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Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche
In sintesi
In caso di recesso dal contratto a tempo indeterminato senza giusta causa, chi recede — datore o lavoratore — deve rispettare il periodo di preavviso stabilito dal CCNL. In alternativa può corrispondere l'indennità sostitutiva. Il preavviso non spetta in caso di giusta causa di licenziamento o dimissioni.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Licenziamento

In sintesi

In caso di recesso dal contratto a tempo indeterminato senza giusta causa, chi recede — datore o lavoratore — deve rispettare il periodo di preavviso stabilito dal CCNL. In alternativa può corrispondere l’indennità sostitutiva. Il preavviso non spetta in caso di giusta causa di licenziamento o dimissioni.

Riferimento normativo

Art. 2118 Codice Civile

Tabella riepilogativa

Preavviso nel recesso dal contratto a tempo indeterminato
Situazione Preavviso Nota
Licenziamento senza giusta causa Sì — durata da CCNL (varia per anzianità e categoria) In alternativa: indennità sostitutiva
Licenziamento per giusta causa No — recesso con effetto immediato Il datore non deve corrispondere il preavviso
Dimissioni senza giusta causa Sì — durata da CCNL (di norma inferiore a quella del datore) Se il lavoratore non lo rispetta, deve risarcire
Dimissioni per giusta causa No Il lavoratore può recedere con effetto immediato
Malattia durante il preavviso Sospende il preavviso (salvo CCNL diversi) Il preavviso riprende a decorrere alla guarigione

La funzione del preavviso e la sua durata

Il preavviso serve a dare alla parte che riceve il recesso il tempo di organizzarsi (il lavoratore per trovare un nuovo impiego, il datore per trovare un sostituto). La durata è stabilita dal CCNL e varia in base alla categoria (operaio/impiegato/quadro/dirigente) e all’anzianità di servizio: più sono lunghi il livello e l’anzianità, più è lungo il preavviso. In assenza di CCNL si applicano gli usi o, in mancanza, la valutazione equitativa.

L'indennità sostitutiva del preavviso

La parte che intende recedere immediatamente — senza far lavorare il dipendente nel periodo di preavviso — può corrispondere l’indennità sostitutiva, pari alla retribuzione che sarebbe maturata nel periodo di preavviso non lavorato. L’indennità sostitutiva è assoggettata a contribuzione previdenziale e a tassazione ordinaria IRPEF come la retribuzione. È corrisposta con la liquidazione finale.

Quando il preavviso non spetta

Il preavviso non è dovuto in caso di giusta causa, sia per il licenziamento sia per le dimissioni: la parte offesa può recedere immediatamente. Il licenziamento per giusta causa implica una violazione talmente grave da non permettere la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto. Se il giudice accerta che la giusta causa non sussisteva, il datore dovrà corrispondere l’indennità sostitutiva del preavviso oltre alle altre tutele.

Casi pratici

Tizio — licenziato senza preavviso per giusta causa poi non accertata

Tizio è licenziato in tronco per giusta causa. Il giudice accerta che la causa non era così grave da giustificare il recesso immediato: il datore dovrà corrispondere l’indennità sostitutiva del preavviso, oltre all’indennità risarcitoria per il licenziamento illegittimo.

Caia — si dimette senza rispettare il preavviso

Caia ha un preavviso di 30 giorni per contratto ma lascia dopo soli 5 giorni. Il datore ha diritto al risarcimento per i 25 giorni di preavviso non rispettati, che può trattenere dalla liquidazione finale.

Sempronio — si ammala durante il preavviso

Sempronio viene licenziato con 30 giorni di preavviso ma si ammala al 10° giorno. Il preavviso si sospende per la durata della malattia (salvo diversa previsione del CCNL) e riprende a decorrere dalla guarigione.

Domande frequenti

Chi deve rispettare il preavviso: solo il datore?

No. Entrambe le parti devono rispettarlo in caso di recesso senza giusta causa: il datore che licenzia e il lavoratore che si dimette.

Come si calcola l'indennità sostitutiva del preavviso?

È pari alla retribuzione globale di fatto che sarebbe maturata durante il periodo di preavviso. Include tutte le voci retributive continuative, non le voci occasionali.

L'indennità sostitutiva del preavviso è tassata?

Sì, è soggetta a IRPEF con tassazione ordinaria e a contribuzione previdenziale, a differenza del TFR che ha regime separato.

La malattia sospende il preavviso?

Di regola sì, salvo diversa previsione del CCNL. Il preavviso riprende a decorrere dal giorno della guarigione.

Se il CCNL non prevede il preavviso, cosa si applica?

Si applicano gli usi del luogo in cui si svolge il lavoro; in mancanza, la determinazione equitativa del giudice ex art. 2118, co. 3, c.c.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Domande frequenti

Chi deve rispettare il preavviso: solo il datore?

No. Entrambe le parti devono rispettarlo in caso di recesso senza giusta causa: il datore che licenzia e il lavoratore che si dimette.

Come si calcola l'indennità sostitutiva del preavviso?

È pari alla retribuzione globale di fatto che sarebbe maturata durante il periodo di preavviso. Include tutte le voci retributive continuative, non le voci occasionali.

L'indennità sostitutiva del preavviso è tassata?

Sì, è soggetta a IRPEF con tassazione ordinaria e a contribuzione previdenziale, a differenza del TFR che ha regime separato.

La malattia sospende il preavviso?

Di regola sì, salvo diversa previsione del CCNL. Il preavviso riprende a decorrere dal giorno della guarigione.

Se il CCNL non prevede il preavviso, cosa si applica?

Si applicano gli usi del luogo in cui si svolge il lavoro; in mancanza, la determinazione equitativa del giudice ex art. 2118, co. 3, c.c.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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