Testo dell'articoloVigente
La NASpI spetta al lavoratore che perde involontariamente il lavoro, compresi il licenziamento per qualsiasi causa, le dimissioni per giusta causa e la risoluzione consensuale in sede protetta. Occorrono almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti e 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi prima della disoccupazione.
Quanta NASpI ti spetta?
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Tabella riepilogativa
| Elemento | Regola |
|---|---|
| Stato di disoccupazione involontaria | Licenziamento, scadenza termine, risoluzione consensuale in sede protetta, dimissioni per giusta causa |
| Contributi richiesti | Almeno 13 settimane nei 4 anni precedenti |
| Giornate di lavoro | Almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi prima della cessazione |
| Importo | 75% della retribuzione mensile media (con riduzione percentuale per le retribuzioni superiori a una soglia INPS) |
| Durata | Pari alla metà delle settimane contributive negli ultimi 4 anni, max 24 mesi |
| Decurtazione mensile | 3% ogni mese a partire dal 1° giorno del 5° mese |
Quando si ha diritto alla NASpI
La NASpI spetta al lavoratore dipendente (comprese le categorie degli apprendisti e dei soci lavoratori di cooperative) che perde involontariamente il lavoro. Sono casi ammessi: licenziamento (per qualsiasi motivo, anche disciplinare), scadenza del contratto a termine, dimissioni per giusta causa e risoluzione consensuale avvenuta in sede sindacale, davanti all’Ispettorato del Lavoro o nell’ambito di una procedura conciliativa certificata. Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI.
Come si calcola l'importo
L’importo mensile è pari al 75% della retribuzione mensile imponibile degli ultimi quattro anni, divisa per il numero di settimane contributive e moltiplicata per il numero di settimane del periodo di indennizzo. Per le retribuzioni superiori a una soglia stabilita dall’INPS (aggiornata ogni anno), si applica una percentuale ridotta sulla parte eccedente. A partire dal primo giorno del quinto mese l’importo si riduce del 3% ogni mese successivo.
Come fare domanda e il termine
La domanda va presentata all’INPS in via telematica entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto (o dalla fine del periodo di malattia, maternità o preavviso, se successivi). La presentazione tardiva non fa perdere il diritto ma riduce la durata della prestazione: i giorni di ritardo vengono sottratti dal totale dei giorni spettanti.
Casi pratici
Tizio è licenziato per riduzione di personale il 1° marzo. Ha oltre 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e più di 30 giornate negli ultimi 12 mesi. Presenta domanda INPS entro il 68° giorno (entro il 8 maggio): ottiene la NASpI per un numero di mesi pari alla metà delle settimane contributive.
Caia si dimette perché il datore non le versa lo stipendio da 3 mesi (giusta causa). Avendo perso involontariamente il reddito, ha diritto alla NASpI come se fosse stata licenziata, a condizione di possedere i requisiti contributivi.
Sempronio presenta la domanda al 70° giorno invece del 68°. Non perde il diritto, ma i 2 giorni di ritardo vengono sottratti dalla durata complessiva della NASpI che riceverà.
Domande frequenti
Le dimissioni danno diritto alla NASpI?
Solo se sono per giusta causa (ad es. mancato pagamento dello stipendio, mobbing accertato, trasferimento non giustificato) o se avvengono in sede protetta (ITL, commissione di conciliazione). Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI.
Quante settimane di contributi servono per la NASpI?
Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la data di disoccupazione, più almeno 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi.
Quanto dura la NASpI?
Un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive nei 4 anni precedenti, fino a un massimo di 24 mesi.
L'importo della NASpI rimane fisso?
No. A partire dal primo giorno del quinto mese di fruizione si riduce del 3% ogni mese.
Entro quando va presentata la domanda INPS?
Entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto. La domanda tardiva non fa decadere il diritto ma riduce la durata della prestazione.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Le dimissioni danno diritto alla NASpI?
Solo se sono per giusta causa (ad es. mancato pagamento dello stipendio, mobbing accertato, trasferimento non giustificato) o se avvengono in sede protetta (ITL, commissione di conciliazione). Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI.
Quante settimane di contributi servono per la NASpI?
Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la data di disoccupazione, più almeno 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi.
Quanto dura la NASpI?
Un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive nei 4 anni precedenti, fino a un massimo di 24 mesi.
L'importo della NASpI rimane fisso?
No. A partire dal primo giorno del quinto mese di fruizione si riduce del 3% ogni mese.
Entro quando va presentata la domanda INPS?
Entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto. La domanda tardiva non fa decadere il diritto ma riduce la durata della prestazione.
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