Autore: Andrea Marton

  • Art. 3 D.Lgs. 171/2005 – Definizioni

    Art. 3 D.Lgs. 171/2005 – Definizioni

    Decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 – Codice della nautica da diporto

    1. Le costruzioni destinate alla navigazione da diporto sono denominate: a) unità da diporto: si intende ogni costruzione di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione destinata alla navigazione da diporto; b) unità utilizzata a fini commerciali – commercial yacht: si intende ogni unità di cui all’articolo 2 del presente codice, nonché le navi di cui all’ articolo 3 della legge 8 luglio 2003, n. 172; c) nave da diporto maggiore: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666, e di stazza superiore alle 500 gross tonnage, di seguito GT, ovvero a 600 tonnellate di stazza lorda, di seguito TSL; d) nave da diporto minore: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666, e di stazza fino a 500 GT ovvero a 600 TSL, escluse le unità di cui alla lettera e); e) nave da diporto minore storica: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666, e di stazza fino a 120 GT ovvero fino a 100 TSL, costruita in data anteriore al 1º gennaio 1967; f) imbarcazione da diporto: si intende ogni unità con scafo di lunghezza superiore a dieci metri e fino a ventiquattro metri, misurata secondo la norma armonizzata UNI/EN/ISO/8666; g) natante da diporto: si intende ogni unità a remi ovvero con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri, misurata secondo la norma armonizzata di cui alla lettera c), con esclusione delle moto d’acqua; h) moto d’acqua: si intende ogni unità da diporto con lunghezza dello scafo inferiore a quattro metri, che utilizza un motore di propulsione con una pompa a getto d’acqua come fonte primaria di propulsione e destinata a essere azionata da una o più persone sedute, in piedi o inginocchiate sullo scafo, anziché al suo interno. h-bis) unità da diporto a controllo remoto: unità da diporto a comando remoto priva a bordo di personale adibito al comando. articolo precedente articolo successivo

  • Maternità docenti e ATA: 5 mesi + interdizione

    CCNL Istruzione e Ricerca

    In sintesi

    Docenti e ATA hanno 5 mesi maternità obbligatoria al 100% (2+3 standard o flessibile 1+4 o 0+5). Paternità obbligatoria 10gg al 100%. Congedo parentale fino a 10 mesi totali coppia con primi 30gg al 100%. Allattamento 2h/giorno fino a 1 anno. Specificità scuola: maternità dei docenti facilmente coperta da supplenza.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · FLC CGIL · CISL Scuola · UIL Scuola · SNALS Confsal · Gilda
    Ultimo rinnovo
    18 gennaio 2024 (CCNL 2019-2021); negoziato 2022-2024 in apertura
    Vigenza
    Parte normativa fino 31 dicembre 2021 (ultrattività)
    Platea
    ~1.300.000 dipendenti (700k docenti scuola statale + 200k ATA + 60k PTA università + 25k ricerca + 9k AFAM)

    Tabella riepilogativa

    Maternità e congedi parentali scuola
    Tipo Durata Retribuzione
    Maternità obbligatoria 5 mesi 100%
    Interdizione anticipata Fino al parto 80% INPS + 20% Stato
    Paternità obbligatoria 10 gg 100%
    Congedo parentale primi 30gg 30 gg per genitore 100%
    Congedo parentale successivi Fino 10 mesi totali coppia 30%
    Allattamento 2h/giorno fino 1 anno 100%

    Maternità 5 mesi al 100%

    La docente o ATA ha 5 mesi di maternità obbligatoria al 100%, modalità:

    • Standard: 2 ante + 3 post
    • Flessibile: 1 ante + 4 post (con certificato non rischio)
    • Flessibilità totale 0+5 (D.Lgs. 105/2022)

    Specificità scuola: l’assenza per maternità è facilmente coperta da supplente nominato per il periodo. La docente rientra in classe a fine maternità.

    Interdizione anticipata frequente nella scuola

    L’interdizione anticipata INPS è frequente nella scuola per mansioni a rischio:

    • Docente infanzia: sollevamento bambini = interdizione spesso disposta
    • Docente sostegno con bambini disabili: rischio sforzo fisico = interdizione
    • Insegnamento Educazione Fisica: rischio movimenti = interdizione
    • ATA collaboratore: pulizie/sollevamento = interdizione

    Retribuzione interdizione: 80% INPS + 20% integrazione amministrazione = 100% effettivo. Durata: dal momento del provvedimento INPS fino all’inizio maternità obbligatoria.

