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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Tamponi e vaccini privati: la regola generale

Tamponi molecolari, tamponi antigenici, vaccini acquistati privatamente o eseguiti in cliniche private: si tratta di prestazioni sanitarie, e come tali rientrano tra le spese detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi. Non importa se il vaccino e obbligatorio per legge o volontario, ne se il tampone era richiesto dal datore di lavoro o scelto autonomamente: l’elemento che conta ai fini fiscali e che si tratti di una prestazione sanitaria rimasta a tuo carico.

Come per tutte le spese sanitarie, si applica una franchigia di 129,11 euro: e la parte di spesa che resta sempre a tuo carico, indipendentemente da quanto hai speso. La detrazione del 19% si calcola solo sull’importo che supera questa soglia, applicata una volta sola sul totale delle spese sanitarie dell’anno. Se hai speso meno di 129,11 euro in totale di spese sanitarie nel 2025, la detrazione non produce alcun risparmio fiscale.

Le spese per tamponi e vaccini privati vanno indicate nel rigo E1 del quadro E del modello 730, insieme a tutte le altre spese sanitarie. Chi ti assiste nella dichiarazione — il CAF, il commercialista o il datore di lavoro — calcola l’importo spettante. Le spese sanitarie sono espressamente escluse dal ‘riordino delle detrazioni’ introdotto dalla legge di Bilancio 2025: anche chi ha un reddito superiore a 75.000 euro detrae per intero, senza i tagli previsti per altre categorie di oneri.

Attenzione al metodo di pagamento: dal 2020 la detrazione del 19% spetta solo se la spesa e stata pagata con strumenti tracciabili — bonifico, carta di debito, carta di credito, carta prepagata, assegno. L’eccezione riguarda le prestazioni rese da strutture pubbliche o da strutture private convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale (accreditate al SSN), per le quali il pagamento in contanti e comunque ammesso ai fini della detrazione.

Tamponi e vaccini privati: riepilogo dei parametri
Voce Importo / Regola
Aliquota di detrazione 19%
Franchigia (quota a tuo carico) 129,11 euro sul totale spese sanitarie
Rigo del 730 E1 (Spese sanitarie)
Pagamento accettato Tracciabile (carta, bonifico, bancomat)
Eccezione pagamento tracciabile Strutture pubbliche o accreditate SSN
Rateizzazione opzionale 4 quote se spese sanitarie totali superano 15.493,71 euro

Esempio pratico

  • Caio ha sostenuto nel 2025 le seguenti spese sanitarie: 80 euro per un vaccino antinfluenzale privato, 60 euro per due tamponi molecolari eseguiti in una farmacia privata, 400 euro per visite specialistiche. Il totale e 540 euro. Nel rigo E1 indica 540 euro. Il CAF sottrae la franchigia: 540 – 129,11 = 410,89 euro. La detrazione del 19% e pari a circa 78,07 euro di risparmio IRPEF. Se avesse avuto meno di 129,11 euro di spese sanitarie in tutto l’anno, non avrebbe ottenuto alcuna detrazione.

Documenti necessari

  • Fattura o ricevuta fiscale della farmacia, della clinica o del centro medico, con indicazione della prestazione (tampone, vaccino) e del codice fiscale del paziente
  • Per i vaccini: ricevuta o documentazione rilasciata dal centro vaccinale privato con indicazione del vaccino somministrato
  • Ricevuta del pagamento tracciabile: estratto conto, ricevuta del bonifico, ricevuta di pagamento con carta di credito o bancomat
  • Se le spese sono state sostenute per un familiare a carico: documento che riporti anche i dati del familiare (nome, codice fiscale)

Vaccino privato e tamponi in farmacia nello stesso anno

Scenario. Tizio nel 2025 ha fatto un vaccino antinfluenzale privatamente (50 euro, pagato in farmacia con carta), un tampone molecolare (45 euro, pagato con bancomat) e ha sostenuto altre spese mediche per visite specialistiche (350 euro con bonifico). Totale spese sanitarie: 445 euro.

Come si applica. Tutte e tre le voci sono spese sanitarie detraibili al 19%. Tizio le somma e indica 445 euro nel rigo E1. La detrazione si calcola sulla parte che supera la franchigia: 445 – 129,11 = 315,89 euro. Il 19% di 315,89 euro e circa 60,02 euro di risparmio fiscale. Il tampone da 45 euro, da solo, non avrebbe superato la franchigia: e la somma complessiva a contare.

In pratica

  • Non valutare le singole spese: somma tutte le spese sanitarie dell’anno nel rigo E1. La franchigia di 129,11 euro si applica una volta sul totale.
  • Conserva le ricevute di ogni spesa (farmacia, laboratorio, clinica) e le prove del pagamento tracciabile.
  • Se un familiare a carico ha sostenuto spese sanitarie, le includi nel tuo rigo E1.

Vaccino richiesto dal datore di lavoro: si detrae?

Scenario. Caio lavora a contatto con il pubblico e il suo datore di lavoro ha fortemente raccomandato il vaccino antiepatite. Caio lo ha eseguito privatamente spendendo 120 euro con carta di credito. Non gli e stato rimborsato.

