Testo dell'articoloVigente
Il superminimo è una voce retributiva che supera il minimo tabellare del CCNL e può essere di natura individuale (concordato nel contratto individuale) o collettiva (previsto da accordo aziendale). Il superminimo individuale può essere assorbito da futuri aumenti contrattuali se non è dichiarato ‘non assorbibile’; quello collettivo segue le regole dell’accordo che lo ha istituito.
Tabella riepilogativa
| Caratteristica | Superminimo individuale | Superminimo collettivo |
|---|---|---|
| Fonte | Accordo tra datore e singolo lavoratore | Accordo aziendale o integrativo |
| Forma | Di norma nel contratto individuale o lettera di assunzione | Contratto collettivo aziendale |
| Assorbibilità | Assorbibile dagli aumenti CCNL salvo clausola di non assorbibilità | Segue le regole dell’accordo istitutivo |
| Riduzione/eliminazione | Di norma non unilateralmente riducibile; richiede accordo salvo casi specifici | Modificabile con accordo collettivo |
| Imponibile IRPEF/INPS | Sì, concorre alla retribuzione imponibile | Sì |
Cos'è il superminimo e perché viene corrisposto
Il superminimo è una somma aggiuntiva rispetto al minimo tabellare fissato dal CCNL, riconosciuta al lavoratore per meriti particolari, per attrarre o trattenere personale qualificato, o in virtù di accordi individuali. Può essere denominato in busta paga con varie diciture: "superminimo individuale", "assegno ad personam", "elemento distinto della retribuzione". Non va confuso con la retribuzione variabile (es. premi di produzione), che dipende dal raggiungimento di obiettivi.
L'assorbimento da parte degli aumenti contrattuali
Il profilo più critico è l’assorbibilità: per orientamento consolidato della giurisprudenza, il superminimo individuale può essere ridotto o azzerato quando il CCNL aumenta il minimo tabellare, salvo che nella lettera di assunzione o in un accordo separato sia espressamente dichiarato "non assorbibile". Il lavoratore deve quindi verificare la propria lettera di assunzione per capire se il superminimo è protetto o no.
Il datore può eliminarlo unilateralmente?
In linea generale, il superminimo individuale non può essere eliminato unilateralmente dal datore al di fuori dei meccanismi di assorbimento previsti. Una riduzione arbitraria configurerebbe una modifica peggiorativa del contratto individuale, non consentita ex art. 2103 c.c. (come interpretato dalla giurisprudenza post-Jobs Act). Fanno eccezione le clausole specifiche di accordo e i casi in cui il superminimo è stato concesso a fronte di condizioni che sono venute meno (es. mansioni superiori non più svolte).
Casi pratici
Tizio riceve un superminimo di 80 € mensili non dichiarato "non assorbibile". Il rinnovo del CCNL porta un aumento di 60 € sul minimo tabellare: il datore assorbe 60 € del superminimo, che scende a 20 €. L’operazione è legittima secondo la giurisprudenza prevalente.
Nella lettera di assunzione di Caia il superminimo di 150 € è espressamente dichiarato "non assorbibile e non riassorbibile". A ogni rinnovo CCNL, il suo superminimo rimane invariato: gli aumenti tabellari si sommano alla retribuzione complessiva senza incidere su quella voce.
Il datore di Sempronio comunica una riduzione del superminimo non giustificata da assorbimento CCNL. Sempronio può contestarla: salvo accordo scritto, la riduzione unilaterale non è consentita. Può rivolgersi al sindacato o proporre ricorso al giudice del lavoro.
Domande frequenti
Il superminimo è obbligatorio per legge?
No. È una voce aggiuntiva rispetto al minimo tabellare del CCNL, che può essere riconosciuta per accordo individuale o collettivo. Non esiste un obbligo di legge generalizzato di corrisponderlo.
Come faccio a sapere se il mio superminimo è assorbibile?
Occorre leggere la lettera di assunzione o il contratto individuale: se non c’è alcuna clausola di non assorbibilità, la giurisprudenza prevalente lo considera assorbibile dagli aumenti CCNL.
Il superminimo entra nel TFR?
Sì. Essendo parte della retribuzione mensile contrattuale, il superminimo concorre alla retribuzione utile ai fini del TFR, salvo diverse previsioni del CCNL.
Il datore può ridurre il superminimo per mansioni cambiate?
Se il superminimo è stato riconosciuto specificamente per lo svolgimento di mansioni superiori o particolari funzioni, e tali mansioni cessano, il datore potrebbe avere argomenti per ridiscuterne l’importo. La questione è tuttavia controversa e dipende dalla formulazione del contratto individuale: è consigliabile verificare con un legale o con il sindacato.
Cosa devo fare se il datore riduce il superminimo senza accordo?
Inviare una lettera di contestazione al datore, documentando la voce retributiva originaria. Se la riduzione persiste, è possibile rivolgersi al sindacato, alla Direzione Territoriale del Lavoro o proporre ricorso al giudice del lavoro per ottenere le differenze retributive.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Il superminimo è obbligatorio per legge?
No. È una voce aggiuntiva rispetto al minimo tabellare del CCNL, che può essere riconosciuta per accordo individuale o collettivo. Non esiste un obbligo di legge generalizzato di corrisponderlo.
Come faccio a sapere se il mio superminimo è assorbibile?
Occorre leggere la lettera di assunzione o il contratto individuale: se non c'è alcuna clausola di non assorbibilità, la giurisprudenza prevalente lo considera assorbibile dagli aumenti CCNL.
Il superminimo entra nel TFR?
Sì. Essendo parte della retribuzione mensile contrattuale, il superminimo concorre alla retribuzione utile ai fini del TFR, salvo diverse previsioni del CCNL.
Il datore può ridurre il superminimo per mansioni cambiate?
Se il superminimo è stato riconosciuto specificamente per lo svolgimento di mansioni superiori o particolari funzioni, e tali mansioni cessano, il datore potrebbe avere argomenti per ridiscuterne l'importo. La questione è tuttavia controversa e dipende dalla formulazione del contratto individuale: è consigliabile verificare con un legale o con il sindacato.
Cosa devo fare se il datore riduce il superminimo senza accordo?
Inviare una lettera di contestazione al datore, documentando la voce retributiva originaria. Se la riduzione persiste, è possibile rivolgersi al sindacato, alla Direzione Territoriale del Lavoro o proporre ricorso al giudice del lavoro per ottenere le differenze retributive.
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