    Paternità e congedo parentale

    Paternità obbligatoria: 10 giorni lavorativi al 100% nei primi 5 mesi dalla nascita.

    Congedo parentale: fino a 10 mesi totali coppia, primi 30gg al 100%, successivi al 30%. Per docenti, il congedo parentale è spesso preso a mesi pieni (più gestibile didatticamente) o ridotti orari.

    Casi pratici

    Tizia – Docente infanzia con interdizione
    Tizia, docente infanzia in gravidanza, riceve interdizione INPS 3 mesi (sollevamento bambini). Stipendio 80% INPS + 20% Stato = 100%. Supplente nominato per copertura.
    Caia – Maternità docente liceo
    Caia, docente liceo, gravidanza senza problemi. Sceglie modalità flessibile 1+4: 1 mese ante + 4 mesi post. Retribuzione 100%. Supplente nominato per i 5 mesi totali.
    Sempronio – Padre docente 10gg + parentale
    Sempronio, padre di un neonato e docente di matematica, fruisce 10gg paternità + 30gg congedo parentale al 100%. Supplente per i 40gg. Rientro a marzo.

    Domande frequenti

    Quanti mesi di maternità ha una docente?
    5 mesi al 100% (2+3 standard, o flessibile 1+4, o 0+5). Più eventuale interdizione anticipata INPS per gravidanze a rischio o mansioni a rischio. Tutto coperto da supplente.
    L'interdizione anticipata è frequente nella scuola?
    Sì, soprattutto per docenti infanzia, sostegno, ed. fisica, ATA collaboratori scolastici per mansioni a rischio (sollevamento bambini, sforzo fisico). Disposta dall’INPS su istanza della lavoratrice.
    Posso prendere il congedo parentale a settimane invece che mesi pieni?
    Sì, dal D.Lgs. 105/2022 il congedo parentale è frazionabile anche su base oraria. Amministrazione e dipendente concordano modalità.
    Quante ore di allattamento?
    2 ore al giorno fino al primo anno del bambino (1h se orario settimanale <6h). Per docenti, l'allattamento può essere fruito come riduzione oraria didattica o pacchetti orari concentrati.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 402 Codice della Navigazione – Impedimento della nave

    Art. 402 Codice della Navigazione – Impedimento della nave

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Se la partenza della nave è impedita per causa non imputabile al vettore, il contratto è risolto ed il vettore deve restituire il prezzo versatogli.

  • Art. 15-bis DPR 602/1973 – Iscrizioni nei ruoli straordinari

    Art. 15-bis DPR 602/1973 – Iscrizioni nei ruoli straordinari

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    1. In deroga all’articolo 15, nei ruoli straordinari le imposte, gli interessi e le sanzioni sono iscritti per l’intero importo risultante dall’avviso di accertamento, anche se non definitivo.

  • Art. 73 D.Lgs. 151/2001 – Indennità per interruzione gravidanza professioniste

    Art. 73 D.Lgs. 151/2001 – Indennità per interruzione gravidanza professioniste

    D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità

    1. In caso di interruzione della gravidanza, spontanea o volontaria, verificatasi non prima del terzo mese di gestazione, le libere professioniste hanno diritto all’indennità di maternità limitatamente al periodo di congedo successivo alla data dell’evento.

  • Art. 18-ter L. 354/1975 – Limitazioni e controlli della corrispondenza

    Art. 18-ter L. 354/1975 – Limitazioni e controlli della corrispondenza

    Legge 26 luglio 1975, n. 354 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà

    2. Le disposizioni del comma 1 non si applicano qualora la corrispondenza epistolare o telegrafica sia indirizzata ai soggetti indicati nel comma 5 dell’articolo 103 del codice di procedura penale, all’autorità giudiziaria, alle autorità indicate nell’articolo 35 della presente legge, ai membri del Parlamento, alle Rappresentanze diplomatiche o consolari dello Stato di cui gli interessati sono cittadini ed agli organismi internazionali amministrativi o giudiziari preposti alla tutela dei diritti dell’uomo di cui l’Italia fa parte.

    4. L’autorità giudiziaria indicata nel comma 3, nel disporre la sottoposizione della corrispondenza a visto di controllo, se non ritiene di provvedere direttamente, può delegare il controllo al direttore o ad un appartenente all’amministrazione penitenziaria designato dallo stesso direttore.

