale — non richiede partita IVA, ma il compenso va comunque dichiarato.
Cos'è il lavoro autonomo occasionale e quando va dichiarato
Con ‘lavoro autonomo occasionale’ si intende una prestazione di lavoro svolta senza abitualità, senza partita IVA e senza un rapporto di lavoro dipendente. Esempi concreti: una consulenza una tantum, una lezione privata, una traduzione su commissione. Le istruzioni del 730/2026 indicano che questi compensi rientrano tra i redditi diversi e vanno dichiarati nel quadro D, rigo D5, con il codice ‘2’ in colonna 1.
Se chi ti ha pagato era un sostituto d’imposta (un’azienda, un ente, un professionista con dipendenti), ha già trattenuto una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso lordo e ti ha rilasciato una Certificazione Unica 2026 con causale ‘M’ oppure ‘O’. Questa ritenuta non è un’imposta definitiva: nel 730 la confronti con l’IRPEF effettivamente dovuta, e se hai pagato troppo ricevi un rimborso.
Se invece ti ha pagato un privato (un condominio, una persona fisica senza partita IVA), non c’è nessuna ritenuta trattenuta e non hai la CU. In questo caso devi comunque dichiarare il compenso lordo nel quadro D, e l’IRPEF la paghi tutta in sede di dichiarazione. Tieni la ricevuta che hai emesso come prova del reddito percepito.
| Dato | Dettaglio |
|---|---|
| Quadro e rigo | Quadro D, rigo D5 |
| Codice tipo reddito (col. 1) | '2' per lavoro autonomo non esercitato abitualmente |
| Compenso lordo (col. 2) | Importo percepito al lordo della ritenuta |
| Spese deducibili (col. 3) | Spese inerenti la produzione del reddito (non oltre il compenso) |
| Ritenute d'acconto (col. 4) | 20% trattenuto dal committente (punto della CU lavoro autonomo) |
| Causale CU (se presente) | 'M', 'M2' o 'O' nel punto 1 della CU Lavoro autonomo |
Esempio pratico
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Tizio nel 2025 ha svolto una consulenza occasionale per una srl e ha incassato 2.000 euro lordi. La srl ha trattenuto 400 euro di ritenuta (20%) e gli ha rilasciato la CU con causale ‘M’. Nel 730, Tizio inserisce nel rigo D5: colonna 1 il codice ‘2’, colonna 2 l’importo 2.000 euro, colonna 3 le eventuali spese sostenute per quella consulenza (ad esempio 80 euro di materiali), colonna 4 la ritenuta 400 euro. L’IRPEF verrà calcolata sulla base imponibile netta (2.000 – 80 = 1.920 euro), e la ritenuta di 400 euro verrà scomputata dall’imposta dovuta.
Documenti necessari
- Certificazione Unica 2026 del committente con causale M, M2 o O (se il committente è sostituto d’imposta)
- Ricevute o fatture emesse per le prestazioni occasionali (per chi non ha ricevuto la CU)
- Documentazione delle spese inerenti la prestazione (ricevute, scontrini, fatture di acquisto materiali)
- Prospetto riepilogativo delle operazioni (obbligatorio: deve indicare compenso lordo, spese e reddito netto per ciascuna prestazione)
Tizio: consulenza pagata da un'azienda con ritenuta
Scenario. Tizio ha svolto nel 2025 due consulenze occasionali per la stessa azienda: una da 1.500 euro a marzo e una da 800 euro a settembre. L’azienda ha trattenuto la ritenuta del 20% su entrambi i pagamenti.
Come si applica. L’azienda ha rilasciato una sola CU 2026 con causale ‘M’ e il compenso totale di 2.300 euro (1.500 + 800). Tizio compila un unico rigo D5 con codice ‘2’, inserisce 2.300 euro in colonna 2 e la ritenuta complessiva di 460 euro (20% di 2.300) in colonna 4. Se ha sostenuto spese deducibili (per esempio 100 euro di trasferte documentate) le inserisce in colonna 3.
In pratica
- Inserisci sempre il compenso lordo, non quello netto che hai incassato: le ritenute si gestiscono nella colonna apposita.
- Conserva tutti i documenti di spesa: il fisco può chiedere di esibirli o inviarli all’ufficio competente.
- Le spese indicate non possono superare il compenso percepito per quella prestazione.
Caio: prestazione pagata da un privato, nessuna ritenuta
Scenario. Caio nel 2025 ha dato ripetizioni private a un singolo studente, ricevendo 1.200 euro in contanti. Il genitore dello studente è un privato senza partita IVA e non ha rilasciato nulla.
Come si applica. Caio non ha la CU. Deve comunque dichiarare i 1.200 euro nel rigo D5 (codice ‘2’, colonna 2). Non c’è ritenuta da inserire in colonna 4. Potrà dedurre le spese inerenti (ad esempio 50 euro di libri usati per le lezioni) in colonna 3. L’IRPEF verrà calcolata sull’intero reddito netto e Caio la pagherà per la prima volta in sede di dichiarazione, senza alcun credito di ritenuta.
In pratica
- Anche senza CU il reddito va dichiarato: l’omissione è sanzionabile in caso di controllo.
- Conserva il prospetto riepilogativo con data, committente, compenso lordo, spese e reddito netto.
- Non devi emettere fattura se sei un privato senza partita IVA, ma conviene rilasciare una ricevuta con marca da bollo per importi oltre 77,47 euro.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Quante ritenute trattengono sul compenso occasionale?
Il sostituto d’imposta trattiene una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso lordo. Questa somma non è l’imposta definitiva: viene conguagliata nel 730.
Devo dichiarare il lavoro occasionale anche se non ho ricevuto la Certificazione Unica?
Sì. Se il pagante era un privato senza partita IVA non c’è obbligo di CU, ma il compenso va comunque inserito nel quadro D. Il reddito è tassabile indipendentemente da chi ha pagato.
Cosa si può dedurre come spesa?
Le spese strettamente inerenti la produzione di quel reddito: materiali, trasferte documentate, acquisto di attrezzatura specifica per quella prestazione. Non si possono dedurre spese generali di vita quotidiana.
Esiste un limite oltre il quale diventa attività abituale?
Le istruzioni del 730 non fissano una soglia numerica automatica. L’abitualità si valuta caso per caso in base alla sistematicità delle prestazioni. Chi svolge attività continuativa e organizzata deve aprire partita IVA e usare il modello Redditi PF, non il 730.
Se ho due prestazioni occasionali da committenti diversi, compilo due righi?
Dipende: se i committenti hanno codici causale diversi nella CU, è consigliabile compilare righi separati. In generale puoi sommare compensi della stessa tipologia in un unico rigo D5, separando le spese per ciascuna operazione nel prospetto riepilogativo obbligatorio.
Domande frequenti