Come si applica. Il fatto che il vaccino sia stato ‘richiesto’ dal datore di lavoro non cambia il trattamento fiscale: si tratta sempre di una prestazione sanitaria rimasta a carico di Caio, quindi e detraibile al 19%. L’unico elemento da verificare e che la spesa non sia stata rimborsata dal datore di lavoro o da un fondo sanitario aziendale: in quel caso, la quota rimborsata non andrebbe inclusa nella detrazione.

In pratica

  • Non importa se il vaccino e obbligatorio, consigliato o volontario: cio che conta ai fini fiscali e che sia una prestazione sanitaria a pagamento rimasta a tuo carico.
  • Se il datore di lavoro o la mutua ti ha rimborsato la spesa, quella quota non va nella detrazione.
  • Conserva la fattura del centro vaccinale e la ricevuta del pagamento con carta.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Quanto si detrae per un tampone o un vaccino privato?

Si applica la detrazione del 19% sull’importo che supera la franchigia di 129,11 euro. La franchigia si calcola sul totale delle spese sanitarie dell’anno, non sulla singola voce. Se hai speso solo 50 euro di vaccino e nient’altro, non si supera la soglia e la detrazione e zero. Se invece sommi altre spese sanitarie e superi 129,11 euro, la detrazione scatta sul totale eccedente.

La detrazione spetta anche per i vaccini volontari, non obbligatori per legge?

Si. Ai fini fiscali non rileva se il vaccino e obbligatorio o volontario. L’elemento determinante e che si tratti di una prestazione sanitaria sostenuta a pagamento da chi la dichiara, non rimborsata da terzi.

Posso pagare il tampone in contanti e detrarre la spesa?

Solo se il tampone e stato eseguito in una struttura pubblica o in una struttura privata accreditata al SSN. Per le strutture private non accreditate il pagamento in contanti non da diritto alla detrazione: serve un pagamento tracciabile (carta, bonifico, bancomat).

Posso detrarre il tampone eseguito per conto del mio familiare a carico?

Si. Se il familiare e fiscalmente a carico, puoi includere la spesa nel tuo rigo E1 anche se il documento e intestato al familiare. Se invece il familiare non e fiscalmente a carico, la detrazione spetta soltanto a lui nella propria dichiarazione.

Le spese per tamponi e vaccini rientrano nel riordino delle detrazioni per redditi alti?

No. Le spese sanitarie sono espressamente escluse dal riordino delle detrazioni introdotto dalla legge di Bilancio 2025. Anche chi ha un reddito superiore a 75.000 euro mantiene la detrazione piena sulle spese sanitarie.

Se la mutua mi ha rimborsato il vaccino, posso comunque detrarre la spesa?

No, non per la quota rimborsata. Puoi detrarre solo la parte di spesa che e rimasta effettivamente a tuo carico. Se hai sostenuto 100 euro e la mutua ne ha rimborsati 60, puoi detrarre solo i 40 euro non rimborsati.

Domande frequenti

Quanto si detrae per un tampone o un vaccino privato?

Si applica la detrazione del 19% sull'importo che supera la franchigia di 129,11 euro. La franchigia si calcola sul totale delle spese sanitarie dell'anno, non sulla singola voce. Se hai speso solo 50 euro di vaccino e nient'altro, non si supera la soglia e la detrazione e zero. Se invece sommi altre spese sanitarie e superi 129,11 euro, la detrazione scatta sul totale eccedente.

La detrazione spetta anche per i vaccini volontari, non obbligatori per legge?

Si. Ai fini fiscali non rileva se il vaccino e obbligatorio o volontario. L'elemento determinante e che si tratti di una prestazione sanitaria sostenuta a pagamento da chi la dichiara, non rimborsata da terzi.

Posso pagare il tampone in contanti e detrarre la spesa?

Solo se il tampone e stato eseguito in una struttura pubblica o in una struttura privata accreditata al SSN. Per le strutture private non accreditate il pagamento in contanti non da diritto alla detrazione: serve un pagamento tracciabile (carta, bonifico, bancomat).

Posso detrarre il tampone eseguito per conto del mio familiare a carico?

Si. Se il familiare e fiscalmente a carico, puoi includere la spesa nel tuo rigo E1 anche se il documento e intestato al familiare. Se invece il familiare non e fiscalmente a carico, la detrazione spetta soltanto a lui nella propria dichiarazione.

Le spese per tamponi e vaccini rientrano nel riordino delle detrazioni per redditi alti?

No. Le spese sanitarie sono espressamente escluse dal riordino delle detrazioni introdotto dalla legge di Bilancio 2025. Anche chi ha un reddito superiore a 75.000 euro mantiene la detrazione piena sulle spese sanitarie.

Se la mutua mi ha rimborsato il vaccino, posso comunque detrarre la spesa?

No, non per la quota rimborsata. Puoi detrarre solo la parte di spesa che e rimasta effettivamente a tuo carico. Se hai sostenuto 100 euro e la mutua ne ha rimborsati 60, puoi detrarre solo i 40 euro non rimborsati.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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