    5. Qualora, in seguito al visto di controllo, l’autorità giudiziaria indicata nel comma 3 ritenga che la corrispondenza o la stampa non debba essere consegnata o inoltrata al destinatario, dispone che la stessa sia trattenuta. Il detenuto e l’internato vengono immediatamente informati.

    6. Contro i provvedimenti previsti dal comma 1 e dal comma 5 può essere proposto reclamo, secondo la procedura prevista dall’articolo 14-ter, al tribunale di sorveglianza, se il provvedimento è emesso dal magistrato di sorveglianza, ovvero, negli altri casi, al tribunale nel cui circondario ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento. Del collegio non può fare parte il giudice che ha emesso il provvedimento. Per quanto non diversamente disposto dal presente comma si applicano le disposizioni dell’articolo 666 del codice di procedura penale.

    7. Nel caso previsto dalla lettera c) del comma 1, l’apertura delle buste che racchiudono la corrispondenza avviene alla presenza del detenuto o dell’internato.

  • Estratto conto contributivo INPS: verificare contributi e pensione

    Guida pratica · Lavoro · Previdenza per il lavoratore

    In sintesi

    L’estratto conto contributivo INPS raccoglie tutta la contribuzione versata o accreditata nel corso della vita lavorativa. Si consulta gratuitamente online tramite SPID o CIE sul sito INPS. Verificarlo periodicamente permette di scoprire buchi contributivi e correggerli prima che si prescrivano.

    Riferimento normativo

    Normativa INPS; D.Lgs. 196/2003 (accesso ai dati personali)

    Tabella riepilogativa

    Sezioni principali dell’estratto conto INPS
    Sezione Cosa contiene A cosa serve
    Contribuzione da lavoro dipendente Settimane e retribuzione imponibile per ciascun datore e anno Verifica versamenti effettivi
    Contribuzione figurativa Periodi di malattia, maternità, NASpI, CIG, ecc. Completare il montante pensionistico
    Contribuzione volontaria Periodi riscattati o integrati a domanda Colmare lacune contributive
    Riepilogo posizione Totale settimane, anzianità contributiva stimata Pianificazione pensione
    Estratto conto simulato Stima pensione futura (MyINPS) Confronto scenari di uscita

    Come accedere all'estratto conto INPS

    Il servizio è raggiungibile sul portale INPS.it, sezione Fascicolo Previdenziale del Cittadino, oppure tramite l’app IO. L’accesso richiede identità digitale: SPID (almeno livello 2) o CIE con lettore NFC. Il documento è gratuito e consultabile in ogni momento. Patronati e CAF possono accedervi con delega del lavoratore.

    Come si legge la contribuzione versata

    Per ogni anno e datore di lavoro l’estratto riporta: settimane coperte, retribuzione imponibile e importo dei contributi versati. Le settimane sono il dato cruciale: per la pensione di vecchiaia occorrono almeno 20 anni di contribuzione (1.040 settimane per il sistema contributivo puro); per la pensione anticipata il requisito è più elevato. Confrontare le settimane indicate con le buste paga è il primo controllo da fare.

    Come verificare se mancano periodi

    Se un periodo lavorativo non compare, le cause più frequenti sono: mancato versamento del datore, contributi non ancora registrati (il ritardo tecnico è normale per i mesi recenti), oppure contribuzione confluita in un’altra gestione INPS (Gestione Separata, artigiani, commercianti). In caso di lacuna verificata, il lavoratore può presentare domanda di regolarizzazione o diffidare il datore inadempiente prima che il credito si prescriva (prescrizione quinquennale).

    Il fascicolo previdenziale e la simulazione pensione

    Accanto all’estratto conto storico, il portale INPS offre la simulazione della pensione futura (“La mia pensione”), che proietta i contributi attesi fino all’età pensionabile secondo scenari di retribuzione. È uno strumento indicativo, non vincolante, ma utile per pianificare scelte come il riscatto della laurea o i versamenti volontari.

    Casi pratici

    Tizio – scopre un anno di contributi mancanti

    Tizio accede all’estratto conto e nota che il 2019 non risulta: ricorda di aver lavorato per una piccola azienda. Recupera le buste paga, verifica l’omissione e si rivolge al patronato per segnalare l’inadempienza del datore all’INPS. Prima che scattino i cinque anni di prescrizione, l’INPS può agire per il recupero.

