Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Capita spesso: la sentenza o l’accordo stabiliscono un assegno per il coniuge o per i figli, ma l’ex non paga. Non bisogna rassegnarsi né, all’opposto, farsi giustizia da soli: la legge offre strumenti civili ed eventualmente penali per ottenere quanto dovuto. Vediamo, in ordine, cosa si può fare.

Il provvedimento è già un titolo esecutivo

La sentenza di separazione o divorzio, il verbale di separazione consensuale omologato e l’accordo di negoziazione assistita sono titoli esecutivi: non occorre un nuovo processo per “farsi dare ragione”. Di fronte al mancato pagamento si può quindi agire direttamente in via esecutiva per recuperare le somme dovute, comprese quelle arretrate.

Il pagamento diretto da parte di terzi

Uno strumento molto efficace è l’ordine di pagamento diretto: l’avente diritto può ottenere che i terzi tenuti a versare somme all’obbligato (in primo luogo il datore di lavoro, ma anche l’INPS per la pensione o la banca) paghino direttamente a lui una parte di quelle somme. È previsto dall’art. 8 della legge 898/1970 per il divorzio e, per la separazione, dall’art. 156 del codice civile. Così l’assegno arriva senza passare dalle mani dell’ex.

Il pignoramento

In alternativa o in aggiunta si può procedere con il pignoramento: dello stipendio o della pensione (pignoramento presso terzi), del conto corrente o di beni dell’obbligato. Per i crediti di mantenimento la legge consente, su autorizzazione del giudice, di pignorare lo stipendio anche oltre i limiti ordinari, data la natura alimentare del credito.

I profili penali

Il mancato pagamento può avere rilievo penale. La violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 del codice penale) punisce chi fa mancare i mezzi di sussistenza ai familiari; una norma specifica (art. 570-bis) sanziona inoltre l’omesso versamento dell’assegno stabilito in sede di separazione o divorzio. In questi casi si può presentare querela; il procedimento penale è un ulteriore strumento di pressione, oltre a quelli civili.

Cosa conviene fare, in pratica

In genere il percorso più rapido è: diffidare formalmente l’ex tramite l’avvocato; se non paga, attivare l’ordine di pagamento diretto al datore di lavoro o il pignoramento; valutare, nei casi più gravi e persistenti, la querela penale. Conviene conservare con cura la prova dei mancati pagamenti (estratti conto, solleciti) e rivolgersi a un avvocato per scegliere lo strumento più adatto.

Articoli di legge da consultare

Domande frequenti

Cosa posso fare se l’ex non paga l’assegno?

Il provvedimento è un titolo esecutivo: puoi chiedere il pagamento diretto da parte del datore di lavoro, procedere al pignoramento dello stipendio o dei beni e, nei casi gravi, presentare querela per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Posso farmi pagare direttamente dal datore di lavoro dell’ex?

Sì. L’art. 8 della legge sul divorzio e l’art. 156 del codice civile consentono di ordinare ai terzi tenuti a versare somme all’obbligato (datore di lavoro, INPS) di pagarle direttamente all’avente diritto.

Non pagare il mantenimento è reato?

Può esserlo. La violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p.) e l’omesso versamento dell’assegno di separazione o divorzio (art. 570-bis c.p.) sono fattispecie penali perseguibili, di norma, a querela.

Risorse correlate

I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

In sintesi

  • La sentenza, il verbale omologato e l'accordo di negoziazione sono gia titoli esecutivi: non serve una nuova causa per riscuotere.
  • Si puo procedere con pignoramento (stipendio, conto, beni) tramite atto di precetto e successiva esecuzione forzata.
  • Esiste l'ordine di pagamento diretto al datore di lavoro o ad altri terzi debitori dell'obbligato.
  • Il mancato versamento dell'assegno puo integrare un reato in determinate condizioni.
  • Il giudice puo disporre garanzie e, nei casi piu gravi, misure a tutela del creditore.
Indice dei contenuti

Capita spesso: la sentenza o l'accordo fissano un assegno per il coniuge o per i figli, ma l'ex non paga. La prima reazione e quella sbagliata, in entrambe le direzioni: non bisogna rassegnarsi, ma neppure farsi giustizia da soli. L'ordinamento offre una serie di strumenti, civili e in certi casi penali, per ottenere quanto dovuto. Conoscerli e usarli nell'ordine giusto e la chiave per riscuotere senza errori procedurali.

Il provvedimento e gia un titolo esecutivo

Il punto di partenza e che la sentenza di separazione o divorzio, il verbale di separazione consensuale omologato e l'accordo di negoziazione assistita sono gia titoli esecutivi. Significa che non occorre instaurare una nuova causa per far accertare il credito: il diritto all'assegno e gia accertato. Si puo quindi passare direttamente alla fase di attuazione coattiva, rispettando pero le forme previste dal codice di procedura civile.

