Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa dice l’art. 25 DPR 602/1973

L’Agente della riscossione notifica la cartella, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre:

a) «del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione» (somme da controllo automatizzato, art. 36-bis; del quarto anno per la dichiarazione del sostituto d’imposta);
b) «del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione» (somme da controllo formale, art. 36-ter);
c) «del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo» (somme dovute in base ad accertamenti).

Sono termini di decadenza: il loro mancato rispetto è un vizio che si può far valere.

I termini di notifica a colpo d’occhio

Origine della somma Termine di notifica (entro il 31/12)
Controllo automatizzato (art. 36-bis) Terzo anno successivo alla dichiarazione
Controllo formale (art. 36-ter) Quarto anno successivo alla dichiarazione
Accertamento divenuto definitivo Secondo anno successivo alla definitività

Cosa fare quando arriva la cartella

I 60 giorni sono decisivi. In questo termine conviene: verificare la notifica e i termini (decadenza, prescrizione del credito sottostante), controllare l’esistenza e l’importo del debito, e scegliere la strada: pagare, chiedere la rateizzazione, presentare istanza di autotutela per errori evidenti, oppure proporre ricorso al giudice competente se la pretesa è contestabile. Ignorarla espone a fermo, ipoteca e pignoramenti.

Tre casi pratici

Caso 1 – Cartella notificata troppo tardi

Scenario. Arriva una cartella oltre i termini dell’art. 25.

Inquadramento. La decadenza dalla notifica è motivo di opposizione: va eccepita nei termini e davanti al giudice competente, allegando le date.

Cosa verificare

  • data di presentazione della dichiarazione;
  • tipo di controllo (36-bis/36-ter/accertamento);
  • data di notifica della cartella;
  • rispetto del termine di decadenza.

Caso 2 – Importo errato

Scenario. La cartella riporta somme non dovute o già pagate.

Inquadramento. Si può chiedere l’annullamento in autotutela e, in parallelo, valutare il ricorso nei termini per non perdere il diritto di difesa.

Cosa raccogliere

  • prova dei pagamenti;
  • dichiarazioni e versamenti;
  • istanza di autotutela;
  • termini per il ricorso.

Caso 3 – Debito reale ma non sostenibile subito

Scenario. Il debito è dovuto ma non si riesce a pagarlo in un’unica soluzione.

Inquadramento. Conviene chiedere la rateizzazione (art. 19): blocca le nuove azioni esecutive e dilaziona il pagamento.

Cosa fare

  • istanza di rateizzazione;
  • scelta del numero di rate;
  • rispetto delle scadenze;
  • monitoraggio della decadenza dal piano.

Spunti pratici

Per verificare una cartella e scegliere la strategia puoi far controllare termini, importi e vizi.

Norme collegate

DPR 602/1973: art. 25 (cartella di pagamento), art. 19 (rateizzazione), art. 50 (intimazione e avvio dell’esecuzione). DPR 600/1973: art. 36-bis, art. 36-ter.

Fonti affidabili

Domande frequenti

Cos’è la cartella di pagamento?

È l’atto con cui l’Agente della riscossione richiede il pagamento di somme iscritte a ruolo (imposte, sanzioni, interessi), con intimazione a pagare entro 60 giorni dalla notifica.

Entro quanto va notificata la cartella?

A pena di decadenza: entro il 31/12 del terzo anno successivo alla dichiarazione per i controlli automatizzati (36-bis); del quarto anno per i controlli formali (36-ter); del secondo anno successivo alla definitività dell’accertamento.

Cosa succede se la cartella è notificata oltre i termini?

La notifica oltre i termini di decadenza rende la pretesa non più azionabile con quella cartella: è uno dei principali motivi di opposizione, da far valere nei termini e davanti al giudice competente.

Quanto tempo ho per pagare o reagire?

La cartella intima il pagamento entro 60 giorni dalla notifica. Nello stesso termine si valuta ricorso, rateizzazione o autotutela.

Cosa posso fare se la cartella è sbagliata?

Si può chiedere l’annullamento in autotutela, presentare ricorso nei termini al giudice competente, o chiedere la rateizzazione se si intende pagare; le strade vanno valutate in base al vizio.

Domande frequenti

Cos'è la cartella di pagamento?

È l'atto con cui l'Agente della riscossione richiede il pagamento di somme iscritte a ruolo (imposte, sanzioni, interessi). Contiene l'intimazione a pagare entro 60 giorni dalla notifica, decorsi i quali l'Agente può avviare le azioni di recupero.

Entro quanto va notificata la cartella?

A pena di decadenza (art. 25): entro il 31/12 del terzo anno successivo alla presentazione della dichiarazione per i controlli automatizzati (36-bis); del quarto anno per i controlli formali (36-ter); del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo.

Cosa succede se la cartella è notificata oltre i termini?

La notifica oltre i termini di decadenza rende la pretesa non più azionabile con quella cartella: è uno dei principali motivi di opposizione, da far valere nei termini e davanti al giudice competente.

Quanto tempo ho per pagare o reagire?

La cartella intima il pagamento entro 60 giorni dalla notifica. Nello stesso termine si può valutare il ricorso (se la pretesa è contestabile), la rateizzazione o l'eventuale autotutela.

Cosa posso fare se la cartella è sbagliata?

Si può chiedere l'annullamento in autotutela, presentare ricorso al giudice competente nei termini (tipicamente la Corte di giustizia tributaria per i tributi), o chiedere la rateizzazione se si intende pagare; le strade vanno valutate in base al vizio.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-15
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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