    Caia – contributi in più gestioni

    Caia ha lavorato come dipendente e poi come libera professionista iscritta alla Gestione Separata. Nel Fascicolo Previdenziale trova due estratti separati. Può richiedere la ricongiunzione o la totalizzazione per sommare i periodi e maturare il diritto alla pensione da un’unica gestione.

    Sempronio – usa la simulazione per decidere il riscatto laurea

    Sempronio ha 40 anni e 15 anni di contributi. Consulta la simulazione INPS e vede che senza interventi la pensione arriverà tardi. Confronta il costo del riscatto della laurea (4 anni) con il beneficio stimato e decide se procedere con il riscatto agevolato.

    Domande frequenti

    Come si accede all'estratto conto INPS?

    Tramite il portale INPS.it, sezione Fascicolo Previdenziale del Cittadino, con SPID (livello 2 o superiore) o CIE con lettore NFC. In alternativa ci si può rivolgere a un patronato o CAF con apposita delega.

    Cosa sono le settimane contributive nell'estratto conto?

    Rappresentano le settimane di lavoro coperte da contribuzione, sia effettiva (versata dal datore) sia figurativa (accreditata per eventi come malattia o disoccupazione). Sono il parametro principale per verificare se si raggiungono i requisiti pensionistici.

    Cosa fare se nell'estratto conto mancano periodi lavorativi?

    Bisogna confrontare l’estratto con le buste paga. Se la lacuna dipende da omissione del datore, si può presentare istanza all’INPS tramite patronato prima che scattino i cinque anni di prescrizione del credito contributivo.

    L'estratto conto INPS è aggiornato in tempo reale?

    No. I contributi dei mesi più recenti possono risultare non ancora registrati a causa dei normali tempi tecnici di elaborazione. Di norma la posizione viene aggiornata entro alcuni mesi dalla denuncia contributiva del datore.

    Posso vedere la stima della pensione futura?

    Sì. Sul portale INPS è disponibile il servizio “La mia pensione”, che proietta i contributi attesi e stima l’importo pensionistico in diversi scenari. Si tratta di una simulazione indicativa, non di un calcolo definitivo.

    Un patronato può accedere al mio estratto conto?

    Sì, tramite delega rilasciata dal lavoratore. I patronati (INCA, ACLI, CAF, ecc.) assistono gratuitamente nella verifica della posizione contributiva e nella presentazione di eventuali istanze di regolarizzazione.

    Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 14-ter L. 354/1975 – Reclamo

    Art. 14-ter L. 354/1975 – Reclamo

    Legge 26 luglio 1975, n. 354 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà

    4. Per quanto non diversamente disposto si applicano le disposizioni del capo II-bis del titolo II.

  • Art. 166 Codice Civile: Capacità dell’inabilitato

    Art. 166 Codice Civile: Capacità dell’inabilitato

    Art. 166 c.c. – Capacità dell’inabilitato

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    Per la validità delle stipulazioni e delle donazioni, fatte nel contratto di matrimonio dall’inabilitato o da colui contro il quale è stato promosso giudizio di inabilitazione, è necessaria l’assistenza del curatore già nominato. Se questi non è stato ancora nominato, si provvede alla nomina di un curatore speciale.

  • Compensi accessori: FIS, funzioni strumentali, ore eccedenti

    CCNL Istruzione e Ricerca

    In sintesi

    Oltre lo stipendio base, i docenti possono percepire compensi accessori: FIS (Fondo Istituto) per attività aggiuntive contrattate localmente, funzioni strumentali (€350-1.500/anno), ore eccedenti (€36-44/h), indennità sostituzione presidenza, bonus merito (€200-500/anno). Pagamenti annuali o quadrimestrali.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ARAN · FLC CGIL · CISL Scuola · UIL Scuola · SNALS Confsal · Gilda
    Ultimo rinnovo
    18 gennaio 2024 (CCNL 2019-2021); negoziato 2022-2024 in apertura
    Vigenza
    Parte normativa fino 31 dicembre 2021 (ultrattività)
    Platea
    ~1.300.000 dipendenti (700k docenti scuola statale + 200k ATA + 60k PTA università + 25k ricerca + 9k AFAM)

    Tabella riepilogativa

    Compensi accessori docenti
    Voce Importo
    FIS – attività aggiuntive Variabile €100-3.000/anno
    Funzioni strumentali €350-1.500/anno
    Ore eccedenti €36-44/h
    Indennità sost. presidenza €500-1.500/anno
    Bonus merito L.107 €200-500/anno
    Card docente €500/anno

    FIS – Fondo dell'Istituzione Scolastica

    Il FIS è il fondo annuale di ogni scuola per finanziare attività aggiuntive del personale (docenti + ATA).