Il precetto, primo passo formale

Prima di aggredire i beni occorre, di regola, notificare l'atto di precetto: un'intimazione formale a pagare entro un termine (tipicamente dieci giorni) le somme dovute, con l'avvertimento che, in mancanza, si procedera all'esecuzione forzata. Il precetto cristallizza l'importo preteso e mette l'obbligato di fronte alla scelta tra pagare ed esporsi al pignoramento.

Il pignoramento dello stipendio e del conto

Decorso il termine del precetto senza pagamento, si puo procedere al pignoramento. Le forme piu efficaci per i crediti da mantenimento sono il pignoramento presso terzi, che colpisce lo stipendio o la pensione dell'obbligato nelle mani del datore di lavoro o dell'ente previdenziale, e il pignoramento del conto corrente. Si puo agire anche su beni mobili o immobili. I limiti di pignorabilita ordinari dello stipendio sono in parte attenuati quando il credito ha natura alimentare o di mantenimento.

L'ordine di pagamento diretto

Uno strumento specifico del diritto di famiglia consente al giudice di ordinare ai terzi tenuti a corrispondere somme all'obbligato (per esempio il datore di lavoro) di versare una parte direttamente al beneficiario dell'assegno. E' una via particolarmente utile quando l'inadempimento e ricorrente, perche stabilizza il flusso del pagamento senza dover ripetere ogni volta l'esecuzione forzata.

Le garanzie e le misure a tutela

In presenza di inadempimenti gravi o del pericolo che l'obbligato si sottragga, il giudice puo imporre garanzie reali o personali e adottare misure dirette a tutelare il creditore. L'obiettivo e assicurare che l'assegno, destinato spesso al sostentamento dei figli o del coniuge piu debole, sia effettivamente percepito e non resti sulla carta.

Il profilo penale

Il mancato versamento del mantenimento puo assumere rilievo penale. In linea generale, la violazione degli obblighi di assistenza familiare e punita quando si fa mancare i mezzi di sussistenza, e norme specifiche sanzionano l'inadempimento degli obblighi economici stabiliti in sede di separazione o divorzio. Si tratta pero di strumenti da valutare con prudenza, perche presuppongono presupposti precisi e non sostituiscono la via civile del recupero.

Strategia pratica e tempi

In concreto conviene muoversi con metodo: verificare il titolo, quantificare con esattezza arretrati e accessori, notificare il precetto e scegliere la forma di pignoramento piu adatta alla situazione patrimoniale dell'ex. Quando l'inadempimento e sistematico, l'ordine di pagamento diretto offre la soluzione piu stabile. Il supporto di un avvocato evita vizi formali che potrebbero far ripartire da capo la procedura.

Casi pratici

Caso 1: pignoramento dello stipendio

Tizio deve un assegno mensile per i figli ma smette di pagare. Caia, titolare del credito, notifica il precetto e, decorso il termine, avvia il pignoramento presso il datore di lavoro di Tizio: una quota dello stipendio viene cosi destinata mensilmente al pagamento dell'assegno.

Caso 2: ordine di pagamento diretto

Sempronio paga in modo irregolare, costringendo l'ex a esecuzioni ripetute. Il giudice, su richiesta, ordina al datore di lavoro di versare direttamente al beneficiario la parte di retribuzione corrispondente all'assegno, stabilizzando il flusso senza dover ripetere ogni volta la procedura.

Domande frequenti

Devo fare una nuova causa per riscuotere l'assegno?

No. La sentenza, il verbale omologato e l'accordo di negoziazione sono gia titoli esecutivi: si passa direttamente all'esecuzione forzata, di regola previo atto di precetto.

Posso pignorare lo stipendio dell'ex?

Si, tipicamente con il pignoramento presso terzi nelle mani del datore di lavoro; per i crediti di mantenimento i limiti ordinari di pignorabilita sono in parte attenuati.

Cos'e l'ordine di pagamento diretto?

E' un provvedimento con cui il giudice ordina ai terzi debitori dell'obbligato di versare parte delle somme direttamente al beneficiario dell'assegno.

Il mancato pagamento e reato?

Puo esserlo. La legge prevede sanzioni penali per la violazione degli obblighi di assistenza familiare e per l'inadempimento degli obblighi economici fissati in separazione o divorzio, a precise condizioni.

Cosa fare se l'ex nasconde i propri beni?

Il giudice puo imporre garanzie e adottare misure a tutela del creditore; e inoltre possibile svolgere accertamenti patrimoniali per individuare redditi e beni aggredibili.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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