Autore: Andrea Marton

  • Articolo 1430 Codice Civile: Errore di calcolo

    Articolo 1430 Codice Civile: Errore di calcolo

    Art. 1430 c.c. – Errore di calcolo

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    L’errore di calcolo non dà luogo ad annullamento del contratto, ma solo a rettifica, tranne che, concretandosi in errore sulla quantità, sia stato determinante del consenso.

  • Articolo 1431 Codice Civile: Errore riconoscibile

    Articolo 1431 Codice Civile: Errore riconoscibile

    Art. 1431 c.c. – Errore riconoscibile

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    L’errore si considera riconoscibile quando, in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto ovvero alla qualità dei contraenti, una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo.

  • Articolo 1432 Codice Civile: Mantenimento del contratto rettificato

    Articolo 1432 Codice Civile: Mantenimento del contratto rettificato

    Art. 1432 c.c. – Mantenimento del contratto rettificato

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La parte in errore non può domandare l’annullamento del contratto se, prima che ad essa possa derivarne pregiudizio, l’altra offre di eseguirlo in modo conforme al contenuto e alle modalità del contratto che quella intendeva concludere.

  • Art. 1433 c.c.: Errore nella dichiarazione o nella sua trasmissi

    Art. 1433 c.c.: Errore nella dichiarazione o nella sua trasmissi

    Art. 1433 c.c. – Errore nella dichiarazione o nella sua trasmissione

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Le disposizioni degli articoli precedenti si applicano anche al caso in cui l’errore cade sulla dichiarazione, o in cui la dichiarazione è stata inesattamente trasmessa dalla persona o dall’ufficio che ne era stato incaricato.

  • Art. 1434 Codice Civile: Violenza

    Art. 1434 Codice Civile: Violenza

    Art. 1434 c.c. – Violenza

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La violenza è causa di annullamento del contratto, anche se esercitata da un terzo.

  • Articolo 1435 Codice Civile: Caratteri della violenza

    Articolo 1435 Codice Civile: Caratteri della violenza

    Art. 1435 c.c. – Caratteri della violenza

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La violenza deve essere di tal natura da fare impressione sopra una persona sensata e da farle temere di esporre sé o i suoi beni a un male ingiusto e notevole. Si ha riguardo, in questa materia, all’età, al sesso e alla condizione delle persone.

  • Articolo 1436 Codice Civile: Violenza diretta contro terzi

    Articolo 1436 Codice Civile: Violenza diretta contro terzi

    Art. 1436 c.c. – Violenza diretta contro terzi

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La violenza è causa di annullamento del contratto anche quando il male minacciato riguarda la persona o i beni del coniuge del contraente o di un discendente o ascendente di lui.

    Se il male minacciato riguarda altre persone, l’annullamento del contratto è rimesso alla prudente valutazione delle circostanze da parte del giudice.

  • Articolo 1437 Codice Civile: Timore riverenziale

    Articolo 1437 Codice Civile: Timore riverenziale

    Art. 1437 c.c. – Timore riverenziale

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Il solo timore riverenziale non è causa di annullamento del contratto.

  • Articolo 1438 Codice Civile: Minaccia di far valere un diritto

    Articolo 1438 Codice Civile: Minaccia di far valere un diritto

    Art. 1438 c.c. – Minaccia di far valere un diritto

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La minaccia di far valere un diritto può essere causa di annullamento del contratto solo quando è diretta a conseguire vantaggi ingiusti.

  • Art. 1439 Codice Civile: Dolo

    Art. 1439 Codice Civile: Dolo

    Art. 1439 c.c. – Dolo

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato.

    Quando i raggiri sono stati usati da un terzo, il contratto è annullabile se essi erano noti al contraente che ne ha tratto vantaggio.

    Spiegazione

    Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da una parte sono stati tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato (dolo determinante). Se i raggiri provengono da un terzo, il contratto è annullabile solo se erano noti al contraente che ne ha tratto vantaggio.

    Come funziona e quando si applica

    Si distingue dal dolo incidente (art. 1440): se l’ingannato avrebbe comunque concluso il contratto, ma a condizioni diverse, il contratto resta valido e c’è solo diritto al risarcimento. Il dolo è uno dei vizi del consenso, insieme a errore (1427) e violenza (1434).

    Esempio pratico

    Chi acquista un’auto perché il venditore ha falsamente dichiarato un chilometraggio dimezzato, e non l’avrebbe comprata conoscendo i dati reali, può chiedere l’annullamento del contratto per dolo.

    Domande frequenti

    Che differenza c’è tra dolo determinante e dolo incidente?

    Il dolo determinante (art. 1439) porta all’annullamento perché senza l’inganno non si sarebbe contrattato; il dolo incidente (art. 1440) lascia valido il contratto e dà solo risarcimento.

    Il dolo di un terzo annulla il contratto?

    Solo se i raggiri erano conosciuti dalla parte che ne ha tratto vantaggio.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

    Spiegazione

    Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da una parte sono stati tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato (dolo determinante). Se i raggiri provengono da un terzo, il contratto è annullabile solo se erano noti al contraente che ne ha tratto vantaggio.

    Come funziona e quando si applica

    Si distingue dal dolo incidente (art. 1440): se l’ingannato avrebbe comunque concluso il contratto, ma a condizioni diverse, il contratto resta valido e c’è solo diritto al risarcimento. Il dolo è uno dei vizi del consenso, insieme a errore (1427) e violenza (1434).

    Esempio pratico

    Chi acquista un’auto perché il venditore ha falsamente dichiarato un chilometraggio dimezzato, e non l’avrebbe comprata conoscendo i dati reali, può chiedere l’annullamento del contratto per dolo.

    Domande frequenti

    Che differenza c’è tra dolo determinante e dolo incidente?

    Il dolo determinante (art. 1439) porta all’annullamento perché senza l’inganno non si sarebbe contrattato; il dolo incidente (art. 1440) lascia valido il contratto e dà solo risarcimento.

    Il dolo di un terzo annulla il contratto?

    Solo se i raggiri erano conosciuti dalla parte che ne ha tratto vantaggio.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Articolo 1440 Codice Civile: Dolo incidente

    Articolo 1440 Codice Civile: Dolo incidente

    Art. 1440 c.c. – Dolo incidente

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Se i raggiri non sono stati tali da determinare il consenso, il contratto è valido, benchè senza di essi sarebbe stato concluso a condizioni diverse; ma il contraente in mala fede risponde dei danni.

  • Articolo 1441 Codice Civile: Legittimazione

    Articolo 1441 Codice Civile: Legittimazione

    Art. 1441 c.c. – Legittimazione

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    L’annullamento del contratto può essere domandato solo dalla parte nel cui interesse è stabilito dalla legge.

    L’incapacità del condannato in istato di interdizione legale può essere fatta valere da chiunque vi ha interesse.