    Contrattazione locale con RSU di istituto: si decide cosa finanziare (progetti, sportelli, attività extracurriculari, commissioni, ecc.).

    Importi tipici: €100-3.000/anno per docente, in base alle attività svolte e ai compensi orari concordati.

    Funzioni strumentali e altri incarichi

    Le funzioni strumentali sono incarichi annuali assegnati dal Collegio Docenti per coordinare aree del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF):

    • Orientamento in entrata/uscita
    • Inclusione e disagio
    • PTOF e qualità
    • Continuità didattica

    Compenso: €350-1.500/anno in base alla complessità. Liquidazione di norma a fine anno scolastico (luglio).

    Bonus merito e card docente

    Il Bonus Merito (L. 107/2015) è erogato a docenti meritori designati dal Comitato di Valutazione della scuola. Importo €200-500/anno. Critiche al sistema: discrezionalità, conflittualità interna.

    La card del docente è di €500/anno per formazione, libri, dispositivi digitali, eventi culturali. Esente IRPEF. Va spesa entro l’anno e rendicontata.

    Casi pratici

    Tizio – Docente con funzione strumentale
    Tizio è docente primaria + funzione strumentale orientamento. Stipendio €2.300/mese + FIS attività €800/anno + FS €600/anno + card €500 = ~€2.450 mensile equivalenti.
    Caia – Docente liceo con incarichi
    Caia, docente liceo, è coordinatore di classe (+€600/anno FIS) + commissione esami (+€400) + ore eccedenti 60h × €40 = €2.400. Bonus merito €350. Totale extra ~€3.750/anno.
    Sempronio – DSGA con FIS
    Sempronio DSGA, oltre tabellare e indennità: FIS coordinamento amministrativo €2.500/anno + indennità sost. presidenza vacante 3 mesi €450 + card no (solo docenti) = ~€2.950/anno extra.

    Domande frequenti

    Cos'è il FIS?
    Il Fondo dell’Istituzione Scolastica: budget annuale per ogni scuola per finanziare attività aggiuntive di docenti e ATA. Contrattato con RSU di scuola. Importi €100-3.000/anno per docente in base alle attività.
    Le funzioni strumentali sono obbligatorie?
    No, sono incarichi facoltativi assegnati dal Collegio Docenti. Compenso €350-1.500/anno per coordinare aree del PTOF (orientamento, inclusione, ecc.). Liquidazione annuale a fine anno scolastico.
    Cos'è la card del docente?
    Bonus €500/anno per formazione, libri, dispositivi, eventi culturali. Esente IRPEF. Va spesa entro l’anno e rendicontata. Solo docenti di ruolo o supplenti annuali (non brevi).
    Il bonus merito a chi spetta?
    A docenti designati dal Comitato di Valutazione della scuola in base a criteri (efficacia didattica, valorizzazione contributo, etc.). Importo €200-500/anno. Sistema criticato per discrezionalità e conflittualità interna.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 150 TUIR: Organizzazioni non lucrative di utilità sociale

    Art. 150 TUIR: Organizzazioni non lucrative di utilità sociale

    Art. 150 TUIR – Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ex art. 111-ter)*

    In vigore dal 01/01/2004

    Modificato da: Decreto legislativo del 12/12/2003 n. 344 Articolo 1

    “[1. Per le organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale (ONLUS), ad eccezione delle societa’ cooperative, non costituisce esercizio di attivita’ commerciale lo svolgimento delle attivita’ istituzionali nel perseguimento di esclusive finalita’ di solidarieta’ sociale. 2. I proventi derivanti dall’esercizio delle attivita’ direttamente connesse non concorrono alla formazione del reddito imponibile.]”

    —————-

    * Per l’abrogazione del presente articolo vedi l’art. 102, comma 2, lett. c), D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117.

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  • Art. 383 Codice della Navigazione – Prescrizione

    Art. 383 Codice della Navigazione – Prescrizione

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    I diritti derivanti dal contratto di locazione si prescrivono con il decorso di un anno dalla scadenza del contratto o, nel caso previsto dall'articolo precedente, dalla data di riconsegna della nave. Nel caso di perdita presunta della nave, il termine decorre dalla data di cancellazione di questa dal registro d'iscrizione. Del noleggio