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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Vendita o donazione: le due strade per cedere le quote di SRL

Quando un socio vuole uscire da una SRL o trasferire le proprie quote a un figlio o a un altro soggetto, si trova di fronte a due strade principali: vendere le quote o donarle. Le conseguenze fiscali sono molto diverse, e la scelta giusta dipende dal valore attuale delle quote rispetto a quanto sono state pagate originariamente, dal rapporto con il destinatario e dagli obiettivi familiari o imprenditoriali.

Con la vendita, il socio incassa un corrispettivo e paga le imposte sulla differenza tra questo e il costo di acquisto originario della partecipazione. Con la donazione, il trasferimento è gratuito e non emerge subito alcuna plusvalenza in capo al donante. Questo però non significa che le imposte spariscano: si trasferiscono semplicemente al futuro, a carico di chi riceve le quote.

Un elemento spesso trascurato è il cosiddetto ‘costo fiscalmente riconosciuto’. Chi riceve le quote in donazione non parte da zero: eredita il costo originale del donante. Se un giorno venderà quelle quote, la plusvalenza sarà calcolata su quella base storica, potenzialmente lontana dal valore di mercato. In certi casi questo meccanismo trasforma un vantaggio immediato in un debito fiscale futuro più elevato.

Donazione vs vendita quote SRL — confronto testa a testa
Aspetto Vendita di quote Donazione di quote
Plusvalenza in capo al cedente/donante Sì: (corrispettivo − costo fiscale) × 26% No: nessuna plusvalenza immediata in capo al donante
Imposta di registro sull'atto Misura fissa: 200 euro Imposta sulle donazioni (franchigie e aliquote variabili per parentela)
Costo fiscale per il ricevente Il prezzo pagato (nuovo costo di acquisto) Il costo originario del donante (il donatario 'eredita' il costo storico)
Plusvalenza futura per il ricevente Calcolata dal prezzo di acquisto pagato Calcolata dal costo storico del donante: potenzialmente molto più alta
Liquidità per il cedente/donante Sì: riceve il corrispettivo No: trasferimento gratuito, nessuna liquidità
Adatto al passaggio generazionale Parzialmente (richiede liquidità del compratore) Sì, specialmente con franchigie familiari elevate

Esempio pratico

  • Tizio ha acquistato quote di Alfa SRL per 50.000 euro anni fa. Oggi valgono 200.000 euro. Plusvalenza latente: 150.000 euro.

    Scenario vendita: Tizio vende a Caio per 200.000 euro. Plusvalenza = 150.000 euro. Imposta sostitutiva = 150.000 × 26% = 39.000 euro. Registro = 200 euro. Caio ha un nuovo costo fiscale di 200.000 euro: se rivende a 220.000 euro pagherà il 26% su soli 20.000 euro (5.200 euro).

    Scenario donazione a figlio: Tizio dona le quote al figlio Sempronio. Nessuna plusvalenza immediata. Se il valore delle quote rientra nella franchigia per figli (verificare le soglie vigenti per imposte di donazione), nessuna imposta di donazione. Sempronio però ‘eredita’ il costo fiscale di 50.000 euro. Se poi vende a 200.000 euro: plusvalenza = 150.000 euro, imposta = 39.000 euro. Il debito fiscale è solo differito, non eliminato.

Documenti necessari

  • Visura camerale e libro soci della SRL (per verifica delle quote e del costo di acquisto originario)
  • Atto di acquisto originario delle quote (per determinare il costo fiscalmente riconosciuto)
  • Perizia di stima del valore delle quote (utile sia per la vendita sia per la donazione)
  • Atto notarile di cessione quote o di donazione (obbligatorio in entrambi i casi)
  • Modello dichiarativo per le plusvalenze (quadro RT del Modello Redditi PF)

Caso 1: passaggio generazionale — donazione con franchigia familiare

Scenario. Tizio vuole trasferire al figlio Sempronio le proprie quote di Alfa SRL. Le quote valgono oggi 180.000 euro; le aveva acquistate per 30.000 euro. Non ha bisogno di liquidità immediata.

Come si applica. Con la vendita, Tizio realizzerebbe una plusvalenza di 150.000 euro e pagherebbe 39.000 euro di imposta sostitutiva. Con la donazione al figlio non emerge alcuna plusvalenza immediata. L’imposta sulle donazioni dipende dal valore e dalla franchigia applicabile tra genitori e figli (verificare la normativa sulle imposte di donazione vigente). Se la donazione rientra nella franchigia, il costo complessivo dell’operazione è notevolmente inferiore. Sempronio però dovrà ricordare che il suo costo fiscale delle quote è 30.000 euro, non 180.000.

In pratica

  • La donazione è spesso preferita nel passaggio generazionale quando il donante non ha bisogno di incassare e le franchigie familiari coprono il valore delle quote.
  • Il donatario deve essere consapevole del costo fiscale ‘ereditato’: se vende presto, la tassazione sulla plusvalenza può essere elevata.
  • Una pianificazione a lungo termine può prevedere la donazione oggi e la vendita futura solo dopo che il valore sia cresciuto ulteriormente e sia diventato conveniente gestire la plusvalenza.

Caso 2: cessione a un terzo — vendita con plusvalenza limitata

Scenario. Caio vuole vendere le proprie quote di Beta Srl a un investitore esterno. Le ha acquistate per 90.000 euro e oggi valgono 110.000 euro. La donazione non è un’opzione (il compratore è un soggetto terzo).

Come si applica. La plusvalenza è 20.000 euro. Imposta sostitutiva: 20.000 × 26% = 5.200 euro. L’atto di cessione sconta imposta di registro in misura fissa di 200 euro. Il carico fiscale complessivo dell’operazione è contenuto (meno del 5% del corrispettivo). Caio incassa liquidità netta di circa 104.600 euro. L’investitore acquista le quote con un costo fiscale di 110.000 euro.

In pratica

  • Quando la plusvalenza latente è modesta, la vendita è la soluzione naturale: il carico fiscale è proporzionato e il venditore ottiene liquidità immediata.
  • Le minusvalenze su altri investimenti finanziari degli anni precedenti possono abbattere la plusvalenza da vendita quote, riducendo ulteriormente l’imposta.
  • L’imposta di registro fissa di 200 euro è indipendente dal valore della cessione: non pesa nelle valutazioni economiche.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Quanto si paga sull'utile dalla vendita di quote SRL?

Il socio persona fisica paga un’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza, cioè sulla differenza tra il corrispettivo ricevuto e il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione (quanto era stato pagato all’acquisto).

La donazione di quote è davvero esente da imposte?

Non sempre. Non emerge la plusvalenza in capo al donante, ma si paga l’imposta sulle donazioni, calcolata sul valore delle quote donate, con franchigie e aliquote che variano secondo il grado di parentela con il beneficiario.

Cosa si intende per 'costo fiscalmente riconosciuto' ereditato dal donatario?

Il donatario assume come proprio costo di acquisto quello originario del donante, non il valore corrente delle quote. Se un giorno vende, la plusvalenza viene calcolata a partire da quel costo storico, non dal valore al momento della donazione.

Le minusvalenze da vendita di quote si possono usare?

Sì: le minusvalenze realizzate sono compensabili con altre plusvalenze o redditi diversi di natura finanziaria realizzati negli stessi o nei quattro esercizi successivi.

Quanto costa l'atto di cessione di quote SRL?

L’atto notarile di cessione quote sconta l’imposta di registro in misura fissa di 200 euro, indipendentemente dal valore delle quote. Ci sono poi le spese notarili.

Quando conviene vendere invece di donare?

La vendita conviene quando il donante ha bisogno di liquidità, quando il destinatario non è un familiare (e quindi le franchigie donazione non si applicano), o quando la plusvalenza latente è contenuta e il carico fiscale del 26% è accettabile rispetto all’alternativa.

Domande frequenti

Quanto si paga sull'utile dalla vendita di quote SRL?

Il socio persona fisica paga un'imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza, cioè sulla differenza tra il corrispettivo ricevuto e il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione (quanto era stato pagato all'acquisto).

La donazione di quote è davvero esente da imposte?

Non sempre. Non emerge la plusvalenza in capo al donante, ma si paga l'imposta sulle donazioni, calcolata sul valore delle quote donate, con franchigie e aliquote che variano secondo il grado di parentela con il beneficiario.

Cosa si intende per 'costo fiscalmente riconosciuto' ereditato dal donatario?

Il donatario assume come proprio costo di acquisto quello originario del donante, non il valore corrente delle quote. Se un giorno vende, la plusvalenza viene calcolata a partire da quel costo storico, non dal valore al momento della donazione.

Le minusvalenze da vendita di quote si possono usare?

Sì: le minusvalenze realizzate sono compensabili con altre plusvalenze o redditi diversi di natura finanziaria realizzati negli stessi o nei quattro esercizi successivi.

Quanto costa l'atto di cessione di quote SRL?

L'atto notarile di cessione quote sconta l'imposta di registro in misura fissa di 200 euro, indipendentemente dal valore delle quote. Ci sono poi le spese notarili.

Quando conviene vendere invece di donare?

La vendita conviene quando il donante ha bisogno di liquidità, quando il destinatario non è un familiare (e quindi le franchigie donazione non si applicano), o quando la plusvalenza latente è contenuta e il carico fiscale del 26% è accettabile rispetto all'alternativa.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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